fbpx Cambiamenti climatici | Scienza in rete
Covid-19/

Cambiamenti climatici

Archiviato Trump, ecco la Green Revolution targata Joe Biden

Il piano di rivoluzione green dell'amministrazione Biden-Harris è ben strutturato, dell'ordine di un paio di triliardi di dollari di investimenti e ben supportato anche dagli elettori. Ora bisogna implementarlo, continuando a tenere conto sia della scienza che dell'opinione pubblica.

Superato lo shock della tentata espugnazione del Capitol Hill da parte del mob trumpiano, Joe Biden si prepara all'inseduiamente come nuovo presidente degli Stati Uniti. E sarà, con molta probabilità, il primo a ricoprire la carica di presidente vantando già un punto a favore: il supporto popolare per la sua missione climatica, ampiamente testimoniato dai sondaggi condotti nei mesi precedenti la tornata elettorale.

Clima 2020: facciamo il punto

Il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo vincolante sulla riduzione delle emissioni interne nette di CO2 almeno del 55% entro il 2030. Avrebbe potuto fare di meglio, in ogni caso ora è necessario che si impegni molto di più – anche a livello diplomatico – perché il mondo intero è ancora diretto verso un aumento di 3,2°C per fine secolo (invece che 1,5°C), secondo l’ultimo «Emission Gap Report» dell’UNEP. Inoltre, secondo il rapporto UNEP «State of the Environment and Development in the Mediterranean», biodiversità e clima della regione europea e mediterranea rischiano di collassare, senza un’adeguata accelerazione sulla decarbonizzazione.

Immagine: @longmaspirit

I recenti accordi europei

È di venerdì 11 dicembre la notizia della decisione sul clima presa al Consiglio europeo: accordo vincolante «di riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990».

Non c'è transizione col gas naturale

Il gas naturale può essere un combustibile fossile di transizione? Volendo dare una risposta brevissima, potremmo dire: in linea di massima, no. Le emissioni indirette, tra cui quelle «fuggitive», compensano le migliori prestazioni della combustione del gas rispetto a petrolio e carbone; e, in ogni caso, non abbiamo tempo per «passare dal gas» per arrivare a zero emissioni nette al più al 2050.

Immagine: Pixabay License.

Nel 2019 abbiamo prodotto globalmente un po’ più di 100 quad di energia. Ovvero, quasi 30 mila miliardi di chilowattora (30.000.000.000.000 kWh). La produzione globale di energia è in aumento dal secondo Dopoguerra e, ancora, è principalmente proveniente dall’utilizzo di combustibili fossili, cioè carbone, petrolio e gas naturale (nota: «gas naturale» e «gas metano» sono la stessa cosa).

Rapporto CMCC: Italia a rischio, serve agire subito

Tra il 2021 e il 2050 – secondo il recente rapporto del CMCC – la temperatura in Italia può aumentare tra 1°C e 5°C (a seconda dello scenario di riferimento), quindi più della media globale, costandoci fino all’8% di PIL nazionale per fine secolo in caso di inazione. Senza contare gli impatti sulla salute, soprattutto nelle città (in media 5-10°C più calde del normale), l’esacerbarsi delle disuguaglianze socioeconomiche e l’erosione delle risorse naturali. Ecco una sintesi del rapporto con intervista alla curatrice Donatella Spano.

Quanti campanelli d'allarme dobbiamo ancora sentire suonare? Possiamo anche far finta di niente, ma il nuovo rapporto del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) “Analisi del rischio. I cambiamenti climatici in Italia” conferma che un solo filo lega tutte le piccole grandi catastrofi che interessano il nostro territorio: il clima che cambia e la nostra impreparazione a fronteggiarne gli impatti. 

Antartide sopra i 2°C: punto di non ritorno?

antartide

All’inizio del 2020 le temperature nell’Antartico hanno superato per la prima volta i 20°C e questa non è in alcun modo una buona notizia. Uno studio pubblicato su Nature stima che, restando sotto i 2°C di aumento della temperatura globale media per fine secolo, avremmo almeno circa 1.3 metri di mare in più. Se dovessimo superare i 2°C, si arriverebbe anche a 2.4 metri (per ogni grado in più).

Immagine: Pixabay License.

Un cubetto di ghiaccio in un bicchiere d’acqua, se fonde, non contribuisce a far innalzare il livello del liquido. Questo è facilmente verificabile applicando le note leggi di Archimede. Allo stesso modo, non è il ghiaccio galleggiante, come gli iceberg, che determina l’aumento del livello del mare, ma, come sappiamo, i ghiacci continentali. L’Antartide ha un’estensione di circa 14 milioni di km2, un volume di quasi 27 milioni di km3 e detiene più della metà delle risorse di acqua dolce della Terra.

Maltempo? No, crisi climatica

Fronte di nuvole

In questi giorni si stanno accumulando fenomeni atmosferici particolarmente intensi, che stanno richiamando l'attenzione anche delle istituzioni stesse. Non è semplice maltempo "che c'è sempre stato", ma eventi meteorologici statisticamente riconducibili alla crisi climatica causata dalla combustione di petrolio, gas e carbone.

In Italia, in questi giorni di fine agosto e inizio settembre, si sta passando da periodi di forte caldo a giornate con forti temporali. Notizia recente di due bambine di 3 e 14 anni morte a Massa Carrara perché travolte da un albero caduto sulla loro tenda per il vento.

Fusione della neve in Groenlandia, quando i grafici inquietano

Greenland melt pond (NASA ICE)

Greenland melt pond (NASA ICE)

La fusione dei ghiacci in Groenlandia è stata superiore alla media: quasi metà della superficie si sta fondendo prima ancora dell'inizio dell'estate. Le temperature degli ultimi due mesi sono infatti state oltre i quattro gradi centigradi al di sopra della media del periodo 1981-2010. Nonostante questo sia stato un riscaldamento rilevante, l’estensione della fusione superficiale della neve stagionale è comparabile agli anni precedenti del periodo 2010-2018. Tuttavia non va sottovaluta: le osservazioni raccolte dalle stazioni meteo in Groenlandia indicano che negli ultimi anni, basse precipitazioni nevose combinate con il riscaldamento superficiale provocano una precoce fusione del manto nevoso stagional