Simone Lepore

Simone Lepore è nato nel 1981 a Napoli, e attualmente risiede a Delft (Olanda). Qui, alla Technological University of Delft, ha vinto una borsa di studio post-dottorato biennale in Geofisica: il problema di cui si occupa riguarda la cattura e stoccaggio del biossido di carbonio. Presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito la Laurea in Fisica e il Dottorato di Ricerca in Scienze della Terra. Durante il dottorato ha svolto due periodi di ricerca negli USA, il primo presso l'United States Geological Survey, Menlo Park, California  (dove si è occupato di datazioni geocronologiche di depositi vulcanici), e il secondo  presso l'University at Buffalo, Buffalo, New York (lavorando sulle simulazioni numeriche di flussi turbolenti multifase).  E’ analista geocronologico della mappa geologica di Procida (scala 1/25000) nel progetto CARG (Cartografia Geologica dell'Italia).

Campi Flegrei e città di Napoli: passato, presente e futuro

L'area urbana napoletana, con oltre un milione di persone residenti, e visitata da milioni di turisti ogni anno, è inclusa nel più vasto distretto dei Campi Flegrei. Queste due zone, che insieme costituiscono l'area Flegrea, rappresentano un ampio complesso vulcanico attivo cui è associato un elevato rischio vulcanico. Il rischio vulcanico è definito come il prodotto della pericolosità per la quantità di danni (a edifici, persone e beni) che possono essere provocati. 

Mathematics can explain the end of Pompeii

Vesuvius enters into the history of volcanology with the 79 AD eruption, which was described very accurately in the letter sent to Tacitus by Plinius the Young, who could observe its whole development from Miseno (20 km far from Vesuvius). More recent, qualitative and quantitative (numerical simulations) studies allow to describe deeply the dynamics of sustained and collapsing plinian eruptions, as well as of the pyroclastic currents associated to this kind of eruptions.

La matematica spiega la fine di Pompei

Il Vesuvio entra nella storia della vulcanologia con l'eruzione del 79 d.C. Essa fu descritta in modo molto accurato nella lettera inviata a Tacito da Plinio il Giovane, che da Miseno (distante 20 km dal vulcano) la poté osservare in tutto il suo sviluppo. Studi più recenti, qualitativi e quantitativi (simulazioni numeriche), consentono di descrivere in modo più dettagliato la dinamica delle eruzioni pliniane sostenute e collassanti, nonché delle correnti piroclastiche associate a quest'ultimo tipo di eruzioni.

  •