Dove è stato Corrado Clini negli ultimi cinque anni? La domanda è legittima, perché l'intervista che il neoministro dell'ambiente ha rilasciato questa mattina alla trasmissione radiofonica "un giorno da pecora" sembra quella di uno uscito da un'ibernazione durata un lustro almeno.
Ecco alcune chicche:
«Lei è favorevole alla caccia?» chiede il conduttore. Lui prima dice di non avere un'opinione, e poi afferma di apprezzare i «cacciatori che proteggono l'ambiente». (I Masai?)
E poi: «È favorevole al ponte sullo stretto?» E lui: non ne ho idea. Però «è un'opera bellissima!»
«Favorevole agli Ogm?». Clini: in certe condizioni sì. «E in Italia?» incalza il conduttore. E Clini preso alla sprovvista inzia a immaginare coltivazioni ogm nelle aree dissestate dell'appennino. (Fra frane e ghiaioni?)
Alla Tav ovviemante dice sì, ma la vera perla la riserva al nucleare.
Quando il conduttore gli domanda che cosa ha votato al referendum, lui risponde chiedendo se sta parlando della consultazione del 1987. Il conduttore chiarisce che no, sta parlando di quella di giugno. E lui dice che no, non ha votato perché era in Cina.
Allora la domanda diventa più diretta: «Clini, è favorevole al nucleare?»
E il neministro: «è un'opzione su cui riflettere molto... certo il Giappone ha scoraggiato, ma resta una tecnologia chiave». Il conduttore allora lo incalza nuovamente e lui dice che sì, tutto sommato sì. Il nucleare si può fare «a certe condizioni».
Non specificando quali siano, si è tentati di pensare che immagini di farlo sulla Luna. A meno che, trovandosi in Cina per lavoro, non abbia avuto modo di guardare i risultati del referendm. Urge dunque comunicarglieli:
Percentuale di votanti: 54,79%
schede bianche: 219.505
schede nulle: 139.236
schede contestate: 439
votanti: 27.624.922
sì: 94,05% no: 5,95%
Capito, Clini? Abbiamo detto (per la seconda volta, per giunta) che le centrali non le vogliamo. Capito? Dobbiamo dirlo in cinese?