Cosa chiedono gli studenti di medicina ai candidati

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Il Segretariato italiano studenti di medicina fa parte dell’International Federation of Medical Students’ Association (IFMSA). Fondata nel 1951, l'IFMA rappresenta 312.324 studenti di medicina da tutta Europa e di fatto rappresenta il futuro dei professionisti della sanità. Tutti i membri hanno a cuore la sanità e il loro voto dipenderà fortemente dai piani dei candidati in questo ambito. Nel testo che segue abbiamo evidenziato i punti più importanti per gli studenti di medicina europei in modo da promuovere il dibattito che li riguarda fra i candidati al nostro parlamento comunitario.

Antimicrobico resistenza

Le previsioni riguardanti la resistenza dei microrganismi agli attuali antibiotici presenti in commercio sono eufemisticamente preoccupanti. In quanto medici del domani, pretendiamo che i decisori europei concentrino i loro sforzi al fine di arginare i pericoli derivanti dall’AMR dando nuovo impulso alle linee guida europee per l’uso prudente degli antibiotici sull’uomo e animali e ricercando soluzioni multisettoriali per ridurre i tassi di resistenza in Europa.

Salute mentale

Più del 38% della popolazione europea soffre di disturbi mentali. Lo stigma sociale e la discriminazione rendono ancora difficile l’accesso alle cure ed il recupero per le persone con problemi di salute mentale. Chiediamo che l’Europa si attivi al fine di garantire un equo accesso alla sanità coerentemente con quanto definito nel European Mental Health Action Plan 2013-2020. Chiediamo ai candidati di impegnarsi al fine di includere la salute mentale in più ampie politiche e strategie per la salute.

Vaccinazioni

Nonostante la vaccinazione sia uno dei più importanti progressi tecnologici nella storia dell’umanità, i programmi vaccinali e la copertura vaccinale stanno diventando sempre più fragili sotto la pressione della diffidenza, della disinformazione e dell’analfabetismo sanitario. Riteniamo inaccettabile che nel 2019 si possa morire di malattie ritenute quasi debellate e prevenibili con politiche sanitarie preventive a basso costo. Chiediamo ai candidati di impegnarsi in coerenza con i piani europei di vaccinazione della WHO al fine di assicurare alle nazioni europee programmi volti al raggiungimento delle coperture vaccinali ottimali. Inoltre, chiediamo ai futuri parlamentari di impegnarsi al fine di sostenere campagne volte all’alfabetizzazione sanitaria e al contrasto dell’esitazione vaccinale, nell’ottica di promuovere una scelta consapevole da parte della popolazione.

Partecipazione dei giovani

La gioventù è indubbiamente un importante agente di cambiamento positivo nel mondo. Tuttavia, a livello globale, la gioventù affronta molteplici sfide in termini di equo accesso alle opportunità di coinvolgimento nei processi decisionali. L’IFMSA  in quanto organizzazione guidata da giovani e rivolta ad essi è da sempre impegnata nel sostenere la partecipazione dei giovani. Ancora una volta, quindi, chiediamo ai nostri rappresentanti, che una volta eletti si impegnino al fine di coinvolgere i giovani quali importanti figure nella discussione sul futuro del mondo. Sono necessari dei provvedimenti per supportare i giovani e abbattere gli ostacoli che limitano la loro attività e partecipazione concreta in tutti i livelli: delle politiche e programmi che investano nella gioventù e promuovano il suo empowerment.

Copertura sanitaria universale

Una delle maggiori cause di scarsa salute, mortalità prematura e iniquità in salute è la carenza di accesso a servizi sanitari essenziali. Più della metà della popolazione mondiale non ha accesso ai servizi sanitari essenziali. Chiediamo alle costituende istituzioni europee di verificare il livello di accesso ai servizi sanitari nella regione europea, con particolare riferimento alle cure primarie, e sviluppare iniziative intersettoriali che mirino alla Universal Health Coverage.

Educazione alla salute globale

La salute globale è un’area di studio, ricerca ed esercizio che dà la priorità al miglioramento della salute e al raggiungimento dell’equità in salute per tutta la popolazione mondiale. Le nostre responsabilità come futuri medici e leader della salute non si limita a curare la malattia, ma anche a promuovere la salute, prevenire le malattie, ridurre le iniquità in salute e migliorare l’accesso alla sanità. Chiediamo che siano implementati a tutti i livelli i percorsi di informazione e formazione riguardo alle iniquità in salute e ai determinanti sociali di salute e che sia riconosciuta l’importanza delle esperienze educative in salute globale per la crescita e lo sviluppo professionale dei futuri medici.

Ambiente, cambiamento climatico e salute

Il cambiamento climatico è definito dal Lancet come la più grande minaccia alla salute globale. Gli attuali studenti nel mondo sono la generazione che affronterà le conseguenze delle decisioni prese oggi e delle politiche in atto. Chiediamo che i candidati riconoscano il cambiamento climatico e l’ambiente come fattore imprescindibile per la salute della comunità impegnandosi a promuovere, una volta eletti, politiche che siano in accordo con le conclusioni e gli accordi derivanti dalla United Nations Climate Change Conference.

Diritti e salute dei rifugiati e dei migranti

Si stima che oggi ci siano circa un miliardo di migranti nel mondo. L’Europa e l’Italia sono regioni particolarmente interessate dai fenomeni migratori. L’acceso dibattito politico riguardante i migranti dimostra spesso di dimenticarsi che la costituzione della WHO del 1948  stabilisce che ognuno ha diritto a godere del massimo standard possibile di salute fisica e mentale, con accesso ai servizi sanitari indipendentemente dal suo status giuridico, e deve essere trattato con dignità, rispetto e senza alcuna forma di discriminazione.
Chiediamo che al di là delle retoriche cui le campagne elettorali ci hanno abituato, i candidati si impegnino al fine di evitare ogni sorta di discriminazione sulla base della provenienza geografica o dello status giuridico. Chiediamo che a tutti sia garantita l’assistenza sanitaria che uno stato di diritto quale l’Italia ed un’organizzazione fondata sul principio di umanità come l’Europa hanno il dovere di assicurare.

Malattie non trasmissibili

Le malattie non trasmissibili [MNT] rappresentano la più grande, e crescente, percentuale di malattia a livello globale. Le morti premature da MNT sono perlopiù prevenibili e molte dipendono dai quattro principali fattori di rischio: inattività fisica, diete insalubri, tabagismo e alcolismo. Questi ultimi sono correlati e radicati in fattori sociali, politici, economici, culturali, ambientali e commerciali, spesso fuori dal controllo dell’individuo. Per tale motivo è dovere delle istituzioni sviluppare iniziative che arginino la diffusione globale di malattie non trasmissibili utilizzando un approccio olistico e continuativo al fine di poter migliorare la salute delle nostre comunità.

 

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Le notizie di scienza della settimana #107

Il nuovo Report dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità “Healthy, prosperous lives for all: the European Health Equity Status Report” fa il punto sulle disuguaglianze di salute in Europa. In sintesi, il gap di salute fra ricchi e poveri si riduce meno dell’atteso. In termini di speranza di vita alla nascita, la differenza media è di 3,9 anni nelle donne (speranza di vita media 82 anni; intervallo: 78,1-86) e di 7,6 anni negli uomini (speranza di vita media 76,2 anni; intervallo: 3,4-15,5). L’Italia (e altri paesi come Grecia e Portogallo) ha i valori più alti di speranza di vita, segno che i fattori protettivi come dieta e coesione sociale riescono a contrastare i fattori di rischio e la presente stagnazione economica. Buona anche la performance dell’Italia nella sopravvivenza libera da malattie. Riconoscendo l’importanza di agire direttamente sui determinanti sociali della salute, l’OMS misura l’effetto di 8 politiche sulla riduzione delle differenze di salute fra classi sociali: (1) aumento di 1.000 dollari del PIL pro capite; (2) riduzione delle disuguaglianze di reddito; (3) riduzione del tasso di disoccupazione; (4) riduzione delle spese private per la salute; (5) aumento delle spese di protezione sociale; (6) aumento del finanziamento del sistema sanitario pubblico; (7) aumento della spesa pubblica in politiche del lavoro; (8) aumento della spesa pubblica nelle abitazioni e condizioni di vita. L’aumento del reddito pro capite è l’unico parametro a non avere effetto sulla disuguaglianze, mentre le politiche del lavoro e le condizioni di vita e abitative hanno l’effetto massimo.

Cronache della ricerca

Gli italiani si classificano terzi fra i vincitori degli starting grant dell’European Research Council, il bando più competitivo dell’Europa dedicato ai giovani ricercatori. Bene quindi per gli italiani (benché in discesa rispetto al bando 2018, dove si erano classificati secondi dietro la solita Germania). Male invece per l’Italia, che vede la maggior parte dei suoi ricercatori primeggiare in università e centri di ricerca all’estero.