Covid-19/

COVID-19/Diagnosi

Sei infetto? Un po'…

Fa discutere l'intervista a Giuseppe Remuzzi al Corriere della Sera sulla necessità di distinguere tamponi che evidenzino cariche virali basse, sotto le 100.000 copie di virus (dove non ci sarebbe infezione e contagiosità), da quelle più alte. Una prima risposta la dà Stefania Salmaso, che invita a mantenere la dicotomia infetto/non infetto in base al risultato del tampone a prescindere dal livello di carica virale, che può avere spiegazioni diverse, non necessariamente di contagiosità assente. Foto di Renata Tinini (Bodemuseum, Berlino).

Il tema della contagiosità dei nuovi infetti rilevati in Lombardia è oggetto di discussione, perché sembra essere in contrasto con quanto finora noto. Premesso che il dibattito è basato sul contenuto di un’intervista giornalistica e non di un lavoro scientifico, vale la pena esprimere qualche perplessità, a vantaggio di chi potrebbe saltare a conclusioni circa i provvedimenti di sanità pubblica da adottare.  

Un confronto fra diversi test per SARS-CoV-2

Crediti immagine: fernando zhiminaicela/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Sono passati ormai cinque mesi da quando il SARS-CoV-2 è stato per la prima volta identificato nel dicembre 2019 in Cina. Uno degli sforzi della comunità scientifica è stato quello di identificare un test diagnostico sensibile e specifico da utilizzare sia in fase di screening nei soggetti asintomatici, sia nei pazienti sintomatici sia durante la convalescenza con lo scopo di identificare i pazienti guariti e potenzialmente immuni (1).

Figura 1. Uso dei test Covid nelle varie fasi.

L'altro tampone: il test antigenico per il coronavirus

Per una terapia precice e mirata di Covid-19 servirebbe un test diagnostico privo dei limiti della PCR attualmente impiegata, che richiede molto tempo, tecnologie specifiche e operatori preparati; allo stesso tempo, il test sierologico non è una risposta del tutto valida. Ora si accentua l'attenzione su una terza via, quella dei test antigenici, già impiegati per la diagnosi di altre patologie virali, che rilevano la frazione proteica della superficie virale riconosciuta dal sistema immunitario. Non tutti i ricercatori, però, sono convinti.
Crediti immagine: fernando zhiminaicela/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Un trattamento tempestivo nelle fasi iniziali di una malattia è essenziale per prevenirne le complicanze: l’ha dolorosamente insegnato Covid-19 in questi primi mesi del 2020. Sparare a qualsiasi cosa si muova, pur di non mancare il bersaglio, implica spreco di cartucce e danni collaterali da “fuoco amico” (chi aveva un’infezione non da SARS-CoV-2 ma da un più mansueto virus parainfluenzale, può ritrovarsi con una pericolosa aritmia innescata dal cocktail idrossiclorochina- azitromicina).

Test sierologici: quanti sono e quali caratteristiche hanno

I test sierologici vengono effettuati con un prelievo venoso sul sangue per poter ricercare gli anticorpi prodotti contro il Sars-Cov-2. I test sierologici servono per quantificare gli anticorpi (immunoglobuline) IgM e IgG che vengono prodotti in caso di infezione. 

Il tampone basato sull'identificazione dell'RNA virale serve per individuare la presenza del Sars-Cov-2 all’interno delle mucose respiratorie, mentre i test sierologici servono a rilevare gli anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus. 

Test utile per studi di popolazione, non ancora per il patentino

Test sierologico per gli anticorpi di SARS-CoV 2 a Cisliano (Mi).

Tutti vogliono partire con i test sierologici, cioè il prelievo di sangue che cerca gli anticorpi per SARS-CoV 2. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha annunciato di volerlo fare ai 4.000 dipendenti del trasporto pubblico. Nel Comune lombardo di Cisliano lo fanno nella palestra della scuola locale, in Veneto, Toscana e altre regioni i test sono già in corso. Ogni regione, ovviamente, con la sua strategia. Tutti alla disperata ricerca della "patente di immunità".

AIE: I test per gli anticorpi non sono ancora affidabili

In questi giorni circolano petizioni in diverse parti d’Italia per chiedere una rapida distribuzione dei test sugli anticorpi di Covid. Se il test li trova vuol dire che la persona analizzata ha avuto l'infezione e che può avere la "patente di immunità". 

Questo test sarebbe davvero fondamentale per liberare persone che potrebbero tornare a lavorare. Ma questo tipo di test ancora non esiste, perché il significato degli anticorpi che vengono misurati è ancora da chiarire.