La Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige getta
luce sull’origine evolutiva del genoma della vite e lancia una nuova e
brillante ipotesi scientifica: il codice genetico di questa pianta da frutto
sarebbe derivato dall'unione di due subgenomi che si sono evoluti in maniera
indipendente a partire da un progenitore comune. L’ipotesi scaturisce da tre anni di studi e ricerche
condotti dal Centro ricerca e innovazione ed è stata pubblicata in questi giorni
sulla rivista scientifica PLoS ONE.
Oggi è possibile
riconoscere ogni individuo come il risultato finale di un complesso gioco di
interazioni, modificazioni e meccanismi di accensione-spegnimento del DNA che hanno inizio durante lo sviluppo.
Questo avviene grazie all’epigenetica,
che alla decifrazione e interpretazione del codice genetico ha aggiunto le
scoperte relative alle modificazioni scritte sulla sequenza del DNA, potenzialmente
trasmesse alle generazioni successive.
Per la prima volta è stata dimostrata la presenza di microRNA esogeni di origine vegetale nel siero e nei tessuti di animali. I miRNA erano stai introdotti negli individui analizzati attraverso l’alimentazione. Questi risultati sorprendenti sono stati pubblicati su Cell Research all’inizio dell’anno.
Si chiamano Hex e Roku le prime due scimmie chimera ottenute in laboratorio. Il lavoro, pubblicato su Cell, è stato condotto nel Centro per la ricerca sui primati dell'Oregon (Onprc), lo stesso in cui nel 1997 sono state clonate le prime scimmie. È la prima volta che simili chimere vengono realizzate in mammiferi più complessi dei topi. L'obiettivo è mettere a punto nuove tecniche per ottenere fabbriche di cellule staminali embrionali da utilizzare a scopo terapeutico per l'uomo.
La riattivazione della copia silente del gene per la proteina Ube3a potrebbe essere la soluzione per i disordini neurologici causati dalla sindrome di Angelman. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature rivela infatti che un comune farmaco anti-cancro può “svegliare” l'allele normalmente inattivo di questa proteina nel cervello dei topi.
Pubblicata su Nature la bozza della sequenza
genomica di Medicago truncatula. I
ricercatori coinvolti, provenienti da laboratori americani ed europei, sono
riusciti a catturare il 94% dei geni della pianta assemblando i cloni della
libreria genomica BAC e con l'aiuto dei risultati di sequenziamento ottenuti
mediante la tecnica di ultima generazione Illumina.
In collaborazione con il Consiglio Superiore della Magistratura e la
Camera Penale di Milano, il 2 e 3 dicembre 2011 si svolgerà presso il
Campus IFOM-IEO un evento di alta formazione per magistrati e avvocati
sul tema della genetica forense.
Direttore scientifico: Giovanni Boniolo
Coordinatore corsi: Myriam Alcalay
Referente Ufficio Formazione Decentrata: Giuseppe Gennari
Referenti Camera Penale: Gian Paolo del Sasso - Francesco Sbisà
La ricerca scientifica, si sa,
produce continuamente nuove conoscenze che, in tempi sempre più rapidi, percolano
sotto forma di nuove tecnologie, nella nostra vita quotidiana, rimodellandola
continuamente. Chi non ne fosse convinto si affacci in un tribunale. O, più
semplicemente, segua le vicende di uno di quei serial televisivi dove protagonisti
sono i laboratori della polizia scientifica.