Argomento
La legge sul testamento biologico è stata approvata dalla Camera dei
Deputati nel luglio 2011. Per alcuni è un pasticcio per altri un passo
avanti che introduce in Italia la nozione di "testamento biologico". Scienza
in rete ha chiesto un parere a scienziati provenienti da diversi ambiti di
ricerca. I lettori sono invitati a partecipare al dibattito.
Il “bosone di Higgs” cui LHC sta dando la caccia a Ginevra è una
particella davvero particolare. Perché è l’unica prevista dal Modello
Standard delle Alte Energie la cui esistenza, a tutt’oggi, non è stata
provata in via sperimentale.
Nella calura estiva d’agosto 2011 è nata una discussione sul possibile
declino della scienza italiana. A innescare il dibattito un articolo
pubblicato online su una rivista scientifica internazionale (firmato da
Cinzia Daraio). Il titolo, alcuni dati e la discussione dell’articolo
davano supporto alla percezione che il ridotto finanziamento alla ricerca in
Italia sta cominciando a tradursi in declino scientifico. Ma non tutti sono
d'accordo: seguite il dibattito.
Le piante sono da sempre le protagoniste misconosciute degli studi
evoluzionistici. Eppure dobbiamo alle ricerche botaniche di Darwin, condotte
con pazienza per lunghi anni nella sua serra di Down House, alcune delle più
importanti scoperte circa i meccanismi della variazione, dell’ereditarietà
e della selezione naturale. Attraverso ripetuti incroci, innesti, ibridazioni
e altri esperimenti talvolta bizzarri, fu proprio sulle piante che Darwin
sperimentò il potere di addomesticamento della selezione artificiale. Il suo
saggio sugli adattamenti e sui riadattamenti ingegnosi delle orchidee, nelle
loro incredibili coevoluzioni con gli insetti che ne permettono la
fecondazione incrociata, è un piccolo capolavoro di botanica osservativa. La
teoria dell’evoluzione sbocciò dunque anche nel giardino di Darwin e
l’Evolution Day 2012 vuole proprio prendere avvio da questa eredità
dimenticata.
L’esperimento Opera di cui tanto si parla in questi giorni nei media
italiani, è senza dubbio il risultato di uno sforzo eccezionale di ricerca
di base di un gruppo numeroso anche di nostri fisici al CERN di Ginevra;
meriterebbe perciò un risultato memorabile come quello di cui si parla. Ma
proprio per questo motivo la prudenza è d’obbligo.
La riforma Gelmini è ormai entrata nella fase attuativa e l'imminente
obiettivo del rinnovo degli statuti universitari è stato percepito da molti
come una potenziale occasione di trasformazione degli atenei, e da altri come
uno stimolo di riflessione sulla portata della riforma. La riforma è stata
oggetto di considerazioni, confronti e incontri promossi dal Gruppo 2003 con
la partecipazione di docenti, ricercatori ed economisti da tempo vicini alle
iniziative della nostra Associazione. Ci siamo proposti di valutare insieme,
con onestà intellettuale e approccio costruttivo, se realmente esistano leve
di cambiamento positivo all'interno della riforma soprattutto in funzione di
una maggior autonomia degli atenei, basata su una sana valutazione delle
performance e sulla responsabilità sui risultati.
L’importanza di uno strumento di razionalizzazione come il PNR è
particolarmente elevata, a patto che esso si riveli utile ed efficace nella
programmazione e nell’indirizzo. E per far questo, sono di assoluta
necessità effettive risorse e piani di investimento.
L'Osservatorio Università del Gruppo 2003, che ha posto 10 domande ai sette
membri dell'ANVUR incaricati della valutazione della ricerca, nel momento in
cui iniziano le attività di programmazione e si avviano i primi passi
operativi sotto la guida di Stefano Fantoni. Ecco le domande.
La notizia è rimbalzata su tutti i giornali italiani nei giorni scorsi. La
Procura della Repubblica dell’Aquila accusa di omicidio colposo la
Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile per il “mancato
allarme” nei giorni precedenti il forte terremoto dell’Aquila dello
scorso anno.

















