Quella che si è tenuta oggi presso il Liceo classico Vittorio Emanuele II di Palermo non è stata solo la semplice inaugurazione di un laboratorio di scienze, per quanto ampio (circa 100 mq) e moderno.
L’Agenzia
spaziale europea (ESA) ha dato il nome di Edoardo Amaldi al suo nuovo Automatic Transfer Vehicle, il terzo di una serie di
vettori cargo capaci di raggiungere e rifornire la Stazione spaziale
internazionale (ISS). Amaldi (1908-1989) era un fisico italiano, allievo e
amico di Enrico Fermi, co-fondatore sia del CERN sia della stessa ESA e,
dunque, grande europeo.
Quando il palermitano
Stanislao Cannizzaro (1826 - 1910), all’epoca professore di Chimica
all’Università di Roma, insigne caposcuola , già patriota risorgimentale e poi
senatore del Regno, seppe che la Royal Society gli aveva attribuito la medaglia Copley
1891 “for his contribution to chemical
philosophy especially for application of Avogadro’s theory”, forse ebbe un
brivido di commozione. Ne è rimasta traccia nel discorso che pronunciò durante
il banchetto organizzato in suo onore la sera del 10 dicembre 1891.
La storia
che Keith Devlin racconta in questo bel libro prende le mosse da una lettera, o
meglio, dallo scambio di lettere intercorso tra Blaise Pascal e Pierre de
Fermat, due geniali matematici del Seicento. Quella corrispondenza, scrive
Devlin, “ci offre uno sguardo illuminante su come due delle più grandi menti
matematiche del mondo s’arrovellarono su un problema, inciampando e facendo
‘banali’ errori per poi essere infine ricompensate da lampi di brillanti
intuizioni”. Di che problema di tratta?
Presso il Dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Milano nel 2004 ha preso le mosse il laboratorio SAT (ScienzATeatro: un’attività di comunicazione della fisica con gli strumenti del teatro. La scommessa di SAT è stata fin dall’inizio quella di mostrare direttamente la ricchezza e la complessità viva e feconda della Fisica per superare l'immagine arida e stantia che molte persone ne hanno, ma anche per motivare e, utilizzando lo "strumento teatro", realizzare una didattica informale propedeutica a uno studio sistematico della disciplina.
La chiamano la via Panisperna dell’oncologia. E in effetti, come presso il Regio istituto di fisica dell'Università di Roma nacquero e crebbero negli anni Trenta i padri della fisica moderna italiana, prima che la sciagura delle leggi razziali li disperdessero in tutto il mondo, così è in via Venezian, all’Istituto dei tumori di Milano, che si può dire ebbe origine e si sviluppò l’oncologia italiana.
A Scienza in rete non ci siamo dimenticati la matematica. La strana equazione del titolo è frutto del bando per il Programma speciale di oncologia molecolare clinica, indetto il 16 settembre scorso da AIRC, grazie ai fondi record raccolti con il 5 per mille.
Forse il titolo poteva essere più generoso: si tratta in fin dei conti di un esperimento che, nel panorama della ricerca Italiana, si può ben dire rivoluzionario. Stiamo parlando dei circa 28 milioni di euro appena assegnati del Ministero della Salute a una cinquantina di progetti presentati da ricercatori italiani al di sotto dei 40 anni.
Già l’idea di offrire una corsia preferenziale a chi non ha accesso al potere che domina l’ambiente della ricerca è senza precedenti (in Italia, s'intende, perché fuori è invece la regola).
Al di là della toccante vicenda umana, Extraordinary Measures, il nuovo film con Harrison Ford in uscita oggi nelle sale italiane, pone l’accento su una questione cruciale nell’ambito della ricerca biomedica: il vero anello debole della catena è la difficoltà di passare dall’idea geniale di uno scienziato a un prodotto concretamente a disposizione dei malati.
Sono pochi i pensatori in grado
di condizionare la mentalità di un’epoca, di orientarne giudizi e pregiudizi.
Emanuele Severino è senz’altro uno di questi.