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Vandea sulla congestion charge di Milano, che autogol!

Una santa alleanza formata da commercianti e artigiani si oppone all'idea della nuova giunta milanese di trasformare l'Ecopass in una vera e propria congestion charge, cioè un pannicello caldo in una vera misura antitraffico. Ricordiamo che la congestion charge fa pagare l'entrata a tutti i veicoli, non solo ai più inquinanti. Come a Londra e a  Stoccolma. Il fatto che i commercianti siano contrari non è una novità, leggendarie le loro lotte contro tutte le poche pedonalizzazioni realizzate a Milano, salvo poi ammettere che in effetti... le botteghe guadagnavano di più. Sono fatti così. Per quel che può servire, un nuovo studio conferma i benefici ambientali e sanitari delle misure di limitazione del traffico. La ricerca questa volta riguarda Roma ed è stata pubblicata su Occupational Environmental Medicine (leggi qui) dal gruppo di Francesco Forastiere del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario del Lazio. Considerando la riduzione di traffico provocata dalle due ZTL in funzione a Roma dal 2001 al 2005 (la prima nel centro storico, la seconda nel primo anello ferroviario), i ricercatori hanno osservato una riduzione dei due inquinanti presi in considerazione (NO2 e PM10) del 23 e del 10% rispettivamente nelle aree considerate. Notare che negli stessi anni (dal 2001 al 2005) il contributo del traffico ai due veleni era già sceso del 24% e del 21% a causa della riduzione "naturale" delle auto (-3,8%) e al graduale miglioramento tecnologico dei motori. Si è stimato quindi che la riduzione di concentrazione di NO2 e di PM10 determinata dalle misure antiraffico abbia "regalato" in media circa 3 settimane di vita alle persone più esposte (entro 50 metri dalle strade più trafficate) che nella prima cerchia ferroviaria sono 62.000. Proporzionalmente ne hanno beneficiato di più i ricchi (prevalenti nelle aree prese in esame) rispetto ai poveri. Il beneficio c'è stato anche per i romani delle altre zone, ma molto inferiore (3 giorni e mezzo in più a testa), cosa facilmente spiegabile se si pensa che l'area a traffico limitato era pari a 45 chilometri quadrati sui 1.850 del gigantesco comune di Roma. Sono stime, ovviamente, che risentono del fatto che polveri e ossidi di azoto non sono probabilmente gli indicatori migliori per gli effetti nefasti del traffico sulla salute. Meglio sarebbe misurare le polveri più sottili (PM2,5), gli idrocarburi policlici aromatici e altre schifezze più difficlmente monitorabili. Comunque, il messaggio è chiaro e basato su un solido lavoro scientifico: il minore inquinamento ha fatto guadagnare 2436 anni di vita (anni in più spesi peraltro anche a fare shopping nelle botteghe dei trinariciuti oppositori alle misure ecologiche). In un precedente studio  (leggi qui) sempre il gruppo di Forastiere aveva mostrato che se una città come Roma si adeguasse come per magia ai limiti OMS sulle concentrazioni di inquinanti (ben più bassi dei limiti di legge) si risparmierebbe più di un migliaio di vite e 2,2 miliardi di euro all'anno. Fermare il traffico privato, insomma, conviene a tutti: ai cittadini, ai commercianti, e alle casse comunali.

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