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le notizie di scienza della settimana
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23 maggio 2018
a cura di Chiara Sabelli
Aerei ed elicotteri delle Nazioni Unite
              scaricano medicinali e aiuti all'aeroporto di Mbandaka
              nella Repubblica Democratica del Congo durante
              l'epidemia di Ebola del 2014. Credit: MONUSCO/James
              Botuli / Flickr. Licenza: CC BY-SA 2.0.
È cominciata lunedì la somministrazione delle prime dosi del vaccino sperimentale contro Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, colpita dalla nona epidemia del virus negli ultimi 40 anni. Inizialmente il farmaco verrà dato agli operatori sanitari, ai contatti dei malati e ai contatti dei contatti, per un totale di circa 600 persone. La difficoltà maggiore sarà tenere le dosi di vaccino a bassa temperatura, considerato che l'epidemia coinvolge più centri nella provincia nordoccidentale dell'Équateur, alcuni dei quali difficilmente raggiungibili. Il vaccino ha dato buoni risultati durante l'epidemia di Ebola del 2014-2016, ma è stato sperimentato su un numero molto ridotto di individui. Nell'immagine aerei ed elicotteri delle Nazioni Unite scaricano medicinali e aiuti all'aeroporto di Mbandaka nella Repubblica Democratica del Congo durante l'epidemia di Ebola del 2014. Credit: MONUSCO / James Botuli / Flickr. Licenza: CC BY-SA 2.0.
BIODIVERSITÀ A RISCHIO
Tra gli organismi viventi sono gli insetti i più vulnerabili al cambiamento climatico. E il loro ruolo nel mantenimento degli ecosistemi è fondamentale. Uno studio coordinato dalla University of East Anglia e pubblicato venerdì 18 maggio su Science ha analizzato l'impatto del cambiamento climatico sull'estensione e sulla posizione degli habitat di 31 000 specie di insetti, 8 000 di volatili, 1 700 di mammiferi, 1 800 di rettili, 1 000 di anfibi e 71 000 specie di piante. I più a rischio sono risultati proprio gli insetti, che hanno maggiore difficoltà a migrare per adattarsi agli effetti del cambiamento climatico. Se la temperatura media globale aumenterà di 3,2°C entro il 2100 il 49% degli insetti perderà più della metà del proprio habitat; se l'aumento sarà limitato a 2°C la percentuale scenderà al 18% fino a raggiungere il 6% nel caso in cui gli Stati riuscissero a contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C, l'obiettivo più ambizioso dell'accordo di Parigi. [The Guardian; Damian Carrington]

Sempre venerdì 18 maggio Nicolas Hulot, Ministro francese per la transizione ecologica, ha annunciato a Marsiglia la mobilitazione della Francia a difesa della biodiversità. Il primo passo sarà l'approvazione del cosiddetto plan biodiversité, preceduta da una consultazione pubblica online aperta dal 18 maggio al 7 giugno. Inoltre nel 2020 Marsiglia ospiterà il settimo congresso mondiale della International Union for Conservation of Nature. [Le Monde; Pierre Le Hir]

Il lancio di questa iniziativa arriva proprio il giorno dopo l'annuncio da parte della Commissione Europea del deferimento di Francia, Ungheria, Romania e Italia alla Corte di giustizia dell'Unione Europea per la violazione delle norme sui livelli di particolato PM10. La procedura di infrazione era stata aperta a gennaio dal Commissario per l'ambiente Karmenu Vella nei confronti di nove Paesi dell'Unione. Per l'Italia la procedura si sommava a quella aperta nel 2014 sull'inquinamento da biossido di azoto (NO2). Il piano inviato da Roma a Bruxelles in questi mesi è stato sufficiente a chiudere la procedura sull'NO2, ma non quella sui livelli di PM10, che restano troppo elevati non solo nella Val Padana, ma anche nelle aree metropolitane di Roma e Palermo. A questo deferimento se ne aggiungono altri due. Il primo riguarda lo smaltimento e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, per cui l'Italia non ha presentato entro i termini previsti il programma nazionale di gestione, mentre il secondo contesta all'Italia di non essere intervenuta per eradicare la Xylella fastidiosa in Puglia. [ANSA; Redazione Ambiente&Energia]

Il 22 maggio si celebra la Giornata Internazionale della biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite nel giorno in cui, nel 1993, entrò in vigore la Convenzione sulla biodiversità biologica (CBD). In occasione del venticinquesimo anniversario un gruppo di ricercatori dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ripercorre le indagini scientifiche che hanno riguardato la perdita di biodiversità, collegandola alle attività umane. E ci ricorda in quanti modi diversi questa ha impatto sulla nostra vita. [Scienza in rete; Lorenzo Ciccarese, Carmela Cascone, Stefania Ercole, Valeria Giacanelli, Claudio Piccini]
NUOVI DATI SULLA PREVALENZA DELL'AUTISMO IN USA ED EUROPA
Alla fine di aprile i Centers for Disease Control statunitensi hanno reso noti gli ultimi dati sulla prevalenza dei disturbi dello spettro autistico tra i bambini di 8 anni: 1 su 59 presenta questi disturbi. L'indagine segue quella realizzata nel 2014, quando le stime erano di 1 a 68, e quella del 2007, che rilevava una prevalenza di 1 a 150. Alcuni gruppi, spesso vicini alla teoria complottista secondo la quale sono i vaccini a causare l'autismo, hanno utilizzato questi nuovi dati per parlare di "epidemia", ma numerose ricerche scientifiche indicano che è assai più probabile che l'aumento della prevalenza sia dovuto al miglioramento nelle tecniche di diagnosi. In particolare i dati dei CDC mostrano che mentre nel 2014 la probabilità che l'autismo fosse diagnosticato a un bambino bianco era il 20-30% superiore a quella di un bambino nero, oggi questo divario è sceso al 7%. Si è ridotto anche il divario di genere, seppure in misura minore, e quello geografico. [Vox; Ari Ne'eman]

Secondo i dati raccolti dal progetto europeo ASDEU (Autism Spectrum Disorders in the European Union) circa 1 bambino italiano su 100 soffre dei disturbi dello spetto autistico. I risultati preliminari sono stati presentati dal rappresentate italiano del progetto il 4 e il 5 maggio a Rimini, durante il 6° Convegno Internazionale “Autismi. Benessere e sostenibilità” organizzato dal Centro Studi Erickson a Rimini. [La Stampa; Rosalba Miceli]
RICERCA E SOCIETÀ
Il 16 maggio il Bibsam Consortium, un cosorzio di biblioteche universitarie svedesi, ha dichiarato che non rinnoverà il contratto con il gigante dell'editoria scientifica Elsevier. Si moltiplicano ormai le situazioni di stallo nei negoziati tra consorzi universitari e case editrici scientifiche in Europa, anche grazie al successo dell'esperienza tedesca. Da dicembre del 2016 il consorzio Projekt DEAL non paga Elsevier, ma la casa editrice ha continuato a garantire l'accesso ai ricercatori. Per raggiungere l'obiettivo di distribuire in open-access i risultati della ricerca pubblica in Europa si sta diffondendo un nuovo tipo di contratto, il cosiddetto read and publish. Il problema sono i costi di questi contratti. In un incontro tenutosi il 2 maggio a Berlino, cui ha partecipato anche un rappresentante della Commissione Europea, sono state concordate delle strategie di negoziazione comuni. Nel frattempo sono sempre più numerose le piattaforme che raccolgono versioni libere e preprint degli articoli scientifici, come Sci-Hub, e le università potrebbero incoraggiare i loro ricercatori a utilizzarle per diffondere il loro lavoro. [Nature; Holly Else]

Quando possiamo dire che un medicinale fa bene, fa male o non fa nulla? È questa la domanda che si pongono Silvio Garattini e Vittorio Bertelé dell'Istituto Mario Negri nel libro "Farmaci sicuri. La sperimentazione come cura", pubblicato dalla casa editrice Edra. La risposta è complessa per due ragioni. Da una parte è necessario comprendere il processo scientifico che permette di individuare quali medicinali sono utili per la salute. Dall'altra bisogna considerare il fatto che i farmaci sono ormai beni di consumo, oltre che strumenti di salute. Il mercato dei farmaci vale oggi circa 2000 miliardi di euro e le componenti finanziarie e di marketing hanno un'importanza tale da mettere fuori competizione qualsiasi tentativo di promozione della ricerca indipendente. [Scienza in rete; Roberto Satolli]

Il 20 e 21 aprile si è tenuta a Ischia la terza edizione del convegno “Svuotare gli arsenali, costruire la pace”. L'incontro aveva come obiettivo principale quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, soprattutto giovanile, sui temi del disarmo e della costruzione della pace. Il racconto di Pietro Greco. [Scienza in rete; Pietro Greco]

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