fbpx Neuroni a fior di pelle | Page 21 | Scienza in rete

Neuroni a fior di pelle

Primary tabs

Read time: 2 mins

I neuroni, le cellule principali del sistema nervoso centrale e periferico, rappresentano il topos centrale della ricerca biomedica applicata e di base. Questo, naturalmente, in vista delle eventuali e per ora non dimostrate applicazioni che queste cellule avrebbero nella cura di malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson o l’Alzheimer.

L'uso di cellule staminali pluri- e totipotenti come sorgente cellulare per ricavare neuroni soffre delle note e ormai annose critiche di ordine bioetico. Sono stati quindi fatti sforzi per ovviare all'uso di embrioni e, recentemente, si è dimostrata la possibilità di convertire cellule somatiche in cellule staminali, attraverso l’introduzione di un set di geni nella cellula in oggetto. In un recentissimo articolo apparso su Nature, i ricercatori Vierbuchen, Südhof e Werning hanno dimostrato la possibilità di trasformare letteralmente i fibroblasti, le cellule che producono la matrice extracellulare della pelle, in neuroni funzionali, denominati dagli autori “neuroni indotti”.

Questo è stato ottenuto sottoponendo a screening un set di geni (per l'esattezza 19) altamente espressi nelle cellule neurali mature, al fine di scoprire il numero minimo e sufficiente per l'acquisizione di un fenotipo neuronale. È stato scoperto, infatti, che solo tre geni, denominati Ascl1, Brn2 e Mytl1, tipici dei neuroni normali, erano sufficienti per produrre cellule nervose dotate di tutte le qualità tipiche dei neuroni, vale a dire l’interruzione del ciclo cellulare (diventano "post-mitotici), l’eccitabilità e la capacità di stabilire contatti sinaptici. Tali tre geni codificano per altrettanti fattori trascrizionali responsabili della regolazione dell'espressione genica nei neuroni.

Questo evento di conversione avveniva con assoluta riproducibilità e con un'efficienza dell’ordine del 15% sul totale dei fibroblasti di topo usati. La caratterizzazione fisiologica e fenotipica di questi “neuroni indotti" ha evidenziato che gran parte di loro era di natura eccitatoria, e solo in piccola parte inibitoria. La drammatica trasformazione indotta in queste cellule è davvero stupefacente: presumibilmente la continua espressione di questi fattori nei fibroblasti induce un effetto riverberante di portata genomica, che ha come risultato finale effetti epigenetici e genetici di così notevole entità da indurre questa trasformazione fenotipica. 

Nature. 2010; 463: 1035

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Cervello

prossimo articolo

Zoonosi: lo spillover non è una lotteria

disegno di lotteria da cui si estraggono virus

Il rischio zoonotico non è un evento casuale: è il risultato di interazioni sempre più intense tra attività umane ed ecosistemi. E se David Quammen, nel suo saggio "Spillover", proponeva l'immagine di una lotteria, anche gli studi più recenti sul commercio globale di fauna selvatica mostrano un quadro chiaro, nel quale le probabilità di spillover seguono traiettorie strutturate. Dobbiamo allora ripensare alla preparedness per intervenire non solo sulla risposta, ma anche sui sistemi che generano il rischio.

Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere un premio: una vita nuova in spazi più larghi.