Di Elena Rinaldi — 16 settembre 2015
Il filosofo John Dewey sosteneva che “l’atteggiamento scientifico è una qualità che si manifesta in ogni passo della vita”. Sulla base di questo principio, il progetto MISSION — iniziativa pilota finanziata dal Ministero dell’Istruzione che coinvolge studenti dagli 8 ai 16 anni — si propone di insegnare la scienza come metodo e atteggiamento, oltre che come insieme di conoscenze.
La metodologia
Il progetto utilizza kit contenenti componenti meccanici (ruote dentate, pinze, manovelle) che gli studenti assemblano dentro scatole sigillate. Gli alunni devono poi osservare dall’esterno come il meccanismo funziona e formulare ipotesi teoriche sul suo interno.
Matteo Cattadori, docente presso l’istituto Filzi di Rovereto, spiega come questo approccio insegni ai ragazzi a “costruire il sapere attraverso l’indagine, la speculazione e le prove sui fenomeni”.
I risultati
Nella fase sperimentale, gli studenti hanno mostrato forte coinvolgimento, spesso dedicando ore al di fuori della classe per sviluppare modelli teorici convincenti.
L’insegnante assume un ruolo di facilitatore nel gruppo di ricerca anziché semplice dispensatore di conoscenze. Questo ribaltamento del ruolo tradizionale è uno dei punti di forza dell’approccio IBSE (Inquiry-Based Science Education) adottato dal progetto.