Michele Bellone

Michele Bellone si occupa di comunicazione della scienza e giornalismo scientifico, ed è membro dell'associazione SWIM. Collabora come freelance con l'agenzia di giornalismo scientifico Zadig e con diverse testate - Pagina 99, Pikaia, Wired.it, Micron, Oggiscienza, Le Scienze.Laureato in biologia, ha fatto ricerca per alcuni anni nelle università di Pavia, Alessandria e Nizza/Sophia Antipolis su temi che spaziano dalla biologia dello sviluppo all’evoluzione. Ha partecipato all’European Academy for Scientific Explainers (EASE) nel 2012 e alla Erice International School of Science Journalism nel 2013. Sta frequentando il Master in Comunicazione della Scienza della Sissa di Trieste. Ha un blog dove parla di scienza, narrativa e comunicazione.

Dalla comunicazione medica all’invecchiamento cellulare

Luis A. Nunes Amaral, co-direttore del Northwestern Institute on Complex Systems, durante la Flexner Dean's Lecture Series del 13 giugno 2016 alla Vanderblit University - School fo medicine.

Ecosistemi, Internet, i processi interni di una cellula, l’attività di un’azienda. Tutti questi sono esempi di sistemi di tipo complesso, dotati cioè di un grande numero di componenti regolati da leggi che possono variare e dalle interazioni fra di loro, a diversi livelli. Questi sistemi sono adattativi, perché si comportano in maniera diversa in contesti e condizioni diverse.

Reti di geni e cellule: la complessità dei sistemi biologici

Sui Huang, professore presso l'Institute for Systems Biology di Seattle. Credit: Institute for Systems Biology.

Ventitremila geni che interagiscono fra di loro, generando una rete migliaia di diversi stati di attività. Rete che a sua volta è attiva in tutte le migliaia di miliardi di cellule che compongono il nostro organismo, anch’esse impegnate in un’intesa interazione fra di loro. Il risultato è un sistema complesso, nel quale la relazione fra l’informazione genetica e i vari fenotipi che caratterizzano l’individuo è tutt’altro che lineare, condizionata dal fatto che i suoi singoli componenti non sono indipendenti l’uno dall’altro, ma immersi in una rete di interazioni reciproche.

Rotture

Piani ondulati attraversati da fenditure dai contorni slabbrati. Sfere dalla superficie solcata da crepe. Aree segnate da grinze e increspature. Sono immagini che evocano paesaggi – se non addirittura pianeti – surreali, ma che in realtà simulano mondi microscopici, strutture molecolari che si deformano, si piegano e, in alcuni casi, si rompono.