fbpx Lettera al ministro Profumo | Scienza in rete

Lettera al ministro Profumo

Tempo di lettura: 2 mins

Caro Ministro Profumo,

I nuovi bandi per i Progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin) e per i fondi "Futuro in Ricerca" sono sicuramente un fatto positivo di cui le va reso atto. A differenza di precedenti governi, infatti, i bandi sono usciti per tempo a gennaio ripristinando la certezza sui tempi. Tuttavia, come è emerso anche nel recente dibattito sui media, le modalità di assegnazione dei nuovi bandi contengono alcune lacune. In particolare:

  • Il numero prestabilito di progetti ammissibili per ogni singola Università induce un’allocazione distorta delle risorse che danneggia gli atenei migliori (o che recentemente sono migliorati), e costringe le singole Università a un compito di selezione che non spetta loro e a cui non sono attrezzate.
  • Il vincolo che ogni progetto finanziato preveda la partecipazione di almeno 5 unità di ricerca (2 unità nel caso di alcune aree disciplinari) consente di finanziare solo progetti in collaborazione e di grandi dimensioni, a scapito dei progetti individuali o formati da un numero più piccolo di collaboratori. Questa restrizione non trova alcuna valida giustificazione nella prassi della ricerca internazionale, e inevitabilmente costringerà i ricercatori a presentare progetti aggregati non perché ciò sia davvero nell’interesse della loro produttività scientifica, ma solo perché costretti a farlo da vincoli formali e burocratici.

Queste lacune rischiano di vanificare l’efficacia dello sforzo che il suo Ministero sta facendo per potenziare la qualità della ricerca in Italia, a cominciare dalla quantità rilevante di fondi banditi pur in un momento di particolare ristrettezza economica.

Sebbene gli effetti di queste restrizioni siano stati resi meno dannosi dalle modifiche recentemente introdotte con il DM 02/2012, gli inconvenienti sopra elencati rimangono rilevanti e penalizzanti per la ricerca italiana.

La invitiamo pertanto a rimuovere i vincoli restanti e sopra menzionati, in modo da allineare pienamente la procedure italiane a quelle della migliori prassi scientifiche internazionali.

Cordiali saluti.
Gruppo 2003


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Il cervello non è fatto per capire: la rivoluzione invisibile delle neuroscienze

puzzle di cervello su sfondo geometrico

"Il cervello non è fatto per capire" (Edizioni Dedalo), di Francesco Orzi, ci porta dentro una rivoluzione silenziosa: quella che ha mostrato come la mente umana non sia progettata per conoscere, ma per sopravvivere. Attraverso celebri esperimenti cognitivi, dal Monty Hall al problema di Linda, mostra una verità scomoda: gli errori non sono eccezioni ma strutture profonde del nostro modo di pensare, radicate nei meccanismi neurali che guidano il nostro pensiero. Aiutandoci a fare un passo in più verso la lucidità.

Nella storia delle scienze, alcune rivoluzioni cambiano tutto senza che quasi nessuno se ne accorga. La teoria della relatività e la meccanica quantistica hanno trasformato la fisica nel primo Novecento, e il loro impatto culturale - benché lento - è diventato parte dell'immaginario collettivo.