Prevenzione

Correre fa bene, le maratone no

Il primo paziente italiano positivo a Covid-19 è, secondo le cronache, molto sportivo. Può questa caratteristica aver giocato un ruolo nell'aggravamento delle sue condizioni? La risposta chiama in causa lo stress ossidativo, che ha un ruolo in molte condizioni morbose a patogenesi infiammatoria. Simonetta Pagliani descrive qui i meccanismi di produzione e smaltimenti dei radicali liberi, la loro relazione all'attività sportiva e all'alimentazione.
Crediti immagine: geniusvv/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Il paziente italiano numero 1 di Covid-19, che tanto tempo ha impiegato per sconfiggere la malattia, è un uomo giovane, sano e sportivo. Molto sportivo, dicono le cronache, tanto che aveva da poco corso una maratona. Chiedersi se questa caratteristica, invece che essere un fattore di protezione, abbia potuto giocare un ruolo di aggravamento delle condizioni del giovane, una volta infettato dal virus, chiama in causa lo stress ossidativo generato dall’impresa.

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Aprire le finestre in tempi di Coronavirus

Non si è parlato molto dell'importanza di ventilare gli ambienti per prevenire il contagio da SARS-CoV-2. E anche se le particelle virali non sono state studiate a sufficienza per quanto riguarda la loro capacità di raggiungere concentrazioni pericolose a distanza in ambienti confinati, si ritiene che l'aumento della ventilazione di un ambiente riduca l'infezione crociata delle malattie trasmesse per via aerea. Alle raccomandazioni già esistenti si potrebbe quindi aggiungere quella di ventilare con mezzi idonei la ventilazione dei locali pubblici, compresi i mezzi di trasporto.
Nell'immagine: Andrew Wyeth, "Wind from the sea", National Gallery of Arts, Washington.

Aggiornato alle ore 12:30 del giorno 16/3/2020 (vedi Addendum sotto).