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Home » Blog » Blog di Ernesto Carafoli e Laura Fedrizzi

Valutazione parte II - Sparare o non sparare? (nel mucchio naturalmente...)

  • Blog di Ernesto Carafoli e Laura Fedrizzi
  • 1230 letture

Ancora sulla valutazione: si rischia di includervi quasi tutto, e forse non è neppure un male… Voglio raccontarvi una piccola cosa personale. Da alcune settimane sono in giro per l’Italia per valutare, con una Commissione fatta anche di stranieri, una trentina di Istituti del CNR. Ad ogni visita, organizziamo una seduta a porte chiuse con il personale tecnico-amministrativo dell’Istituto. Ebbene, qualche giorno fa, in un Istituto del Sud, ho chiesto, in modo volutamente provocatorio, se pensavano fosse meglio sparare nel mucchio o non sparare affatto (per colpire “alla Brunetta” i nullafacenti, naturalmente). La sorprendente, unanime risposta è stata: sparare nel mucchio. Ed era il profondo Sud, non era Bergamo, non era Bolzano… Quindi, sarà proprio vero che Brunetta non piace a nessuno? Prendo questo argomento perché nel nostro ambiente credo che di nessuno si parli con la passione emotiva con cui si parla di lui: non ci sono vie di mezzo, o lo si ama o lo si detesta. Visceralmente. Ed è un guaio, perché si dovrebbe invece analizzare quello che tenta di fare, ragionando anziché imprecando. E sarebbe importante, perché quello che sta cercando di fare, piaccia o non piaccia, è direttamente legato al problema della valutazione: il problema dei problemi, per noi della ricerca. Mi ha ad esempio colpito un  fatto: tutto quello che Brunetta dice, andava dicendo da anni Pietro Ichino, il pioniere a cui tra l’altro dobbiamo lo strepitoso neologismo “nullafacenti”. Naturalmente Ichino non era simpatico ai sindacati, ma era simpatico a tutti gli altri. E siccome non ricordo parole di biasimo gridate contro di lui dal circuito mediatico, mi viene il sospetto che forse, chissà, nelle urla del suddetto circuito mediatico contro il povero Brunetta ci possa anche stare un qualche lontano pregiudizio politico… Punto secondario, comunque. Più importante è certamente il “distinguo”, a cui, appunto, si rifà il titolo qui sopra. Ma come, si dice, sparare nel mucchio? Ma non è un assioma di tutti noi democratici che è meglio avere 100 assassini liberi che un solo innocente condannato? Difficile dire di no, specialmente quando, matematica alla mano, si dimostra che le statistiche possono essere ingannevoli. Come ha magistralmente fatto, nella sua gustosissima storiella degli impiegati postali di Mamaquefrio e del Ministro Mouretina, il nostro Franco Brezzi: proprio un Brezzi d’annata, devo dire. Franco non voleva certo portare acqua al mulino dei nullafacenti: con rigore matematico metteva semplicemente alla berlina il giornalista saccente e demagogico. Ottima cosa, naturalmente (gliel’ho anche scritto). Però, ad onta delle validissime ragioni matematiche, ha finito per mettere in pessima luce il povero Ministro Mouretina... E quindi, cavilli matematici a parte, il dilemma rimane: sparare nel mucchio, o non sparare affatto? Chiaro che il meglio sarebbe sparare prendendo la mira: ma se il farlo diviene impresa proibitiva, sarebbe una gran tragedia se a qualcuno capitasse di beccarsi di striscio una qualche schioppettata sbagliata?

__________________

Ernesto Carafoli
Biochimica, Università di Padova

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14 luglio, 2009 da Ernesto Carafol...


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#1 principio di precauzione si, ma...

ritratto di Laura Fedrizzi
21 luglio, 2009 - 15:35 da Laura Fedrizzi

Per rispondere a questo intervento mi piacerebbe avvalermi del principio di precauzione di Brezzi: "non mettere le persone alla berlina se non hai dei solidi indizi di colpevolezza". certo è che alcune scene di assenteismo&svogliatezza fanno venir voglia anche a me di sparare nel mucchio, ne parlavo giusto ieri sera a cena con un'amica. e questo discorso vale per qualsiasi ambito lavorativo, i nullafacenti sono ovunque... se la schioppettata finisce alla persona sbagliata, ad una persona che vale? beh, la vita è piena di imprevisti, bisogna sempre darsi da fare ed il valore di una persona non finisce di certo con una "schioppettata".

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#2 Valutazione e pubblica amministrazione

ritratto di Vincenzo Bronte
27 luglio, 2009 - 11:54 da Vincenzo Bronte

Lascio ancora un breve commento che completa il discorso sulla valutazione aggiunto poco fa.

Attenzione a non cadere nel consueto errore, ovvero "pubblico eguale ad assenteismo e scarso impegno". Non è affatto così, e mi sento offeso da queste considerazioni. Io sono un impiegato pubblico che fa il suo lavoro come molti, tantissimi altri. Generalizzare è ingiusto e dannoso per la stessa amministrazione pubblica. Inoltre, non vorrei che queste discussioni finissero per far dimenticare il secondo, gravoso problema italiano: le scarse risorse pubbliche destinate alla ricerca. Non mi dilungo perché c'è un bellissimo articolo, che invito a leggere, di Salvatore Settis su La Repubblica del 15 Luglio.

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