Comunicazione della scienza · dal 2009 · Lunedì 2 novembre 2026
Cerca EN
Scienza in reteDona
Scienza + Tecnologia

Achille e Patroclo, una storia che sorprende anche l’etologia

Sugli altopiani dell’Etiopia, un toro e un asino maschio hanno sviluppato una relazione fatta di comportamenti sessuali, ricerca reciproca e contatti amichevoli. Documentato da un gruppo di ricerca guidato dall’Università di Pisa, il loro legame evidenzia come la sessualità possa avere funzioni che vanno oltre la riproduzione, e portandoci a riflettere su quanto ancora ci sfugga della complessità del mondo naturale.

Un toro bianco e nero e un asino bruno in piedi, vicini, fra due grandi tronchi su un terreno roccioso.
Achille e Patroclo. Crediti: André B. da Cruz. Licenza: CC BY SA

Per quanto si studi il comportamento animale, la natura riesce ancora a sorprendere persino chi ha fatto dell’etologia il proprio mestiere. È successo sugli altopiani di Debre Libanos, in Etiopia, dove un gruppo di ricerca guidato dall’Università di Pisa si è imbattuto in una relazione decisamente insolita.

Ricercatrici e ricercatori erano impegnati a studiare i gelada, primati terricoli che abitano gli altipiani etiopi. Eppure, tra una ripresa di gelada e l’altra, hanno notato qualcosa di cui non risultano precedenti descrizioni nella letteratura scientifica: un toro e un asino maschio che hanno sviluppato un rapporto peculiare, che sembra sfuggire ad alcune delle spiegazioni più immediate del comportamento sessuale. Achille e Patroclo (come sono stati chiamati rispettivamente il toro e l’asino, un omaggio alla cultura classica da parte di André da Cruz e Martina Francesconi, primi autori dello studio) sono infatti legati non solo da comportamenti sessuali di monta, ma anche dalla ricerca reciproca e da una serie di altre interazioni affiliative. Insomma, un rapporto che racconta molto di quanto ancora dobbiamo comprendere delle altre specie.

Dopo una prima osservazione casuale, il gruppo di ricerca ha avviato un protocollo sistematico, seppur limitato nel tempo, registrando non soltanto le attività sessuali, ma anche la vicinanza fisica, i contatti amichevoli e gli eventuali comportamenti aggressivi nei confronti degli altri animali. I dati emersi dal periodo di osservazione sono appena stati pubblicati su Current Biology.

Una relazione inattesa

Il comportamento sessuale tra individui dello stesso sesso non rappresenta una novità per l’etologia: è stato documentato in numerose specie e può manifestarsi in contesti molto differenti. Decisamente più raro, invece, è osservare una relazione socio-sessuale persistente nel tempo tra maschi appartenenti a specie diverse, e addirittura a famiglie zoologiche differenti, come appunto bovini ed equidi. «Nella letteratura scientifica finora non era mai stato documentato nulla del genere: ci sono solo poche e sporadiche osservazioni di contatti sessuali interspecifici, ma non si sa se tra individui dello stesso sesso», spiega Elisabetta Palagi, etologa dell’Università di Pisa e coordinatrice dello studio.

Achille, il toro, e Patroclo, l’asino, non vivevano peraltro insieme: appartenevano a proprietari diversi e si incontravano soltanto durante il pascolo quotidiano, all’interno di gruppi misti che comprendevano altri bovini e asini, sia maschi sia femmine. La notte tornavano nei rispettivi ricoveri. Eppure la preferenza reciproca sembrava ripresentarsi ogni volta che i due si ritrovavano.

Durante il periodo di studio sono stati documentati 51 episodi in cui Achille montava Patroclo, 34 dei quali con penetrazione. Patroclo, dal canto suo, non ha mai manifestato i comportamenti di evitamento osservati invece in altri asini maschi quando il toro ha tentato di montarli: anzi, partecipava attivamente ad alcune interazioni, per esempio presentando il posteriore ad Achille o cercando il contatto fisico. E, in alcune occasioni, quando il toro rivolgeva la propria attenzione a un altro asino, Patroclo gli si avvicinava e Achille tornava a interagire con lui. E ancora, il gruppo di ricerca ha potuto osservare come Patroclo a volte scacciasse in modo aggressivo altri tori che tentavano di avvicinarsi al “suo” Achille.

Achille e Patroclo durante le loro interazioni. Crediti: progetto BRIDGES, Elisabetta Palagi, Università di Pisa

Quando il sesso non serve soltanto a riprodursi

Né sono forse questi gli aspetti più interessanti documentati dallo studio. Perché ad affascinare il gruppo di ricerca è anche ciò che avveniva prima, e soprattutto dopo, gli episodi di monta: leccamenti, delicati sfregamenti di testa, e un insieme di altre interazioni che rientrano nei cosiddetti comportamenti affiliativi, quelli che possono contribuire a mantenere un rapporto sociale positivo tra due individui.

Nel breve periodo in cui il gruppo di ricerca ha raccolto le proprie osservazioni, questi contatti comparivano in circa un quarto dei casi prima della monta, e in quasi tre quarti subito dopo: leccate, sfregamenti e altri gesti amichevoli sembravano dunque voler prolungare l’interazione oltre l’atto sessuale. Le analisi statistiche hanno inoltre mostrato che Achille e Patroclo trascorrevano significativamente più tempo vicini che lontani e che le loro interazioni affiliative erano più frequenti e prolungate rispetto a quelle intrattenute con altri individui.

Sono risultati che suggeriscono l’esistenza di un legame sociale selettivo e reciproco, nel quale la componente sessuale potrebbe svolgere una funzione che va oltre la riproduzione. «In genere, nei rapporti a scopo riproduttivo, i comportamenti affiliativi si mettono in atto prima dell’accoppiamento. Nei gelada, per esempio, la femmina accetta il partner con specifiche vocalizzazioni; segue un momento di corteggiamento e poi si verifica l’accoppiamento, dopo il quale l’affiliazione in genere ha durata breve», spiega Palagi. «Non nel caso di Achille e Patroclo, però: ed è questo a rendere il loro comportamento del tutto diverso da un atto sessuale a scopo riproduttivo. E che invece rende la monta molto più simile a un comportamento anch’esso di tipo affiliativo. D’altronde, quando vogliono dimostrare legami, le altre specie attingono a tutto il repertorio comportamentale, senza dirsi “questo si può fare e questo no”».

«Uno degli aspetti che ci ha più stupiti è la ricerca di Patroclo verso Achille», aggiunge l’etologa. «In teoria ci si poteva aspettare il contrario, o meglio: dal nostro punto di vista culturale, è Achille che in qualche modo ha il vantaggio. Patroclo invece lo cercava, come avesse necessità di mantenere il rapporto con lui».

È chiaro che nulla di tutto ciò può essere inteso nel senso umano di innamoramento o gelosia: si tratta però di comportamenti compatibili con una relazione sociale preferenziale e stabile nel tempo – le due caratteristiche per le quali l’etologia ha ormai sdoganato il termine “amicizia”.

La natura è più complessa delle nostre categorie

È importante sottolineare che questo studio riguarda soltanto due individui, osservati per un periodo di tempo limitato, e non permette di stabilire se sia il comportamento sessuale a rafforzare il legame tra Achille e Patroclo o se, al contrario, sia una relazione sociale già consolidata a favorire le interazioni sessuali.

Rimane però davvero interessante, soprattutto alla luce delle spiegazioni tradizionalmente proposte per i comportamenti sessuali tra individui dello stesso sesso: dalla scarsità di partner dell’altro sesso agli errori di identificazione, fino alle dinamiche di coercizione. Nessuna di queste ipotesi sembra spiegare quanto osservato tra Achille e Patroclo, che interagivano in modo selettivo e reciproco pur avendo accesso ad altri animali, maschi e femmine, della propria specie e di quella del partner. E così il loro comportamento riporta a una questione più ampia: quanto è riduttivo interpretare la sessualità animale solo attraverso la sua funzione riproduttiva?

È già noto come in diverse specie (tra cui la nostra) i comportamenti sessuali possano inserirsi in dinamiche sociali complesse, senza necessariamente una funzione riproduttiva. Consolidamento dei legami sociali, riconciliazione dopo un conflitto, alleanze, regolazione dell’eccitazione: sono solo alcuni esempi di come in diverse specie e contesti le interazioni sessuali possano avere significati e funzioni differenti dalla riproduzione. Achille e Patroclo evidenziano chiaramente come capire il comportamento sessuale richieda di tenere in considerazione una complessità che non può essere ridotta a un’unica funzione. Come sintetizza Palagi, «Ormai sappiamo da tempo che l’essere umano non è affatto l’unico animale che fa sesso per piacere, così come sappiamo che l’omosessualità è molto diffusa nel regno animale, come ben evidenziano diversi studi che ne ricostruiscono anche la filogenesi. Achille e Patroclo non fanno che mostrarci una realtà ancora più variegata. D’altronde la natura non è in bianco e nero, ma attinge a tutti i colori dell’arcobaleno».

Allo stesso tempo, il nuovo studio non può non portarci a riflettere anche sulla nostra tendenza a creare categorie (e magari dare loro un valore morale) in rapporto con una natura che in fondo nemmeno conosciamo così bene. Qualche anno fa, anche il primatologo Frans de Waal aveva sottolineato qui su Scienza in rete quanto la biologia sia ben più flessibile di come venga spesso rappresentata. Riconoscere questa flessibilità significa anche capire quanto siano fragili alcune rappresentazioni troppo rigide del mondo vivente. L’importante è saperla osservare senza preconcetti. D’altronde, «Se si vuole fare etologia e non sappiamo liberarci dei preconcetti… beh, è il caso di cambiare mestiere», conclude Palagi.

La newsletter di Scienza in rete

Ogni settimana, gratis, scienza scelta a mano: ricerca, salute, ambiente. E un commento sui fatti di attualità nell’editoriale del direttore, o di un altro o un’altra di noi, riservato alle persone iscritte alla newsletter.

Passiamo l’indirizzo a Substack già compilato: ti resta un clic per confermare. È gratis, ci si disiscrive quando si vuole.

Continua a leggere

Errori e suggerimenti

Un errore nel testo, un link che non funziona, un suggerimento: arriva in redazione.

Di cosa si tratta