Da qualche tempo viene esercitata una pressione sempre maggiore nei confronti dei programmi di ricerca, affinché vengano privilegiati gli sviluppi applicativi, le ricadute tecnologiche, i programmi finalizzati all’ottenimento di risultati tangibili di cui la società possa beneficiare su tempi scala abbastanza brevi.
Il tema della “fine del
mondo” torna di tanto in tanto a interessare stampa e opinione
pubblica. Succede sia in occasione di eventi particolari ed
eccezionali, spesso di carattere astronomico, quali per esempio lo
schianto, di qualche anno fa, della cometa Shoemaker Levy su Giove,
quanto in occasione di eventi del nostro pianeta come un grande
terremoto o altre calamità devastanti, o anche a seguito di un aggiornamento di rilievo sui
cambiamenti climatici e sull’effetto serra.
Quanto
siamo “adatti” a capire il mondo che ci circonda? Per nostra natura abbiamo familiarità
con dimensioni, masse, tempi e più in generale grandezze e concetti che fanno parte
della nostra quotidianità o di cui abbiamo comunque avuto modo di fare esperienza
diretta. Che si collocano, quindi, in un intervallo relativamente ristretto, caratteristico
della nostra vita, rispetto ai valori che queste grandezze possono assumere.
Giordano Bruno lo pensava e lo diceva già alla fine del 1500: infiniti soli, innumerabili mondi. Dunque, già allora c’era chi era convinto che l’Universo fosse ricco di pianeti che, come la Terra, orbitano intorno alla loro stella. Tuttavia, solo pochi anni fa, questa convinzione attendeva ancora con ferma sperimentale (osservativa, diremmo noi astronomi) e solo la fantasia forniva risposte alle molte domande in materia.
Il giornalista e scrittore Jürgen Neffe ha trascorso 7 mesi circumnavigando il globo sulle tracce di Charles Darwin. Il reportage scientifico nato dall'esperienza del fisico e biologo Neffe ha dato origine al primo Libroid. E' infatti proprio durante la stesura di "La vita - un viaggio" che Neffe ha avuto l'idea di creare un nuovo libro digitale.
Le piante hanno un’intelligenza? Parrebbe proprio di sì, a giudicare dal programma della nuova edizione di Evolution Day dedicata appunto al variegato mondo dei vegetali e alla loro “intelligenza” (Milano, Museo di storia naturale, 10-12 febbraio. Scienzainrete farà la diretta streaming dell'evento). Nel panel internazionale dei relatori spicca il finlandese Ilkka Hasski, probabilmente il più grande ecologo vivente (oltre al Balzan, si è aggiudicato il premio Crafoord, di fatto il Nobel dell’ecologia, importo 600 mila dollari).
I nuovi bandi per i
Progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin) e per i fondi
"Futuro in Ricerca" sono sicuramente un fatto positivo di
cui le va reso atto. A differenza di precedenti governi, infatti, i
bandi sono usciti per tempo a gennaio ripristinando la certezza sui
tempi. Tuttavia, come è emerso anche nel recente dibattito sui
media, le modalità di assegnazione dei nuovi bandi contengono alcune
lacune. In particolare:
La maratona Telethon ha
garantito anche quest'anno 30 milioni di euro (qualcosa in più è
previsto a chiusura del bilancio a giugno) buona parte dei quali
andranno a finanziare le ricerche di punta sulle malattie genetiche.
Una buona conferma economica, dunque, con qualche preoccupazione
dovuta alla crescita di quasi un terzo delle domande di grant,
molte delle quali multicentriche.