Il mondo della ricerca deve prendere atto di un dato ormai irreversibile: la società è retta da un crescente bisogno democratico, e persino da un nuovo assetto democratico. E' la società "dei più" non dei pochi. E "i più" oggi rivendicano diritti, nel passato sconosciuti, fra i quali l'accesso alla conoscenza. Ciò cambia le cose anche nel campo scientifico, perché postula che le conquiste della scienza siano socializzate in misura (e forma) finora inedite. Sono due i profili interessati: gli studenti e i cittadini, l'insegnamento e la comunicazione della scienza. Le dimensioni numeriche del fenomeno sono ormai macroscopiche, perché la domanda sociale di conoscenza è enorme rispetto al passato. In tema di insegnamento scientifico abbiamo voluto assumere un simbolo: il liceo scientifico. L'Italia, da cento anni, non ne ha mai avuto uno adeguato. Ha avuto un liceo considerato di serie B, un "liceo classico senza il greco"!
A 54 anni dal Manifesto e 39 dal TNP, dopo il lungo periodo di Presidenza Bush disastroso per gli accordi bi- e multilaterali sul controllo degli armamenti, l'obiettivo del disarmo nucleare sembra finalmente al centro dell'attenzione di Stati Uniti e Federazione Russa. di FRANCESCO LENCI
In un'epoca in cui anche i virus viaggiano veloci, a bordo di voli internazionali e intercontinentali, la risposta della scienza deve essere altrettanto rapida e ignara delle frontiere. Così è stato per il virus responsabile delle migliaia di casi di influenza che stanno destando preoccupazione in tutto il mondo: se è stato tanto rapidamente identificato, è anche merito di un'iniziativa italiana che un paio di anni fa ha riunito virologi umani e veterinari, immunologi, epidemiologi, bioinformatici e studiosi di altre discipline in uno sforzo comune. di ILARIA CAPUA
In Spagna è in corso una guerra tra
scienziati a proposito dell'aborto. Il genetista Nicolas Jouve ha
aperto la polemica raccogliendo nel mondo accademico adesioni alla
sua Declaration de Madrid, un manifesto di opposizione al progetto
governativo di riforma della legge spagnola sull'interruzione di
gravidanza. Il documento sostiene in particolare che vi sono
argomenti scientifici per opporsi all'aborto, perché le conoscenze
biologiche dimostrano che lo zigote è già un essere umano sin dal
concepimento. A Jouve, e agli altri sottoscrittori della Declaration, si contrappone un'altra raccolta di firme all'interno della comunità scientifica spagnola, lanciata dal neuroscienziato Juan Lerma, che ne contesta le tesi.
A Torino è iniziato, lo scorso 7 aprile, il «processo Eternit». Sotto accusa non c'è solo una fabbrica creata da un chimico, l'austriaco Ludwig Hatschek, che pensò di rinforzare il cemento con fibre di amianto e di metterlo in vendita, a partire dal 1903, con il marchio Eternit. Alla sbarra - almeno di molti mass media - c'è ancora una volta la "chimica". di PIETRO GRECO
Come mai la chimica gode di una così cattiva fama ai giorni nostri? In particolare nel nostro Paese, che pure ha una tradizione gloriosa, dire chimica è uguale a male. Il motivo principale, a mio avviso, è che alla chimica moderna manca sempre di più la parte di scienza di base. Le sue leggi fondamentali sono ben note, anche se resta ancora molto da esplorare. di GIOVANNI GIACOMETTI
L'informazione scientifica internazionale ha rilanciato, alla fine di marzo, un articolo pubblicato da Nature a firma del gruppo di ricercatori dell'esperimento Pamela. I giornalisti di tutto il mondo hanno suggerito che si fosse vista la "firma" della materia oscura. Ma che cosa ha visto davvero l'esperimento Pamela? di PIERGIORGIO PICOZZA#FFF#
La recente dichiarazione dei presidenti russo e americano, Medvedev e Obama, al G20 di Londra auspicante un mondo privo di armi nucleari riecheggia il memoramdum del Reykjavik Summit dell’ottobre 1986, in cui Mikhail Gorbaciov e Ronald Reagan convennero di mirare all’obiettivo di una totale eliminazione delle armi nucleari. di ALESSANDRO PASCOLINI
Consegnate al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al Governatore della Regione Lombardia le prime 5.000 sottoscrizioni all'appello. Firma la petizione per Il Nerviano Medical Sciences: il rischio è che sia costretto a chiudere i battenti, lasciando a casa circa 650 ricercatori (e in totale 1.000 persone). di ALBERTO MANTOVANI Foto Video