Comunicazione della scienza · dal 2009 · Sabato 24 ottobre 2026
Cerca EN
Scienza in reteDona
Mente

Adolescenti: poca corteccia molto rischio

Convincere gli adolescenti a seguire i vari comportamenti anti-Covid-19 al rientro a scuola, ma anche in tutti gli altri ambienti, è una questione che deve fare i conti con le caratteristiche di sviluppo del cervello sotto i vent'anni circa. Le neuroscienze ci danno una spiegazione che dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione.

adolescenti
License .

In questa fase della pandemia hanno trovato un piccolo spazio, grazie alla regolare ripartenza delle scuole, nonostante i timori. Gli interrogativi legati alla loro sicurezza sono emersi da subito: indosseranno la mascherina quando necessario? Manterranno il distanziamento fisico? Saranno consapevoli dei rischi che questo virus comporta a loro stessi e, soprattutto, ai loro genitori e nonni? Fra tutti i periodi della vita, infatti, ce n’è uno che pare il più controverso. Alcuni lo ricordano come l’età più felice e spensierata della loro esistenza, altri un angosciante incubo fatto di acne, insicurezze e professori senza scrupoli. Parliamo dell’adolescenza.

I comportamenti rischiosi sono giustamente associati all’adolescenza, come risulta anche da numerose osservazioni scientifiche che ci forniscono le neuroscienze. Non è solo il cervello dei neonati a essere incompleto (più di un terzo della massa encefalica si sviluppa dopo la nascita). La completezza morfologica e funzionale del sistema nervoso centrale avviene oltre i 20 anni di età. Le ultime aree, quelle che si sviluppano durante l’adolescenza, sono la corteccia frontale e prefrontale. Proprio queste ultime hanno il compito di inibire le emozioni, sono responsabili dell’autocontrollo e del controllo cognitivo. Insomma, l’adolescente rischia “per natura”. Non ha ancora sviluppato completamente le abilità cognitive che gli consentono di avere piena consapevolezza dei rischi, di bloccare gli impulsi e le emozioni travolgenti. Diversi studi hanno indagato, attraverso le tecniche di imaging, le caratteristiche del cervello adolescenziale.

Una ricerca, condotta presso l’Università di Delaware e pubblicata di recente su NeuroImage¹, ha chiarito anzitutto che parallelamente a un incompleto sviluppo dell’area deputata al controllo cognitivo, la corteccia prefrontale mediale, agisce in piena funzionalità il sistema socio-emozionale, il cui substrato cerebrale è il nucleo accumbens. Quest’ultimo sistema è coinvolto nei processi di ricompensa, ad esempio le sensazioni fisiche in risposta a stimoli piacevoli. È facile intuire che in assenza di meccanismi di inibizione, a fronte di un funzionante sistema di percezione del piacere (fisico ed emotivo), le conseguenze possano non essere altrettanto piacevoli: si mettono in atto comportamenti eccitanti e pericolosi senza soffermarsi molto sulle conseguenze.

Finora le differenze tra il cervello adulto e quello adolescenziale erano state rilevate tramite tecniche di imaging che consentono di visualizzare l’attività delle regioni cerebrali, come la risonanza magnetica funzionale. Questo studio invece utilizza la risonanza magnetica elastografica², “una tecnica per valutare le proprietà meccaniche del tessuto cerebrale come misura dello sviluppo del cervello”. I risultati della ricerca condotta su adolescenti mostrano che una differenza nelle proprietà del tessuto (ossia nel grado di sviluppo) è correlata a una differenza sul piano comportamentale, in relazione all’assunzione di condotte rischiose. In sostanza, i ragazzi con un grado di sviluppo inferiore della corteccia prefrontale mediale si assumevano maggiori rischi.

Insomma, è un dato di fatto che da un lato gli adolescenti sono più predisposti a esporsi a rischi e dall’altro non rappresentano un gruppo omogeneo: alcuni rischiano di più, altri rischiano di meno. Purtroppo, un altro fatto altrettanto certo proviene dai dati relativi agli effettivi comportamenti pericolosi che gli adolescenti mettono in atto. Tra questi i più comuni sono senza dubbio l’abuso di alcol e droghe, nonché l’attività sessuale non protetta. Ad esempio, secondo il Rapporto 2020 su Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia, “gli adolescenti minorenni che gli organismi di sanità pubblica considerano più a rischio sono stati nel 2018 circa 800.000”.

Come affrontare questa situazione? La risposta è sempre quella, puntuale quanto disattesa: prevenzione! L’impegno deve coinvolgere tutti i “professionisti dell’adolescenza”: dagli insegnanti ai professionisti sanitari, passando per gli operatori sociali e gli psicologi. Educazione al pensiero critico, stimolazione delle abilità empatiche, attenzione alle relazioni interpersonali e alla risoluzione dei conflitti: sembrano queste le indicazioni principali da seguire. In questo caso la responsabilità delle istituzioni è più che mai richiesta, forse in misura ancora maggiore rispetto a quella relativa ai comportamenti rischiosi delle fasce di età più avanzate. Bisogna inoltre considerare che all’aspetto neurocognitivo si associano anche molteplici componenti che influenzano lo stile comportamentale di un adolescente: l’esempio fornito dai genitori, il confronto con i coetanei, le aspettative di una società che è sempre più prona al culto dell’apparenza, della violenza, dell’individualismo.

Bibliografia

[1] McIlvain, G. et al. (2020). Viscoelasticity of reward and control systems in adolescent risk taking. NeuroImage, 116850: https://doi.org/10.1016/j.neuroimage.2020.116850

[2] Mariappan, Y. K. et al. (2010). Magnetic resonance elastography: a review. Clinical anatomy, 23(5), 497-511: https://doi.org/10.1002/ca.2100

La newsletter di Scienza in rete

Ogni settimana, gratis, scienza scelta a mano: ricerca, salute, ambiente. E un commento sui fatti di attualità nell’editoriale del direttore, o di un altro o un’altra di noi, riservato alle persone iscritte alla newsletter.

Passiamo l’indirizzo a Substack già compilato: ti resta un clic per confermare. È gratis, ci si disiscrive quando si vuole.

Continua a leggere

Errori e suggerimenti

Un errore nel testo, un link che non funziona, un suggerimento: arriva in redazione.

Di cosa si tratta