Opportunity: pulizie di primavera

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Lo scorso gennaio il rover Opportunity ha festeggiato il suo decimo anno di permanenza su Marte. Risale infatti al 25 gennaio 2004 il suo arrivo sul Pianeta rosso, 21 giorni dopo il rover gemello Spirit. La ricorrenza è stata opportunamente celebrata da Science nel numero dello scorso 24 gennaio, dando particolare risalto all'esplorazione di Marte e allo studio della sua abitabilità. In quello stesso numero si riportavano anche le ultime scoperte di Opportunity sulle pendici del cratere Endeavour, uno studio in cui Raymond Arvidson (Washington University di Saint Louis) e collaboratori descrivono la presenza di materiali argillosi e il loro importante ruolo nel caratterizzare l'ambiente marziano. Tali materiali, infatti, sarebbero tipici di ambienti estremamente ricchi d'acqua, dunque un'ulteriore testimonianza che, nel suo lontano passato, il pianeta fosse più caldo e umido e non quella landa polverosa e gelida dei nostri giorni.

Anche il rover ha voluto festeggiare a modo suo e, all'inizio di gennaio, si è concesso il vezzo di un autoscatto. Immagine davvero significativa, non tanto per il contenuto emozionale, quanto piuttosto perché mostrava le pietose condizioni in cui versavano i pannelli solari, ricoperti da un notevole strato di polvere. Prova evidente del perché, in quelle gelide giornate dell'inverno marziano, i dati indicassero una produzione di energia di solamente 375 wattora, poco più di un terzo delle potenzialità dei pannelli. Certamente la colpa era della stagione invernale e del Sole basso sull'orizzonte, ma anche quella polvere rossastra aveva il suo peso.

Drastica impennata nella produzione di energia a metà marzo. Ormai l'inverno più duro era alle spalle, ma era di sicuro successo anche dell'altro. Un altro selfie, scattato a metà marzo, mostra infatti un rover completamente tirato a lucido, giustificando appieno come mai la produzione dei pannelli di Opportunity sia balzata a 620 wattora. Evidentemente, raffiche di vento particolarmente intense avevano ripulito per bene i pannelli. A detta degli ingegneri del Centro di controllo, in questo sesto inverno marziano i pannelli di Opportunity sono più puliti di quanto non lo fossero mai stati negli inverni precedenti.

Le premesse che la missione del rover possa ancora felicemente continuare, dunque, ci sono tutte. Nel corso degli anni alcune soddisfazioni Opportunity se le è già levate. Da tempo ha strappato il record di longevità di una missione su Marte che apparteneva alla sonda Viking 1 (6 anni e 116 giorni), ha scorrazzato sulla superficie del Pianeta rosso per ben 38,94 km (dato che risale al 15 aprile) inviando a Terra oltre 187 mila immagini e ha portato la durata del suo onorato servizio dieci anni più in là dei tre mesi preventivati. Gli ingegneri che se ne occupano non nascondono i suoi acciacchi: l'attuatore che comanda lo sterzo della ruota anteriore destra è bloccato e quella stessa ruota ogni tanto mostra anomali picchi di corrente, un paio di strumenti scientifici sono ormai fuori uso e il braccio robotico ha qualche problema. L'età, insomma, si fa sentire, ma si confida che per il suo pensionamento si possa attendere.

A meno che, stando ad alcune voci insistenti (per esempio quelle pubblicate su Universetoday.com e su Phys.org), a decretare d'ufficio la fine della missione non intervengano i tagli al budget della NASA. Leggendo le voci del bilancio preliminare dell'ente spaziale statunitense riguardanti l'esplorazione del Pianeta rosso, infatti, si può vedere come i costi per la missione Mars Exploration Rover 2003, che hanno pesato per 13.2 milioni di dollari nel 2013 e si presume richiedano una cifra analoga nel corrente esercizio finanziario, vengano azzerati a partire dal 2015. Tra un anno, dunque, stop definitivo a ogni attività di Opportunity. Alla NASA si sono affrettati a precisare che, qualora si potesse disporre di finanziamenti supplementari, quella di Opportunity sarebbe la prima missione da salvaguardare, ma per il longevo esploratore marziano tira una gran brutta aria. Di gran lunga più brutta di quel vento primaverile che l'ha tirato a lucido.

Per approfondire
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