fbpx Millecento anni di Niño | Page 9 | Scienza in rete

Millecento anni di Niño

Read time: 1 min

L'analisi degli anelli di accrescimento degli alberi ha permesso di ricostruire l'intensità e la ciclicità dei fenomeni del Niño e della Niña per oltre un millennio.

Lo studio, pubblicato su Nature Climate Change, è frutto del lavoro di un team di ricercatori coordinati da Jinbao Li (IPRC - University of Hawaii at Manoa) che hanno esaminato le condizioni climatiche che derivano dalla cosiddetta ENSO (El Niño/Southern Oscillation) così come sono scritte negli anelli di crescita degli alberi. Gli inverni molto umidi indotti dal Niño, infatti, producono anelli di accrescimento più larghi, mentre la siccità associata alla Niña si manifesta con anelli più sottili. Gli andamenti registrati da Jinbao Li e collaboratori si adattano molto bene alle valutazioni dell'intensità del fenomeno basate sulla concentrazione di ossigeno-18 nei coralli.

Il lungo arco temporale coperto dalla disponibilità di anelli di accrescimento (1100 anni) ha permesso di scoprire che l'ampiezza dell'oscillazione El Niño/La Niña mostra un andamento quasi regolare di 50-90 anni. Secondo i ricercatori questa conoscenza potrà essere molto utile nei modelli di previsione del fenomeno.

IPRC

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Clima

prossimo articolo

Le matrici del potere: dati sui minerali per la transizione

matrici per la transizione

L’età delle matrici di Gianluca Schinaia racconta come la transizione ecologica e digitale dipenda da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali. Il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, anche se questo varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista.

Foto di Paul-Alain Hunt su Unsplash

Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica, anche se questa è una scusa spesso usata dai detrattori (ma poi detrattori di cosa?). Tra l’altro l’attività estrattiva è anche quella che si fa per risucchiare da sottoterra i combustibili fossili.