
Il 12 agosto un’eclissi parziale di Sole offrirà uno spettacolo eccezionale, soprattutto nel Nord Italia, dove il disco solare sarà oscurato per oltre il 90%. Dietro questo evento si nasconde una straordinaria coincidenza cosmica: Sole e Luna appaiono grandi allo stesso modo nel nostro cielo, una condizione unica nel Sistema solare. Patrizia Caraveo spiega come nascono le eclissi, perché sono così rare da un luogo preciso della Terra e perché continuano ad affascinare gli astronomi - oltre a milioni di appassionati.
In attesa dell’eclissi del 12 agosto che, poco prima del tramonto, oscurerà parzialmente il Sole con una preferenza per le regioni del nord Italia (che potranno godere di oltre il 90% di copertura del disco solare), forse è il caso di spolverare i ricordi di astronomia per apprezzare come l’eclisse ci renda unici nel sistema solare.
Assistere all’oscuramento del Sole è infatti possibile solo per noi terrestri, grazie a una fortuita combinazione tra dimensioni e distanza del Sole e della Luna, visti dalla Terra. Benché il diametro della Luna sia 400 volte inferiore al diametro del Sole, la distanza tra la Terra e il Sole è circa 400 volte superiore alla distanza tra la Terra e la Luna. Per dirla in termini astronomici, il Sole e la Luna appaiono avere le stesse dimensioni angolari nel cielo. È questa coincidenza, unica nel sistema solare, a rendere possibile alla piccola Luna di oscurare il Sole. Avere le stesse dimensioni angolari non è però sufficiente: perché si verifichi un’eclisse occorre che, nel percorrere le loro orbite, Luna e Terra siano allineate con il Sole. Per essere allineati, tre oggetti devono essere sullo stesso piano - ed è qui che le cose si complicano, perché l’orbita della Luna è inclinata di 5° rispetto all’orbita descritta dalla Terra intorno al Sole, che non a caso prende il nome di eclittica, perché è solo in quel piano che possono avvenire le eclissi. È questa inclinazione a regolare il succedersi degli allineamenti che possono avvenire solo quando la Luna, nella sua orbita intorno alla Terra, attraversa il piano dell’eclittica. È una circostanza che avviene due volte per ogni ciclo lunare e i punti di attraversamento si chiamano nodi (ascendente e discendente).

Crediti immagine: Play INAF
Tuttavia c’è ancora un’altra condizione da soddisfare: perché possa avvenire l’eclisse il nodo deve essere allineato con la congiungente Terra Sole. Come spiega molto bene Marco Bastoni nel suo Il piccolo libro delle eclissi, l’allineamento dei nodi avviene due volte all’anno (per essere precisi ogni 172 giorni, perché anche la linea dei nodi ha un suo moto) e sono questi i momenti favorevoli che vengono chiamati “stagioni delle eclissi”.
Tuttavia, il fatto che la linea dei nodi sia rivolta verso il Sole non implica che avvengano eclissi perché quasi sempre la Luna si trova in un altro punto della sua orbita e manca l’appuntamento. Perché avvengano le eclissi la Luna deve attraversare l’eclittica, davanti o dietro alla Terra, nel periodo dell’allineamento.
Quando la Luna è davanti alla Terra, quindi non è visibile di notte, ci sono le condizioni per un'eclissi di Sole, che spesso è parziale, perché l’allineamento non è perfetto. L’eclissi può anche essere anulare quando la Luna si trova nel punto più lontano dalla Terra e appare un po’ più piccola e non riesce a coprire interamente il Sole. Due settimane dopo l’eclisse di Sole, durante il plenilunio, si verificherà l’eclisse di Luna che sparirà nel cono d’ombra della Terra.
Come dicevamo, gli allineamenti sono rari ma non rarissimi. Nel corso di un anno possono avvenire un paio di eclissi solari seguite dalle corrispondenti eclissi lunari. Tuttavia, le dimensioni contano. La piccola Luna proietta la sua ombra in una striscia sottile larga circa 300 km e lunga qualche migliaio, quindi l’eclissi di Sole interessa sempre una piccola frazione del pianeta. Al contrario l’eclissi di Luna è molto più democratica, perché può essere vista da tutto l’emisfero immerso nel buio. A causa di questa diversa copertura geografica, ponendoci in un qualsiasi punto del nostro pianeta è molto più probabile assistere a un'eclissi di Luna piuttosto che di Sole. Ovviamente nulla vieta di spostarsi per andare ad ammirare la totalità in giro per il mondo. Marco Bastoni non ha esitato ad andare in Cile, in Mongolia, in Messico ed in Cina per godere lo spettacolo del Sole che scompare (con qualche delusione a causa delle nubi).
Per gli astronomi, l’eclisse è il momento di gloria della corona solare, sempre presente ma resa invisibile dalla luminosità del Sole. Si tratta di una nube di plasma a qualche milione di gradi, ben più caldo della superficie del sole, che emerge solo durante le eclissi totali con la raggera delle linee del campo magnetico solare che escono dai poli e la forma che dipende dallo stato di attività della nostra stella. È anche questo che rende preziosissimi i pochi minuti della totalità (quando il Sole è completamente oscurato dalla Luna e sulla Terra diventa buio), che gli scienziati devono usare al meglio per studiare questa eterea presenza ancora non completamente capita, dal momento che non è ancora chiaro il meccanismo alla base del riscaldamento coronale. Ma l’utilità delle eclissi non si esaurisce con lo studio della corona solare. Grazie alla perseveranza di Arthur Stanley Eddington, l’eclisse del 29 maggio 1919 ha fornito la prima prova sperimentale a conferma della teoria della relatività generale.
Tornando al 12 agosto, diciamo che si tratterà comunque un’eclissi breve, perché il Sole sarà al tramonto. La fascia della totalità attraversa la Groenlandia, l’Islanda, la Spagna e finisce alle Baleari. Dall’Italia sarà un’eclissi parziale. La città che godrà dell’oscuramento maggiore sarà Ventimiglia, con quai il 95% di copertura del Sole, mentre Milano avrà il 93%. Anche se parziale, l’osservazione dell’eclissi deve essere fatta con gli appositi occhiali. Non è mai una buona idea guardare direttamente il Sole.

La fascia di totalità dell'eclissi in Spagna. Screenshot da Eclipse Map
Visto che sarà al tramonto con il Sole molto basso, occorre avere l’orizzonte ovest molto sgombro. Niente case, palazzi, colline, alberi. Il mare è certamente la scelta più promettente, fatta salva la presenza di nubi. Non resta che augurare buona fortuna ai cacciatori di eclissi il cui numero è così elevato da spostare i flussi turistici.
Visto che sappiamo esattamente cosa succede nel corso di un’eclissi di Sole, perché folle di appassionati, o anche solo di curiosi, vogliono essere nella striscia della totalità per poter ammirare il Sole che scompare? Cosa cercano? Credo che la risposta giusta sia che cercano un evento che unisce scienza ed emozione, in una parola, cercano meraviglia.
