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Recensione

La libertà è sopravvalutata: cervello, mente e ragionevoli sospetti

Chi potrebbe mai negare l’esperienza soggettiva di prendere una decisione, di scegliere quale vestito indossare, cosa mangiare, che farne della propria esistenza? Chi mai potrebbe negare l’esistenza del libero arbitrio? Eppure, scrive Giuseppe Trautteur nel suo Il Prigioniero libero, da poco uscito per Adelphi, «allungare una mano per prendere un bicchiere d’acqua potrebbe coinvolgere l’intero Universo». La recensione di Cristian Fuschetto.

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Il cervello è un pezzo di universo

Premio immeritato per «Il genio non esiste» di Barbascura X

Secondo Anna Rita Longo, il libro di Barbascura X Il genio non esiste (e a volte è idiota) non è altro che un'opera di mero intrattenimento, che contribuisce alla diffusione della disinformazione. L'assegnazione del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica, secondo Longo, sarebbe dunque immeritato.

Qualche tempo fa lessi la notizia della selezione dei libri finalisti per l’edizione 2020 del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica «Giancarlo Dosi», iniziativa che, per sua definizione, è «orientata a far conoscere e approfondire la cultura scientifica». Tra i libri selezionati c’erano opere che mi sono piaciute molto e qualcuna che definirei anche un piccolo capolavoro. In generale, si trattava di scelte che mi sembravano appropriate per gli scopi del premio, con l’eccezione di una: quella in seguito proclamata vincitrice assoluta.

Pietro Greco: arte e scienza per una democrazia della conoscenza

Pietro Greco ci lascia un manifesto documentatissimo sulla società della conoscenza con uno dei suoi ultimi libri, «Homo. Arte e Scienza». In un unico scritto condensa l’intera storia dell’umanità alla luce del rapporto fra attività artistica e scientifica, dimostrando quanto esse siano molto più connesse di quanto immaginiamo, proprio perché fanno parte della stessa cultura. Quella umana.

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Tra gli ultimi libri che Pietro Greco ci ha lasciato in questo 2020 spicca sicuramente «Homo», con sottotitolo «Arte e scienza», edito da Di Renzo Editore. Probabilmente da considerare un (se no il) manifesto di tutta la sua ricca attività da comunicatore della scienza condensato in un unico scritto – dedicato alla memoria di entrambi i suoi genitori – dove si ripercorre la storia dell’umanità alla luce del rapporto tra arte e scienza, ma anche tra filosofia, comunicazione e politica.

'La matematica è politica' di Chiara Valerio, un'occasione sprecata

Il libro 'La matematica è politica' di Chiara Valerio è un'occasione mancata per sostenere l'importanza di una cultura matematica, e più in generale scientifica, per la politica. È questa l'opinione di Hykel Hosni, logico all'Università Statale di Milano, secondo il quale il libro dà un'immagine fuorviante della matematica e del suo rapporto con i fenomeni sociali e le scelte politiche. Nell'immagine Prayer Wheel – “Money makes the Mare Go” (Chinese slang) di Chen Zhen, 1997 (600 x 700 x 280 cm). Foto: Renata Tinini.

‘La matematica è politica’ dice qualcosa sulla matematica e qualcosa sulla politica, ma a dispetto della predicazione del titolo, il centinaio di pagine della brossura non discutono né difendono alcuna tesi. Si tratta piuttosto di una raccolta di opinioni, pensieri, ricordi, impressioni e twittabilissimi innuendo che riguardano vagamente l’argomento-matematica e l’argomento-politica, ma che nulla argomentano sul legame che esiste tra loro. Il lessico richiede molto impegno e le pagine sono spesso faticose, ricche di incisi e interpunzioni.

I silenzi della musica

La musica è forse l’arte più complessa, esiste solo nello scorrere del tempo e può essere approcciata da un punto di vista fisico-acustico, ma anche anatomico, fisiologico e neurologico. E che dire poi del silenzio? Il silenzio è musica? Come viene percepito e, soprattutto, esiste davvero? Gianni Zanarini affronta questi temi in due dei suoi libri, «Silenzio» (Doppiavoce, 2020) e «Invenzioni a due voci» (Carocci, 2015).

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«Il legame fra teoria musicale e conoscenza scientifica si presenta nel suo sviluppo storico come un affascinante dialogo tra due saperi che nel corso dei secoli si consolidano separatamente, ma nello stesso tempo si collegano in modo sempre più stretto», così Gianni Zanarini scrive nell’introduzione di «Invenzioni a due voci». È quasi artificiale una separazione netta tra l’arte e la scienza, a maggior ragione se tra le arti si sceglie la musica.

Rivoltiamoci contro la finitudine

Pietro Greco recensisce Finitudine. Un romanzo filosofico tra fragilità e libertà, l'ultimo libro del filosofo della biologia Telmo Pievani: un dialogo tra Albert Camus e Jacques Monod in cui s'intrecciano scienza e filosofia.

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Ora lo sappiamo, ora la scienza ce lo dice: non solo ciascuno di noi è destinato a finire, ma lo stesso destino - sia pure con modalità e in tempi diversi - toccherà all’intera umanità, alla vita, al pianeta Terra, all’intero universo.

Molecole di scrittura scientifica

Marco Taddia recensisce Scrivere di scienza, di Daniele Gouthier (Codice Edizioni, 2019): un libro sulla scrittura e sulla divulgazione ma anche, più in generale, sulla comunicazione scientifica - e quindi su come “informare, appassionare, convincere, diffondere una cultura”.

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Se volete scrivere di scienza per la vostra e altrui soddisfazione, prima di tutto dovete chiedervi se ciò di cui vorreste scrivere può servire a qualcuno, individuare il tipo di pubblico al quale è destinato il vostro lavoro e, infine, individuare la vostra “molecola di scrittura”, applicando il motto “conosci te stesso”.

Giancarlo Pinchera, energetico pioniere

In una sorta di damnatio memoriae siamo costretti a riaffrontare vecchi problemi ambientali come se fossero nuovi. E’ il caso dell’energia, dove ogni anno riscopriamo il risparmio e l’efficienza energetica, il Negawatt al posto del Megawatt, magari riprendendo parole d’ordine di nuovi guru, dimenticandoci che di risparmio ed efficienza in Italia si era cominciato a parlare in forme nuove subito dopo la crisi energetica del 1973.

La scienza in Europa. Un viaggio tra passato e futuro

Con il primo volume del trittico che Pietro Greco (La scienza e l’Europa. Dalle origini al XIII secolo, L’Asino d’Oro) sta dedicando alla scienza e all’Europa, ovvero, più in generale, alla relazione scienza-società nel corso della storia, si inaugura felicemente anche in Italia il filone pubblicistico in cui alta divulgazione scientifica e rigorosa saggistica si fondono senza mai confondersi. Siamo di fronte, infatti, a una narrazione avvincente e a un saggio a tema assai ben focalizzato.

Vivere di cultura? Si può, ma soprattutto si deve

Vivere di cultura? Il mondo lo fa da sempre, e oggi più ieri. E’ questa l’ardita “provocazione” che Bruno Arpaia e Pietro Greco lanciano con il loro libro “La cultura si mangia!”: un ricco e complesso racconto traboccante di dati e riferimenti fattuali, che ci mostra come il motore dello sviluppo sia la cultura e non, come vorrebbero farci credere, la finanza.

Einstein aveva ragione

Non sono solo le nuove scoperte della fisica che ci dicono che Einstein aveva ragione. In qualche modo anche la storia e la politica ci portano alla stessa constatazione. Albert Einstein non è stato solo un genio della fisica, il più grande. E' stato anche un ispiratore della politica. Non di quella politicante che ben conosciamo, ma di quella alta, visionaria dei grandi personaggi che hanno forgiato il XX secolo, da Roosevelt a Gandhi, da Russel a Nehru.

Zenit per orientarsi nella cultura scientifica

“Ogni scienziato ha contratto un debito nei confronti dei propri simili: presentare il frutto dei suoi studi nella forma più chiara, più semplice e più modesta possibile”. Questo pensiero di Karl Popper ispira l'azione del Gruppo 2003 e del suo sito Scienziainrete. Anche la collaborazione con l'editore Dalai nella preparazione della collana Zenit è un contributo in questa direzione.

La risorsa infinita

La risorsa infinita. Ecco il nuovo libro di Pietro Greco e Vittorio Silvestrini (Editori Riuniti, 2009, ppgg 286, euro 15,50). Prendetelo. Andate subito a pagina 69: troverete le domande chiave, nel capitolo che si intitola "La natura della conoscenza". E' possibile, e come, ricomporre in forme desiderabili gli equilibri distrutti dalla perturbazione che chiamiamo era dell'informazione e della conoscenza? E' possibile e come, costrire una società democratica della conoscenza?

La Luna, tra scienza e letteratura

Già dal titolo si intuisce l'impegno programmatico dell'autore: unire scienza e narrazione. Impegno ardito, ma in linea con la ricomposizione, da molti ormai auspicata, della tradizionale frattura tra le "due culture". Sulla copertina una foto affascinante di Edoardo Romagnoli ci ricorda che andando lungo la spiaggia in una notte di plenilunio la striscia luminosa che l'astro d'argento proietta sull'acqua punta decisa verso ciascuno spettatore, dandogli la convinzione di essere l'unico destinatario di quel sidereo messaggio: la luna si rivolge a ciascuno di noi, a ciascuno parla.