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a cura di Chiara Sabelli
il meglio della scienza della settimana
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Leggi online la Newsletter #38, 2017
SKIN REGENERATION
 Una rappresentazione schematica
              della sezione della pelle. L'immagine è tratta dal manuale di
              anatomia del 1958 'Gray's
              Anatomy', Tavola 940. Licenza: Public Domain.
Una rappresentazione schematica della sezione della pelle. L'immagine è tratta dal manuale di anatomia del 1958 'Gray's Anatomy', Tavola 940. Licenza: Public Domain.

Un trapianto dell'80% della superficie epidermica ha salvato un bambino di 9 anni residente in Germania e affetto da una malattia genetica, l'epidermolisi bollosa, che causa lo sfaldamento dello strato superficiale della pelle. I dettagli di questa scoperta sono stati pubblicati sull'ultimo numero di Nature. L'epidermide geneticamente corretta per il trapianto è stata cresciuta nei laboratori della Holostem Terapie Avanzate, una spin off dell'Università di Modena e Reggio Emilia. La società è stata fondata nel 2008 da Michele De Luca e Graziella Pellegrini per rendere utilizzabili nella pratica clinica le terapie geniche sulle cellule staminali epidermiche sviluppate e testate in un trial clinico iniziato nel 2002. [Nature; Editorial]

La Holostem Terapie Avzante è stata la prima società a ottenere il via libera alla commercializzazione di una terapia basata sulle cellule staminali, la Holoclar. Il trattamento può restituire la vista a persone che hanno subito gravi ustioni della cornea. Era il 2015 e Graziella Pellegrini raccontava a Nature gli ostacoli incontrati dal 1997, anno in cui i primi due pazienti riottennero la vista, al momento dell'approvazione da parte dell'agenzia europea del farmaco. [Nature; Alison Abbott]
COP23 A BONN
 Il World Conference Center a Bonn,
              dove dal 6 novembre sono in corso
		 i negoziati della ventitreesima conferenza delle parti della
		 United Nations Framework Convention on Climate Change
              (UNFCC). Credit: UNFCC / Flickr. Licenza: CC BY 2.0.
Il World Conference Center a Bonn, dove dal 6 novembre sono in corso i negoziati della ventitreesima conferenza delle parti della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCC). Credit: UNFCC / Flickr. Licenza: CC BY 2.0.

È in corso a Bonn la COP23, la ventitreesima conferenza delle parti della United Nations Convention on Climate Change (UNFCCC). L'agenda dei negoziati si concentra sugli aspetti operativi dell'applicazione dell'Accordo di Parigi, dall'implementazione della piattaforma assicurativa per risarcire i Paesi maggiormente danneggiati, alla definizione dei contributi nazionali. Gli Stati Uniti sono presenti con due delegazioni: una ufficiale, che rappresenta la posizione del governo USA dopo la decisione di Trump di abbandonare l'Accordo, e l'altra che invece rappresenta la coalizione di Stati e città che hanno intenzione di continuare ad applicare l’Accordo di Parigi. [Climalteranti; Valentino Piana e Stefano Caserini]

L'urgenza del cambiamento climatico riassunta da Le Monde in 10 numeri: 23 (le volte in cui le parti della UNFCC si sono riunite), 2 °C (il tetto fissato per l'aumento delle temperature rispetto ai livelli pre-industriali), 30% (riduzione delle emissioni necessaria entro il 2030), 100 miliardi di dollari (l'investimento annuale che i Paesi ricchi si sono impegnati a fare fino al 2020), 30% (la perdita di biodiversità attesa se le emissioni di gas serra continuano al ritmo attuale), 400 ppm (la concentrazione media di CO2 nell'atmosfera nel 2016), 7.8 (il pH degli oceani nel 2100 se non riduciamo le emissioni di CO2), 400 milioni (il numero di persone che vivono a meno di 1 metro sul livello del mare), 1 metro (l'innalzamento del livello degli oceani se l'aumento delle temperature continua al ritmo attuale), 169 (i Paesi firmatari dell'Accordo, 170 includendo la Siria che lo ha sottoscritto il 7 novembre). [Le Monde; Marianne Boyer e Paul Pichot]

Lorenzo Ciccarese dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale commenta il recente rapporto dell'UNEP, il programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, sulle emissioni clima-alteranti, in particolare in relazione alle strategie di geo-ingegneria per ridurre il livello di gas serra in atmosfera. [Scienza in rete; Lorenzo Ciccarese]
ETICA DELLA SCIENZA / POLITICA DELLA RICERCA
Ministro Pop. Elaborazione di Sergio Cima.
Ministro Pop. Elaborazione di Sergio Cima.

In vista del nuovo bando PRIN annunciato dalla ministra Fedeli, il Gruppo 2003 ribadisce la necessità di istituire un'Agenzia nazionale della ricerca che garantisca la continuità dei finanziamenti, in particolare alla ricerca di base. Il commento di Luca Carra. [Scienza in rete; Luca Carra]

A settembre del 2016 Scienza in rete aveva pubblicato una dettagliata analisi dei risultati del bando PRIN 2015. Si evidenziava che la maggior parte dei fondi era stata assegnata a professori ordinari (quasi il 70% nel settore delle scienze della vita), che la maggior parte dei vincitori erano maschi (quasi il 75% nel settore delle scienze sociali e umanistiche, il meno sbianciato) e, infine, che i progetti finanziati coinvolgevano in media un numero di atenei piuttosto elevato (nel settore delle scienze fisiche e dell'ingegneria più del 50% dei progetti coinvolge almeno 4 atenei). [Scienza in rete; Chiara Sabelli]
MISCELLANEA
Il senso della bellezza. Arte e scienza al CERN. Un
	       film di Valerio Jalongo. Credit: AMKA Films.
Il senso della bellezza. Arte e scienza al CERN. Un film di Valerio Jalongo. Credit: AMKA Films.

Il 21 e 22 novembre prossimi verrà proiettato nelle sale cinematografiche italiane il film 'Il senso della bellezza - Arte e scienza al CERN', di Valerio Jalongo. Quattro anni dopo la sensazionale scoperta del bosone di Higgs, il CERN è alla vigilia di un nuovo, eccezionale esperimento. L’esperimento è insieme un viaggio nel tempo più lontano e nello spazio più piccolo che possiamo immaginare. Nel film scienziati e artisti guidano lo spettatore verso quella linea d’ombra in cui scienza e arte, in modi diversi, inseguono verità e bellezza. [Officine Ubu]

L'influenza dei social media nel dibattito pubblico potrebbe essere meno rilevante di quanto pensiamo, e il fenomeno delle filter bubble meno importante. A concluderlo è un esperimento condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi di Harvard University, Florida State University e Massachusetts Institute of Technology, pubblicato sull'ultimo numero di Science. Collaborando con alcune decine di piccole e medie testate giornalistiche, i ricercatori hanno coordinato l'uscita di una serie di articoli riguardanti temi politici, randomizzando le date di uscita su un arco di 5 anni. Ne hanno misurato poi l'impatto sul dibattito pubblico analizzando le discussioni generate su Twitter. [Science; Matthew Gentzkow]

"A volte, i cacciatori di geni hanno successo, sia pure tardivo: così, il premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2017 è stato attribuito a tre ricercatori statunitensi settantenni, Jeffrey C. Hall e Michael Rosbash, dell’Università di Boston, e Michael W. Young, dell’Università Rockefeller di New York, “per le loro scoperte sui meccanismi molecolari che controllano il ritmo circadiano”, descritte in studi che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento decenni dopo la pubblicazione." Il racconto di Simonetta Pagliani. [Scienza in rete; Simonetta Pagliani]
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