Etologia

Se il lupo riporta la palla

La capacità dei cani d'interpretare i segnali di comunicazione umani, come l'incitamento a riportare un oggetto, è solitamente considerata un effetto della domesticazione. Uno studio recentemente pubblicato su iScience, però, riporta che anche i cuccioli di lupo possono (seppur di rado) decidere di riportare una pallina da tennis che viene loro lanciata. I risultati del lavoro suggeriscono che questa capacità sia già presente nei lupi e abbia rappresentato un target per la pressione selettiva durante il corso del processo di domesticazione.
Crediti immagine: Christina Hansen Wheat

"Dai, su, riportala qui!": tutti ogni tanto proviamo a lanciare una pallina (o un bastoncino, o un peluche...) a un cane. C'è chi la ignora, magari perché ha di meglio da fare, chi le corre dietro ma poi non la riporta, e chi invece torna soddisfatto dal suo essere umano, stringendo in bocca l'oggetto del gioco.

Lo sbadiglio del leone marino

Così quotidiano che di rado ci interroghiamo su di esso, lo sbadiglio in realtà ha ancora molti misteri per scienziati: tutto ciò che sappiamo, almeno per quanto riguarda lo sbadiglio spontaneo, è che nell'essere umano e negli altri primati è associato al ritmo sonno-veglia e agli stati di ansia; nelle specie con dimorfismo nella dimensione dei canini, inoltre, è indice di un arousal aggressivo. E ora, un nuovo studio evidenzia come lo sbadiglio spontaneo si presenti nelle stesse condizioni anche in un gruppo completamente diverso, quello dei leoni marini.
Crediti immagine: Reinhard Jahn/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0 Germany

Sbadigliare non è certo solo umano. Sbadigliano, anzi, quasi tutti i vertebrati, pesci compresi. Di questo comportamento così ampiamente diffuso in natura e così apparentemente banale non conosciamo i meccanismi: alcune teorie suggeriscono che possa, ad esempio, abbassare la temperatura cerebrale, ma non c'è nulla di dimostrato.

Corvidi, il controllo volontario della vocalizzazione

Una cornacchia nera (Corvus corone) mentre emette una vocalizzazione. Crediti: Tobias Macht

Un nuovo studio indaga la capacità dei corvidi di controllare volontariamente la vocalizzazione, che in questi uccelli è estremamente elaborata e ha un ruolo fondamentale nella comunicazione. I ricercatori hanno addestrato alcune cornacchie nere a emettere una vocalizzazione in risposta a uno stimolo visivo, dimostrando che è sotto il controllo volontario: tale risultato, oltre a confermare quanto sia sofisticato il sistema cognitivo dei corvidi, permette di comprendere meglio l'evoluzione del controllo vocale