Al convegno del 21 settembre in Bocconi organizzato da ISSNAF e Gruppo 2003 si è affrontato fra l'altro il tema dei lacci e lacciuoli che frenano i ricercatori stranieri a trasferirsi in Italia. Gli esempi portati al convegno confermano l'estenuante gimcana burocratica a cui vengono sottosposti i ricercatori che hann vinto una borsa di studio nelle nostre università. Secondo Tito Boeri servirebbe uno "student visa" simile a quello in vigore in USA e germania per semplificare le pratiche di trasferimento in Italia degli stranieri.
L'ultima bozza del Piano nazionale della ricerca punta a trasformare il "sapere in economia", secondo sette priorità nazionali: energie alternative, nucleare, agricoltura-salute-ambiente, made in italy, beni culturali, mobilità sostenibile, aerospazio.
Il governo della ricerca sarà tutto in mano al MIUR che destinerà il 20% dei fondi alla ricerca di base gestita da ricercatori sotto i 40 anni.
Si punta molto sulla ricerca industriale, rivolta sia alle grandi che alle medie piccole industrie.
Servirebbe lo student visa
Al convegno del 21 settembre in Bocconi organizzato da ISSNAF e Gruppo 2003 si è affrontato fra l'altro il tema dei lacci e lacciuoli che frenano i ricercatori stranieri a trasferirsi in Italia. Gli esempi portati al convegno confermano l'estenuante gimcana burocratica a cui vengono sottosposti i ricercatori che hann vinto una borsa di studio nelle nostre università. Secondo Tito Boeri servirebbe uno "student visa" simile a quello in vigore in USA e germania per semplificare le pratiche di trasferimento in Italia degli stranieri.