fbpx Il buco nero gigante cacciato | Page 12 | Scienza in rete

Il buco nero gigante cacciato

Read time: 1 min

Difficile pensare che un buco nero di milioni di masse solari possa essere espulso a gran velocità da una galassia. Eppure, stando alle conclusioni di uno studio appena pubblicato su Astrophysical Journal, è proprio quello che sta capitando al sistema CID-42.

La ricerca, coordinata dall'italiana Francesca Civano in forza all'Harvard-Smithsonian CfA, riguarda una galassia distante 4 miliardi di anni luce nella quale precedenti osservazioni con il telescopio Hubble avevano mostrato la presenza di due distinte componenti. Le osservazioni con telescopi terrestri avevano permesso di scoprire che le due componenti si stavano allontanando l'una dall'altra a quasi 5 milioni di chilometri orari. Immediato pensare a due massicci buchi neri coinvolti in una danza gravitazionale.

Peccato, però, che l'osservazione nel dominio X effettuata con la High Resolution Camera dell'osservatorio orbitante Chandra mostrasse che, delle due componenti individuate in CID-42, solo una possedeva l'intensa emissione X tipica dei buchi neri. Scartando l'idea che qualcosa di sconosciuto facesse da schermo alla radiazione X dell'altra componente, al team della Civano non è rimasto che ipotizzare uno scenario davvero particolare: due buchi neri supermassicci si erano fusi assieme e le onde gravitazionali generate nell'evento, con una sorta di colpo di rinculo, avevano espulso a gran velocità il buco nero che si era appena formato.
E l'altra componente osservata da Hubble? Semplicemente un ammasso stellare molto brillante in luce visibile.

Smithsonian Institution

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Rinnovabili: conviene usarle e produrle

pannelli solari su un tetto

Nel Regno Unito, la forte crescita di eolico e solare durante la guerra in Iran ha permesso di ridurre l’importazione di gas e contenere i costi energetici, mostrando però anche i limiti del sistema europeo che continua a legare il prezzo dell’elettricità a quello del gas: il meccanismo da un lato conviene ai produttori di rinnovabili, dall'altro pesa sui consumatori.

Foto di Manfred Antranias Zimmer da Pixabay

Nel Regno Unito, dall'inizio della guerra in Iran, eolico e solare hanno generato un record di 21 terawattora di energia, stando a un'analisi di Carbon Brief. Una quantità sufficiente a evitare l'importazione di 41 terawattora di gas, equivalenti a circa 34 navi cisterna di gas naturale liquefatto. Navi che, ai prezzi attuali gonfiati dal conflitto, sarebbero costate circa 1,7 miliardi di sterline.