Tommaso Maccacaro sull'anno trascorso e sulle prospettive future dell'Istituto Nazionale di Astrofisica: «Siamo ormai alle battute finali di questo 2009, Anno Internazionale dell’Astronomia. Si concluderà formalmente con una cerimonia internazionale organizzata a Padova nei giorni 9 e 10 Gennaio, a quattrocento anni esatti dalle osservazioni di Galileo dei satelliti di Giove. È stato un anno formidabile per l’astronomia italiana e per l’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Abbiamo scoperto l’ammasso di galassie più lontano conosciuto.
Riccardo Pietrabissa, prorettore del Politecnico di Milano a Lecco spiega il progetto di divulgazione scientifica rivolto ai bambini: p2k, Politecnico to kids.
Salvatore Settis, direttore della Scuola normale di Pisa, risponde a Luca Carra. Tema dell'intervista, lo stato della ricerca in Italia, a partire dalle risposte ai bandi dell'European Research Council, di cui è membro, e dalle proposte del Gruppo 2003. Settis vede elementi positivi nel disegno di legge di riforma dell'Università presentato dal ministro Gelmini, ma si dice preoccupato per i notevoli tagli al sistema universitario e per la scarsa attrattività che l'Italia ha sui cervelli stranieri e italiani.
Antonio Torroni spiega come dallo studio del DNA mitocondriale è stato possibile ricostruire gli spostamenti delle popolazioni umane dalla loro origine.
Sessanta secondi. Questo
l’intervallo di tempo in cui i creatori dei Simpson
riescono a condensare i tre miliardi e mezzo di anni che intercorrono fra la
cellula primordiale della vita, la madre di tutte le cellule, e quel campione
unico e inimitabile del genere Homo
che è l’Homer sapiens.
Come spiegare la presenza di gocce di pioggia di varie dimensioni? Il modello più gettonato chiama in causa il verificarsi di urti reciproci tra le gocce durante la loro caduta, urti che distruggono le gocce originarie e generano goccioline più piccole. Secondo lo studio di Emmanuel Villermaux (Université Aix-Marseille) e Benjamin Bossa (Institut Universitaire de France) appena pubblicato su Nature Physics, però, il processo è di gran lunga più semplice.
L'evoluzione non procede per piccoli cambiamenti graduali ma procede con salti quantitativi. Un grosso cambio di architettura all'interno di una specie può essere dovuto a piccoli cambiamenti quantitativi. Invece uno spostamento qualitativo, un cambio adattativo della struttura può essere molto complicato. Questa la tesi di Alessandro Minelli.
Di seguito tre casi in cui la biologia dello sviluppo interviene per spiegare perché l'evoluzione ha seguito una strada piuttosto che un'altra.