fbpx Imitare la natura nella guerra contro il cancro | Scienza in rete

Imitare la natura nella guerra contro il cancro

Primary tabs

Tempo di lettura: 1 min

Esistono rane in grado di resistere al congelamento, pesci dotati di straordinarie capacità rigenerative, organismi capaci di sopravvivere in condizioni di vita estreme. Per non parlare di quegli esseri viventi che non si ammalano di cancro e, al tempo stesso, hanno una vita piuttosto lunga.

Quali sono gli elementi genetici che consentono queste eccezionali capacità di adattamento a condizioni estreme? Cosa rende questi esseri viventi capaci di evitare quell’insieme di processi molecolari che inducono alcune cellule a riprodursi e a differenziarsi in maniera incontrollata? Su queste domande si basa la ricerca di Yuval Tabach, ricercatore alla Hebrew University di Gerusalemme. Nel suo laboratorio, Tabach applica metodi di genomica comparativa per confrontare i genomi di specie diverse per capire quali geni sono caratteristici di esseri viventi dotati di forme di resistenza o adattamento eccezionali, come i Tardigradi, l’axolotl o la talpa senza pelo.

Yuval Tabach (Hebrew University) – Intervista realizzata durante il corso Advances in Complex Systems, organizzato a Como dal Centro per la Complessità e i Biosistemi dell’Università di Milano.

Simili tratti sono infatti il prodotto di complesse reti di interazioni fra geni e il loro studio può consentire di identificare diverse molecole coinvolte nello sviluppo del cancro, nei processi di invecchiamento e in molte altre malattie di origine genetica, dalla corea di Huntington alla distrofia miotonica.

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Malvaldi e la statistica del ragionevole dubbio

dadi e lente di ingrandimento

Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In “Se fossi stato al vostro posto” (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare i fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intreccino. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno

Questa è una recensione che esce con colpevolissimo ritardo. In effetti, appena in anticipo sul primo compleanno del libro. Per fortuna, i libri non hanno una data di scadenza (almeno nella maggior parte dei casi). Di certo non ce l’ha Se fossi stato al vostro posto (Raffaello Cortina Editore, 2025), in cui Marco Malvaldi parla di qualcosa decisamente a lunga conservazione: la statistica e la narrazione.