Emanuela Dattolo

Laureata in biologia molecolare, ha conseguito un dottorato in biologia vegetale e lavorato come ricercatore post-doc presso la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, nell’ambito del Progetto Bandiera RITMARE, finanziato dal MIUR. Ecologia molecolare, genetica di popolazione, espressione genica ed evoluzione di piante marine (seagrasses) sono i temi principali delle sue ricerche. Nello specifico, è interessata ai meccanismi molecolari alla base della plasticità fenotipica, dell’interazione genotipo-ambiente e dei vincoli imposti dalla selezione naturale alla struttura genetica e all’evoluzione degli organismi. È membro della Società Europea di Biologia Evolutiva (ESEB). Impegnata nei progetti di divulgazione scientifica della Rete Long Term Ecological Research Italia, è tra gli organizzatori di Pint of Science Italia.

Considerazioni finali sulla spedizione di divulgazione scientifica Terramare

E' trascorsa una settimana da “Terramare – il racconto del cambiamento, tra foreste, laghi e mare” e scriviamo questo articolo a mo' di rapporto finale, per trarre un po' di conclusioni ma anche per colmare eventuali lacune nella narrazione, realizzata attraverso articoli scritti e pubblicati rapidamente, mirando alla contemporaneità tra vicende occorse, racconto “consegnato” e vostra lettura.

Dal Lago di Levico a Bassano del Grappa, lungo la Brenta

Sotto una pioggia leggera lasciamo Levico alle nove del mattino. La maggior parte di noi ha trascorso la notte in branda (da campeggio), in una camerata ricavata all'interno di un'aula di scuola. Essere in viaggio comporta anche questo: non sempre si dorme in un letto, molte volte si condividono quelle piccole scomodità che però danno un sapore diverso al viaggio stesso.

Dal Lago di Tovel al Lago di Levico

Sono le otto e mezza del mattino e la piccola truppa di scienziati e cittadini di Terramare si è riunita sulle rive del Lago di Tovel, dove il guardaparco Matteo Zeni tiene le fila di una piccola conversazione sull'orso bruno in Trentino. «Qui l’orso c’è sempre stato; questo grande animale un tempo era presente in tutta l’Eurasia ed era diffuso in molti tipi di ambiente, dalla tundra alle zone aride, e quindi non solo in alta montagna o nei boschi, come spesso si è portati a credere.

Dall'Alto Garda al Lago di Tovel

Oggi ci attende una tappa di trasferimento piuttosto lunga ed impegnativa che ci porterà da un'altitudine di nemmeno 100 metri sul livello del mare, alla quale ci troviamo ora sull'Alto Garda Trentino, ai quasi 1200 m s.l.m. del Lago di Tovel, a ridosso delle Dolomiti di Brenta. Durante il nostro percorso odierno, non toccheremo siti della Rete LTER ma ci fermeremo a visitare luoghi molto interessanti dal punto di vista naturalistico e per quanto attiene gli interventi condotti dall'uomo sugli ambienti naturali.

Dal Bosco della Fontana all'Alto Garda: lungo il Mincio e il Lago di Garda

Varcare la soglia del Bosco della Fontana verso l'esterno è come proiettarsi al di fuori di un sacco amniotico fatto di ombra benefica, soprattutto oggi che luglio comincia con le sue calure, silenzio impenetrabile, specie ora che ferve la mietitura tra i campi di granturco, e, in sostanza, riparo, nel senso primordiale del termine. Ma dobbiamo tornare alla realtà. E proprio al di fuori del nostro rifugio alberato alla maniera pre-romana, ci sfila davanti un magnifico airone bianco in volo planato. Lo prendiamo come un segno positivo.

Da Mantova al Bosco della Fontana

La prima tappa di “Terramare - il racconto del cambiamento tra foreste, laghi e mare” parte da Mantova, capitale Italiana della cultura 2016, e subito la nostra strada, a colpi di pedali e sulla ciclabile del Mincio, inizia a scorrere lungo le rive di questo fiume ei laghi che esso forma nei pressi della città “c'un si muova mille miglia per vederla”, come affermava Torquato Tasso cinquecento anni fa.

La spedizione di divulgazione scientifica “Terramare”: la natura raccontata a pedali

Prendete un gruppo di scienziati con la passione per la comunicazione, fornite loro una carta geografica dove sono segnati i luoghi dove essi stessi svolgono ricerche ecologiche e lasciateli liberi di tracciare un itinerario che unisca quei luoghi. Poi, prendete questi scienziati e metteteli su di un mezzo di trasporto “dolce” a impatto virtualmente zero, come una bicicletta, una canoa o i loro stessi piedi, e fate sì che essi percorrano, in un viaggio a tappe, gli itinerari che hanno tracciato.