"Voices from the blogs": come decifrare l’agorà del web

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Voices From the Blog è un progetto nato all'Università di Milano per cercare di interpretare il flusso veloce dei dati che scorrono tra blog e social media, integrando i sondaggi standard. Le ultime analisi riguardano i candidati alle politiche e Twitter.
Miniatura: 

“Non si può certo fotografare l’immagine di un treno che passa a tutta velocità, se, nel frattempo, cambia anche forma”.
Sembra una metafora attinta da antica saggezza popolare, simile a quanto sentiamo spesso dire le ultime settimane. Ma si tratta, in realtà, della formula scelta dal team di Voices from the Blog per descrivere il loro progetto scientifico.
Il “treno in corsa” è il flusso di dati che passa nel web ogni giorno, senza interruzione, mentre la macchina fotografica è riferita ai sistemi di sondaggio vecchio stile.
Mappare e monitorare tutta l’informazione offerta dalla rete è una nuova sfida che reclama strumenti innovativi di analisi. Non si tratta, infatti, solo di selezionare e catalogare notizie, fonti e documenti. Quello che emerge quotidianamente in internet è in buona parte anche un contributo spontaneo di opinioni di singoli utenti o nuove forme di aggregazione e discussione, attraverso i forum, i blog e i social media.

Voices from the Blogs è un progetto nato in ambito accademico, presso l’Università degli Studi di Milano, e sviluppato poi in uno spin-off di ricerca. L’obiettivo di Luigi Curini, Stefano M.Iacus e Giuseppe Porro è quello di colmare questo vuoto tecnologico, fornendo un’adeguata evoluzione del sistema di sondaggio “domanda-risposta” e imparare così a decifrare lo scorrere dei cyber-dati e le voci che partecipano alla moderna agorà di bloggers e internauti di varia natura.

La tecnica utilizzata dal gruppo è stata inizialmente proposta da Gary King dell’Institute of Quantitative Social Studies di Harvard ed è in grado di ricostruire l’orientamento d’opinione di un campione di blogger: la Blog Sentiment Analysis.
La Sentiment Analysis è ciò che fa la differenza rispetto alla vecchia scuola del sondaggio. Questo tipo di analisi qualitativa prende in esame, infatti, conversazioni online su un determinato argomento, in modo da poter intercettare la percezione (il “sentiment”) dell’utente rispetto al tema di discussione. Se spesso si paragona il web a una specie di gigantesco focus group – nel tentativo di inquadrare in una definizione una realtà in continua evoluzione – è interessante notare, tuttavia, che da questo punto di vista la rete ha qualcosa in più, perché garantisce opinioni espresse liberamente.
La tecnologia utilizzata da Voices from the Blog sfrutta questo vantaggio, con un approccio bottom-up, senza preconfezionare interviste, in tempo reale e adattando il monitoraggio alle dinamiche dei blog analizzati. La platea oggetto di studio è il pubblico italiano (al quarto posto per la pubblicazione di post in lingua) nella sua totalità, e non solo un suo sottoinsieme come avviene, appunto, nei sondaggi. 

Alle analisi sulla blogosfera, VFB ha aggiunto di recente anche Twitter, un bacino, come noto, assai ricco di voci e opinioni, più veloci forse di quel treno che si tenta di catturare invano con una vecchia reflex.
L’Italia, seppur in ritardo, ha iniziato a cinguettare anche in tempi di campagna elettorale – e i media, di conseguenza, si adeguano cercando di interpretare le reazioni quotidiane in 140 caratteri. Non si tratta, in realtà, della prima “elezione social”. A ben vedere, un contributo importante di twitter and co è stato dato anche durante le ultime elezioni amministrative e regionali. Di certo, però, in questa tornata di elezioni politiche i leader di partito si sono dati parecchio da fare per guadagnarsi uno spazio di visibilità con twitter.

Un esempio di sentimental analysis di VFB è pubblicato sul Corriere della Sera nella rubrica Sentimeter, in merito alle ultime settimane di #hastag e tweet dei politici con le risposte degli utenti. Raccoglierne le parole chiave, i tempi di reazione e la quantità di followers di singoli politici aiuta a definire in che modo il campione della rete percepisce la politica – sia in termini di reti personali dei candidati che di percezione più larga – stabilendo così chi sono le persone e i temi più popolari, con i “vocabolari” associati.

Fig.1 - Gradimento dei leader politici su Twitter, gennaio 2013 (fonte: Corriere della Sera online)
 
L'ultima analisi postata su Corriere online riguarda l'andamento del gradimento dei leder politici nell'ultimo mese. Il campione analizzato è un 'pacchetto' di oltre mezzo milione di tweet, per i quali si sono selezionati quelli che definiscono una reazione positiva a dichiarazioni o eventi legati ai politici. Oscar Giannino e Beppe Grillo risultano essere i personaggi più popolari in quanto a tweet e hastag, e protagonisti di un'inversione netta dei trend in seguito allo scandalo che ha colpito il leader di "Fare" (come rappresentato in Fig.1): Giannino passa dall'80% di gradimento in rete perdendo poi addirittura 25 punti, mentre Grillo ne conquista diversi grazie agli ultimi giorni di campagna elettorale - complice l'hastag #tsunamitour, molto cercato.
Meno presenti sono, invece, Bersani, Monti e Berlusconi per i quali però si registra un'attenzione crescente nei momenti di contatto in piazza con l'elettorato, eventi molto seguiti e raccontati proprio sui social.

Non si tratta di un quadro della propensione al voto. Come varia, nel corso anche di poche ore, il gradimento degli utenti su dichiarazioni e commenti di uomini di partito rappresenta, piuttosto, un’integrazione, quantitativamente e qualitativamente inedita.
Qual è la reazione alle immagini dei comizi in piazza? Alle battute nei salotti televisivi? E agli scandali dell’ultima ora?
Il dibattito elettorale (e le bagarre associate) è un momento di indagine interessante, per gli scopi di VFB: la velocità con cui si producono dichiarazioni e metafore d’ogni tipo può essere uno stimolo utile a sostituire quella macchina fotografica e catturare, finalmente, il treno in corsa.
O smacchiare i sondaggi, se si preferisce.

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