Comunicazione della scienza · dal 2009 · Sabato 24 ottobre 2026
Cerca EN
Scienza in reteDona
Ricerca scientifica

Ricercatori italiani uguale fannulloni?

Scopri se i ricercatori italiani sono davvero fannulloni. L'articolo svela la verità sulla loro produttività scientifica, confrontandola con quella internazionale.

È vero o falso che i ricercatori italiani sono “fannulloni”, che lavorano meno degli altri scienziati d’Europa e del mondo? Non c’è dubbio. È falso.

I ricercatori italiani lavorano, in media, molto più dei loro colleghi stranieri. Sono addirittura tra i più produttivi al mondo. Lo ha rilevato, alcuni anni fa in una nota su Nature, sir David A. King, il capo dei consiglieri scientifici del governo inglese, misurando l’impatto  scientifico delle nazioni [King, 2004].

Lo confermano i dati, indipendenti, delle principali agenzie di studio della struttura di ricerca nel mondo. Cerchiamo di organizzarli. Tenendo conto che l’Italia è, in termini di ricchezza assoluta prodotta, la decima potenza economica del mondo. Ebbene, nella classifica dei paesi che investono di più in ricerca, l’Italia si colloca all’undicesimo posto (Tabella 1).

Tabella 1 | Investimenti in R&S nel 2008 in miliardi di dollari (Fonte: R&D Magazine)

[TABLE]

Ma nella graduatoria dei paesi che hanno prodotto di più in termini di articoli scientifici l’Italia si colloca, nel 2007 all’ottavo posto (Tabella 2). La performance in termini di produzione è superiore a quella in termini di investimenti, dunque.

Tabella 2 | Pubblicazioni nel 2007 (Fonte: SCImago Journal & Country Rank)

[TABLE]

Il 2007 non rappresenta una fluttuazione statistica. L’Italia risulta ottava per numero assoluto di pubblicazioni anche si considera l’arco di tempo compreso tra il 1996 e il 2007 (Tabella 3).

Tabella 3 | Pubblicazioni 1996-2007

[TABLE]

Di recente l’OECD ha ricalcolato il numero di ricercatori presenti nel nostro paese. Nel 2007 risultavano in Italia circa 82.000 ricercatori (equivalenti a tempo pieno). Il che ci colloca, in numero assoluto, al dodicesimo posto nel mondo (Tabella 4).

Tabella 4 | Pubblicazioni per ricercatore nel 2007 (Fonte: elaborazione propria su dati SCImago Journal & Country Rank e OECD)

[TABLE]

Se vogliamo verificare il grado di produttività per ricercatore, basta dividere il numero degli articoli scientifici prodotti dall’Italia per il numero di ricercatori. Questa semplice operazione capovolge le classifiche dei dati assoluti. I ricercatori più produttivi al mondo nel 2007 sono stati gli svizzeri. Seguiti, al secondo posto, dai ricercatori italiani (Tabella 5). Che hanno una produttività doppia rispetto ai colleghi francesi, tedeschi o spagnoli. Anche in questo caso, non si tratta di una fluttuazione statistica.

Tabella 5 | Ricercatori nel 2007 (Fonte: OECD)

[TABLE]

Se si divide il numero assoluto di lavori pubblicati tra il 1996 e il 2007 per il numero medio di ricercatori presenti in ciascun paese in questo periodo, il risultato è pressoché analogo: Svizzera prima, Olanda seconda, Italia terza (Tabella 6).

Tabella 6 |Pubblicazioni per ricercatore 1996/2007 (Fonte: elaborazione propria su dati SCImago Journal & Country Rank e OECD)

[TABLE]

Altro che fannulloni. I ricercatori italiani sono, dopo i cugini svizzeri e, ormai, più degli olandesi coloro che lavorano di più al mondo.

Se la quantità di lavoro è eccezionale, la qualità non è affatto disprezzabile. Gli articoli italiani ottengono un numero di citazioni (un indicatore di qualità) non molto diverso da quello dei colleghi stranieri. Nella classifica del numero di citazioni ottenute per singolo articolo da ricercatori dei 20 paesi che investono di più in ricerca, per il periodo 1996-2007, gli italiani si classificano all’undicesimo posto (Tabella 7).

Tabella 7 | Citazioni per pubblicazione 1996-2007 (Fonte: SCImago Journal & Country Rank)

[TABLE]

Risultando eccellenti in matematica (quinti assoluti per citazioni), fisica e astronomia, scienze della Terra e computer science (sesti assoluti per citazioni) [SCImago Journal & Country Rank, 2009].

Se, infine, si prende in considerazione solo l’% delle pubblicazioni scientifiche più citate al mondo (e dando per scontato che siano se non le migliori, certo le più influenti) nel periodo compreso tra il 1991 e il 1997, con 1.630 pubblicazioni frequentemente citate, gli esperti OECD ci dicono che l’Italia risulta sesta in assoluto al mondo [OECD, 2006]. Ma se si tiene conto del numero di ricercatori, si può facilmente verificare che in Italia ci sono 23 pubblicazioni frequentemente citate ogni 1.000 ricercatori: meno che in Gran Bretagna (33) e in Canada (24); ma più che negli Stati Uniti (21), in Francia (17), Germania (16) e Giappone (4).

In definitiva. I nostri ricercatori sono pochi in numero, ma non sono affatto  fannulloni. Lavorano sodo e producono risultati di buona qualità.

Bibliografia

La newsletter di Scienza in rete

Ogni settimana, gratis, scienza scelta a mano: ricerca, salute, ambiente. E un commento sui fatti di attualità nell’editoriale del direttore, o di un altro o un’altra di noi, riservato alle persone iscritte alla newsletter.

Passiamo l’indirizzo a Substack già compilato: ti resta un clic per confermare. È gratis, ci si disiscrive quando si vuole.

Continua a leggere

Errori e suggerimenti

Un errore nel testo, un link che non funziona, un suggerimento: arriva in redazione.

Di cosa si tratta