Proposta del gruppo Top Italian Scientists (TIS) per un finanziamento di base diffuso e meritocratico della ricerca italiana
Il gruppo Top Italian Scientists scrive alla ministra Bernini, ai rettori e ai presidenti degli enti di ricerca: accanto ai bandi competitivi serve un fondo nazionale stabile che dia a molti ricercatori qualificati fra 5.000 e 15.000 euro l'anno, assegnati con criteri trasparenti. Ventimila contributi da 8.000 euro costerebbero circa 160 milioni, meno del 2% del Fondo di finanziamento ordinario delle università.

Alla cortese attenzione della Signora Ministra dell’Università e della Ricerca
Sen. Anna Maria Bernini
e, per conoscenza:
Alle Rettrici e ai Rettori delle Università italiane
Ai Presidenti degli Enti pubblici di ricerca
Ai Presidenti delle Accademie delle scienze
Oggetto: Proposta di istituzione di un fondo nazionale per il finanziamento di base della ricerca, diffuso, meritocratico e complementare agli strumenti competitivi esistenti.
Gentile Signora Ministra, Magnifiche Rettrici e Magnifici Rettori, Gentili Presidenti, Facendo seguito alla precedente lettera indirizzata ai Rettori delle Università italiane e alla CRUI dal gruppo Top Italian Scientists (TIS), desideriamo sottoporre alla Vostra attenzione una proposta concreta per il rafforzamento strutturale del sistema nazionale della ricerca.
Il gruppo TIS, che riunisce numerosi scienziati e accademici italiani di riconosciuta qualificazione internazionale, intende contribuire in modo costruttivo al dibattito sulle politiche della ricerca, nella convinzione che la valorizzazione dell’eccellenza scientifica debba accompagnarsi alla creazione di condizioni favorevoli per l’intera comunità dei ricercatori.
Negli ultimi anni, il sistema italiano ha beneficiato di importanti strumenti competitivi, quali i bandi PRIN, il Fondo Italiano per la Scienza (FIS) e le risorse straordinarie del PNRR. Si tratta di iniziative fondamentali, che hanno sostenuto progetti di elevata qualità e rafforzato la presenza italiana nelle reti scientifiche internazionali.
Riteniamo tuttavia che questi strumenti, pur indispensabili, non siano sufficienti a garantire la continuità dell’attività scientifica di una parte significativa dei ricercatori italiani.
Proponiamo pertanto di affiancare ai grandi finanziamenti competitivi un sistema nazionale stabile di finanziamento di base, diffuso e meritocratico, destinato a sostenere l’attività ordinaria di ricerca di un’ampia platea di studiosi qualificati.
Non si tratta di riproporre finanziamenti indiscriminati o cosiddetti “a pioggia”, ma di riconoscere che anche contributi relativamente modesti, assegnati secondo criteri trasparenti di qualità scientifica, possono produrre benefici significativi per l’intero sistema.
1. Le ragioni scientifiche ed economiche della proposta
Numerosi studi internazionali hanno evidenziato come la concentrazione delle risorse in un numero ristretto di gruppi di ricerca possa determinare rendimenti marginali decrescenti. Le analisi di Fortin e Currie (2013), Mongeon e collaboratori (2016), nonché gli studi relativi ai finanziamenti dei National Institutes of Health statunitensi, indicano che l’aumento delle risorse assegnate a un singolo ricercatore non determina necessariamente un incremento proporzionale dell’impatto scientifico. Una rassegna della letteratura condotta da Aagaard, Kladakis e Nielsen (2020) suggerisce inoltre che una distribuzione meno concentrata dei finanziamenti possa offrire vantaggi in termini di produttività complessiva e diversificazione della ricerca. Un sistema più diffuso di finanziamento favorirebbe anche la pluralità delle idee, la ricerca esplorativa, l’autonomia dei giovani ricercatori e la continuità delle attività scientifiche nelle discipline che richiedono investimenti relativamente contenuti. Vi è poi un problema di efficienza amministrativa: la partecipazione a bandi altamente competitivi, caratterizzati da basse probabilità di successo, assorbe una quantità considerevole di tempo e risorse che potrebbero essere dedicate direttamente alla ricerca. Il finanziamento di base non deve dunque essere considerato un’alternativa alla ricerca di eccellenza, ma uno strumento per ampliare le condizioni nelle quali l’eccellenza può emergere.
2. Una proposta operativa per il sistema universitario italiano
Il gruppo TIS propone di valutare l’istituzione di un Fondo Nazionale per il Finanziamento di Base della Ricerca, con le seguenti caratteristiche:
- Risorse aggiuntive e stabili. Il fondo dovrebbe disporre di finanziamenti dedicati, senza sottrarre risorse ai PRIN, al FIS o al Fondo di Finanziamento Ordinario delle università.
- Contributi individuali o a piccoli gruppi. Si potrebbero prevedere finanziamenti pluriennali compresi indicativamente tra 5.000 e 15.000 euro annui, destinati a sostenere attività scientifiche ordinarie, mobilità, collaborazioni, attrezzature e iniziative esplorative.
- Selezione meritocratica e semplificata. L’accesso dovrebbe avvenire sulla base di criteri trasparenti di qualificazione e produttività scientifica, adeguati alle specificità delle diverse discipline, evitando procedure di valutazione sproporzionate rispetto all’entità del finanziamento.
- Elevata diffusione delle risorse. L’obiettivo dovrebbe essere un tasso di successo indicativamente compreso tra il 50% e il 70% delle domande ammissibili, in modo da garantire un sostegno concreto a una parte ampia della comunità scientifica.
- Priorità ai ricercatori privi di altri finanziamenti. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata a studiosi e gruppi che, pur presentando adeguati requisiti scientifici, non dispongano già di significativi finanziamenti competitivi.
- Coinvolgimento degli Atenei. Le università potrebbero contribuire all’attuazione e al monitoraggio del programma, secondo criteri nazionali condivisi e con procedure amministrative semplificate.
- Valutazione periodica dei risultati. Dopo un primo periodo di tre-cinque anni, l’efficacia dello strumento dovrebbe essere verificata mediante indicatori appropriati di produzione scientifica, continuità delle attività, nuove collaborazioni e sviluppo di progetti.
3. La sostenibilità finanziaria
Un precedente nazionale significativo è rappresentato dal Fondo per il finanziamento delle attività base di ricerca (FFABR), istituito dalla Legge 232/2016, che prevedeva contributi individuali di 3.000 euro. L’esperienza del FFABR dimostra che il principio di un finanziamento di base individuale è già stato introdotto nell’ordinamento italiano e potrebbe essere ripreso, aggiornato e rafforzato. A titolo esemplificativo, un programma che finanziasse 20.000 ricercatori con un contributo medio di 8.000 euro annui richiederebbe circa 160 milioni di euro all’anno. Si tratta di un importo inferiore al 2% dell’attuale Fondo di Finanziamento Ordinario delle università, pari nel 2026 a circa 9,4 miliardi di euro. La proposta avrebbe naturalmente carattere aggiuntivo rispetto alle risorse già disponibili e potrebbe essere attuata anche gradualmente, attraverso una fase sperimentale seguita da una valutazione dei risultati.
4. Un investimento strutturale per il futuro della ricerca italiana
L’Italia continua a destinare alla ricerca e sviluppo una quota del prodotto interno lordo inferiore alla media europea, pari indicativamente all’1,4% contro il 2,2%. Le risorse straordinarie del PNRR hanno rappresentato un’opportunità importante, ma il loro progressivo esaurimento rende particolarmente urgente una riflessione sulla sostenibilità di lungo periodo del sistema. Riteniamo che la capacità scientifica di un Paese non dipenda esclusivamente dalla presenza di pochi grandi centri di eccellenza, ma anche dall’esistenza di un tessuto ampio, diversificato e vitale di ricercatori, laboratori e gruppi scientifici. La concentrazione delle risorse può essere appropriata per grandi infrastrutture e progetti di particolare complessità. Tuttavia, una politica equilibrata dovrebbe affiancare a questi investimenti strumenti capaci di sostenere la ricerca quotidiana, da cui spesso nascono idee innovative e risultati inattesi. Finanziare diffusamente la ricerca qualificata significa investire non soltanto nei risultati immediati, ma anche nel potenziale scientifico futuro del Paese.
5. La richiesta del gruppo Top Italian Scientists
Alla luce di queste considerazioni, il gruppo TIS propone al Ministero dell’Università e della Ricerca e alla CRUI di avviare un confronto istituzionale finalizzato a:
- valutare la fattibilità di un fondo nazionale stabile per il finanziamento di base della ricerca;
- definire criteri di accesso meritocratici, semplici e rispettosi delle differenze disciplinari;
- individuare modalità di finanziamento aggiuntive e sostenibili;
- esaminare la possibilità di avviare una sperimentazione nazionale, anche valorizzando l’esperienza del precedente FFABR.
Auspichiamo che la CRUI possa contribuire a promuovere questa riflessione presso il Ministero, coinvolgendo la comunità accademica e le istituzioni competenti. La presente proposta si colloca nello spirito della precedente lettera del gruppo TIS ai Rettori e alla CRUI: offrire un contributo indipendente, scientificamente motivato e costruttivo al miglioramento del sistema universitario e della ricerca italiana. Siamo convinti che il sostegno all’eccellenza e la diffusione delle opportunità scientifiche non siano obiettivi contrapposti, ma componenti complementari di una politica moderna della ricerca. Confidiamo pertanto che questa proposta possa costituire la base per un approfondimento e un dialogo istituzionale.
Con i più cordiali saluti,
Il gruppo Top Italian Scientists (TIS)
15 ottobre 2026
Firmatari
- Prof. Michele Ciavarella, Politecnico di Bari
- Dr. Paolo Domenici, CNR IBF, Pisa
- Prof. Antonio Barletta, Università di Bologna
- Prof. Stefano Serra Capizzano, Università Insubria
- Prof. Francesco Becattini, professore ordinario Università di Firenze
- Dr. Davide Barreca, Dirigente di ricerca CNR-ICMATE
- Prof. Nicola Costantino, ex Rettore del Politecnico di Bari
- Prof. Achille Cappiello, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
- Prof. Dario Compagnone, prorettore vicario, Università di Teramo
- Prof.ssa Chiara Riganti, Università di Torino
- Prof. Maurizio Fedi, Università di Napoli Federico II
- Prof. Carlo Gualtieri, Università di Napoli Federico II
- Prof. Massimiliano Cardinale, Università del Salento
- Prof. Ercole Vellone, Università di Roma Tor Vergata
- Dr. Salvatore Chirumbolo, TIS, Membro ISA (Italian Scientist Association), Università degli Studi di Verona
- Prof. Luca Turchet, Università di Trento
- Prof.ssa Stefania Costantini, Università dell’Aquila
- Prof. Nicu Sebe, Università di Trento
- Prof. Stefano Di Gennaro, Università dell’Aquila
- Prof. Massimo Magnani, Università di Parma
- Prof. Massimo Fragiacomo, Università dell’Aquila
- Dr. Diego Fontaneto, CNR-IRSA Verbania
- Prof. Maurizia Seggiani, Università di Pisa
- Prof. Filippo Maggi, Università di Camerino
- Dr. Ing. Andrea Sorrentino, Dirigente di Ricerca CNR-IPCB, Napoli
- Dr. Michael Pusch, CNR-IBF, Genova
- Prof. Arrigo F.G. Cicero, Università di Bologna
- Dr. Elena Paoletti, CNR IRET
- Prof. Paolo Pani, Sapienza Università di Roma
- Prof. M. Grazia Speranza, Università di Brescia
- Prof. Paola Patrignani, Università di Chieti
- Prof. Luca Di Gaspero, Università di Udine
- Prof. Lorenzo Rook, Università di Firenze
- Prof. Giovanni Semeraro, Università di Bari Aldo Moro
- Prof. Dario Petri, Università di Trento
- Dr. Paolo Giommi, ex ASI, associato INAF
- Prof. Andrea Fusiello, Università di Udine
- Prof. Giuliano Volpe, Università di Bari Aldo Moro, ex Rettore Università di Foggia
- Prof.ssa Carla Severini, Università del Molise
- Prof. Maurizio Grasselli, Politecnico di Milano
- Prof. Marco Falasca, Università di Parma
- Prof.ssa Alessandra Flammini, Università di Brescia
- Prof. Carmine Viola, Università del Salento
- Prof. Giuseppe Campiani, Università di Siena
- Prof. Mario Plebani, Università di Padova e Buenos Aires
- Prof. Gaetano Di Chiara, Università di Cagliari
- Prof. Claudio Longobardi, Università di Torino
- Dott.ssa Valentina Tozzini, Dirigente di Ricerca CNR-NANO
- Prof. Paolo Maria Congedo, Università del Salento
- Dr. Antonio Moretti, Dirigente di Ricerca CNR - Direttore CNR-ISPA
- Prof.ssa Daniela Pietrobon, Università di Padova
- Prof. Giacomo Risitano, Università degli Studi di Messina
- Prof. Adriano Schimmenti, Libera Università degli Studi di Enna “Kore”
- Prof.ssa Barbara De Rosa, Università di Napoli Federico II
- Dr. Raffaella Maria Balestrini, Dirigente di Ricerca CNR - Direttore CNR-IBBR
- Prof. Maurizio D’Auria, Università della Basilicata
- Prof. Giovanni Antonini, Università Roma Tre
- Prof. Vincenzo Della Mea, Università di Udine
- Prof. Giovanni Improta, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
- Prof. Pierangelo Geppetti, Università di Firenze, New York University
- Prof. Pietro Buzzini, Università di Perugia
- Prof. Stefano Mazzoleni, Politecnico di Bari
- Prof. Cataldo Musto, Università di Bari Aldo Moro
- Prof. Andrea Spagnoli, Università di Parma
- Prof. Andrea Di Cicco, Università di Camerino
- Prof. Donato Impedovo, Università degli Studi di Bari Aldo Moro
- Prof. Giuseppe Cruciani, Università di Ferrara
- Prof. Andrea Castelletti, Politecnico di Milano
- Prof.ssa Elisa Giaccardi, ordinaria di Design, Politecnico di Milano e fellow professor IT:U (Interdisciplinary Transformation University) Austria
- Prof. Gianfranco Pasut, Università di Padova
- Prof. Marco Buzzoni, ordinario di Filosofia della Scienza, Università di Macerata
- Prof. Ugo Valbusa, emerito Università di Genova
- Dr. Alessandro Fortunelli, Dirigente di Ricerca, CNR, Pisa
- Prof. Paolo Attilio Pegoraro, Università degli Studi di Cagliari
- Prof. Bartolo Gabriele, Università della Calabria
- Prof. Filippo Busato, Universitas Mercatorum
- Prof. Stefano Cagnoni, Università di Parma
- Prof. Luca Marchiol, Università di Udine
- Prof. Gianluca Sarà, Università di Palermo
- Prof. Ing. Renzo Rosso, già Politecnico di Milano
- Dr. Ing. Vincenzo Guarino, Dirigente di Ricerca CNR-IPCB, Napoli
- Prof. Adelina Rita Bisignani, Università di Bari
- Prof. Antonio Marchetti, Ordinario università di Chieti
- Prof. Ing. Alberto Reatti, Università degli Studi di Firenze
- Prof. Walter Didimo, Università degli Studi di Perugia
- Prof. Salvatore Carlucci, Università degli Studi dell’Insubria
- Prof.ssa Chiara Garau, Università degli Studi di Cagliari
- Prof. Stefano Cesco, Università degli Studi di Udine
- Prof. Jacopo Serafini, Università degli Studi Roma Tre
- Dr.ssa Alessia Ligresti, Dirigente di Ricerca CNR-ICB, Pozzuoli
- Prof. Piero Macchi, Politecnico di Milano
- Prof. Giuseppe Starace, Università LUM ‘Giuseppe Degennaro’
- Dr. Stefania Manca, Dirigente di ricerca CNR-ITD, Genova
- Prof. Eugenio Bertelli, Università degli Studi di Siena
- Corrado Angelini, DIPARTIMENTO Neuroscienze, UNIVERSITÀ DI PADOVA, Studioso senior FAAN
- Prof. Federico Guarracino, Università di Napoli “Federico II”
- Dr. Tiziana Susca, prima ricercatrice ENEA, Bari
- Prof. Christian Milani, Università di Parma
- Prof. Salvatore Greco, Università di Catania
- Prof. Gaetano Lamberti, Università degli Studi di Salerno
- Prof. Paolo Mattavelli, Università di Padova
- Prof. Francesco Granata, Università di Cassino e del Lazio Meridionale
- Prof. Salvatore Distefano, Università degli Studi di Messina
- Prof. Roberto Camussi, Università degli Studi Roma Tre
- Dr. Osvalda Senneca, CNR
- Prof. Giuseppe Bianchi, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
- Prof.ssa Carla Tatone, Università degli Studi dell’Aquila
- Dr. Michele Rinaldi, CREA
- Prof. Fabrizio Sarghini, Università degli studi di Napoli Federico II
- Prof. Giuseppe Liotta, Università degli Studi di Perugia
- Prof. Gian Luca Colussi, Università degli Studi di Ferrara
- Prof.ssa Aurelia Sole Università degli Studi della Basilicata
- Prof. Stefano Bianchi, Università degli Studi Roma Tre
- Prof. Piero Mastrorilli, Politecnico di Bari
- Prof. Giovanni Libralato, Università degli Studi di Napoli Federico II
- Prof. Domenico Laforgia, già rettore dell’Università del Salento
- Prof. Michele Campisi, Istituto Nanoscienze CNR
- Prof. Marco Fossa, Università di Genova
- Prof.ssa Anna Stoppato, Università di Padova
- Prof. Emilio Clementi, Università di Milano
- Prof. Rocco de Nicola ex rettore scuola alti studi IMT di Lucca, presidente gruppo 2003 degli scienziati highlycited italiani
- Prof. Giorgio Parisi, La Sapienza
Riferimenti bibliografici e normativi
- Fortin J.-M., Currie D.J. (2013). Big Science vs. Little Science: How Scientific Impact Scales with Funding. PLoS ONE, 8(6), e65263.
- Mongeon P., Brodeur C., Beaudry C., Larivière V. (2016). Concentration of research funding leads to decreasing marginal returns. Research Evaluation, 25(4), 396–404.
- Lauer M.S. et al. (2017). Marginal returns and levels of research grant support among scientists supported by the National Institutes of Health. bioRxiv 142554.
- Wahls W.P. (2018). The NIH must reduce disparities in funding to maximize its return on investments from taxpayers. eLife, 7, e34965.
- Aagaard K., Kladakis A., Nielsen M.W. (2020). Concentration or dispersal of research funding? Quantitative Science Studies, 1(1), 117–149.
- Gordon R., Poulin B.J. (2009). Cost of the NSERC science grant peer review system exceeds the cost of giving every qualified researcher a baseline grant. Accountability in Research, 16(1), 13–40.
- Vaesen K., Katzav J. (2017). How much would each researcher receive if competitive government research funding were distributed equally among researchers? PLoS ONE, 12(9), e0183967.
- Legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, commi 295–302.
- Decreto MUR n. 982 del 29 luglio 2026, Fondo di Finanziamento Ordinario delle università statali 2026.
- Eurostat, intensità di ricerca e sviluppo, dati 2024.
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