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Sayonara nuclear power

Al grido di "Sayonara nuclear power" ieri decine di migliaia di giapponesi hanno sfilato a Tokyo, accompagnati dal premio Nobel 1994 per la letteratura Kenzaburo Oe e il musicista Ryuichi Sakamoto, che ha composto la colonna sonora dell'ultimo Imperatore (leggi qua). L'opposizione al nucleare, insomma, cresce in Giappone, che deve all'atomo il 30% della produzione elettrica. Un sondaggio condotto a fine luglio ha evidenziato dhe il 55% dei giapponesi è favorevole a una riduzione della dipendenza da questa fonte energetica, e per ora solo il 3% a un suo abbandono. Rappresentanti del governo hanno dichiarato che batteranno nuove strade, soprattutto fonti alternative. In estate 54 centrali nucleari del paese sono state fermate per controlli e ora si prevede un loro graduale riavvio. Intanto Fukushima - che alcuni vorrebbero trasformare in un parco eolico offshore, continua a dare filo da torcere alle autorità. Non è ancora stato compilato un assessment dei danni, la censura regna sovrana, ma cominciano a emergere stime di danni per 200 miliardi di dollari. Come scrive su Scienzainrete Vincenzo Balzani in un recente articolo, le scuole fino a 50 km di distanza dall'epicentro dell'incidente hanno un livello di radioattività superiore ai limiti disposti per il personale delle centrali nucleari. Un bilancio sanitario sarà possibile solo fra anni, Chernobyl docet. La Cina intanto progetta altre 60 centrali nuclearei e non sembra sfiorata dal dubbio. Ma, come spiega in un articolo il fisico He Zuoxiu (a lungo impegnato nel programma nucleare cinese): “Siamo veramente pronti per questa vertiginosa velocità nello sviluppo dell’energia nucleare?”. Una domanda che vale per tutti.

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