Rubrica Vero o falso

Non sempre è possibile definire in modo univoco cosa sia vero e cosa sia falso; chi fa ricerca, in particolare, sa che, benché sia possibile spesso falsificare un’ipotesi, un’affermazione, persino un ragionamento basato su dati (quando questi siano stati raccolti malamente), sa pure che è invece molto più difficile – a rigore impossibile – definire come certamente vera una data affermazione, perché fuori dal mondo della Matematica la certezza sperimentale è di tipo statistico. Per questo, nonostante il gioco di parole che dà il titolo a questa rubrica, dichiariamo fin d’ora che spesso si potrebbe avere l’impressione di non raggiungere una certezza conclusiva su ogni argomento: tuttavia, a noi interessa, per quanto possibile, coinvolgere i nostri lettori nell’esplorazione di quale sia il consenso scientifico su temi controversi, e quale sia il livello di diffusione di tale consenso. Intendiamoci bene: il consenso che ci interessa non è quello del pubblico, spesso preda dei media o di chi con un’agenda artificiosa alimenta dibattiti che spaccano l’opinione comune senza mai giungere ad una sintesi, ma quello della comunità esperta dei ricercatori e degli scienziati che si occupano di certi temi. La misura del consenso infatti è spesso pure connessa all’interesse e alla vivacità del dibattito su temi di frontiera, che pertanto ci sembra opportuno proporre all’analisi dei lettori in questa sede; e potrà accadere che su certi temi il contrasto sia appunto solo apparente, perché alimentato nel pubblico non dai ricercatori e dalle loro possibili divisioni, ma da chi ha interesse a comunicare il messaggio di una presunta spaccatura nella comunità scientifica per poi promuovere politiche antiscientifiche che facciano a meno della migliore evidenza disponibile.

Dall'ossitocina alle gemelline cinesi

Crediti: MaxPixel. Licenza: CC0 Public Domain

Cosa accomuna l'ossitocina e il lavoro del ricercatore cinese che ha portato alla nascita di due gemelle con il genoma modificato attraverso la tecnologia CRISPR?L'ormone ossitocina, oltre al ruolo nel parto e nella lattazione, è coinvolta anche in fenomeni attinenti alla sfera sessuale e soprattutto sociale. Per quanto riguarda il gene CCR5, quello che He Jiankuj ha inattivato nelle gemelle, uno studio del 2016 ne aveva messo in luce il coinvolgimento sulle funzioni di cognizione e memoria. Il caso delle gemelle su cui il ricercatore cinese He Jiankuj ha eseguito un editing del genoma con la tecnologia CRISPR pone quindi da una parte il problema dell'utilizzo di tecniche ancora giovani e dagli effetti irreversibili, dall'altra quello dei possibili effetti cognitivi che la delezione del gene CCR5 può determinare. Il controllo di quelle che sono comunemente intese come le capacità superiori dell’essere umano, già forse possibili con interventi ormonali, può ora essere dietro l’angolo: non deve essere possibile esplorarle senza avere una maggiore e approfondita comprensione di cosa significhi l’introduzione nel genoma di variazioni in grado di modificare la nostra vita psichica.

Agricoltura biodinamica al vaglio della scienza

Cornoletame usato nella agricoltura biodinamica. Crediti: Stefano Lubiana. Licenza: CC BY 2.0.

Negli scorsi giorni si è appreso che il Politecnico di Milano, insieme all'Associazione nazionale di agricoltura biodinamica, si appresta a tenere un convegno sul tema al Politecnico il 16 e 17 novembre. La notizia ha provocato la reazione della senatrice Elena Cattaneo, che ha scritto al Rettore Ferruccio Resta una lettera aperta sul rischio di prestare il Politecnico a operazioni contrarie alla scienza. A questa è seguita una lettera aperta al Rettore del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica e una raccolta firme all'interno dello stesso Politecnico. Abbiamo quindi deciso di indagare se esistono prove scientifiche che supportino la presunta efficacia della agricoltura biodinamica.
Biodinamica: ciò che non sanno i consumatori, di Donatello Sandroni

Epistemologia della Sindone

Negativo della Sindone (Giuseppe Enrie, 1931.Wikipedia)

Sull'autenticità della Sindone di Torino si dibatte da tempo, ed è un classico esempio dell’impossibilità di raggiungere un accordo tra chi è interessato a sottolineare l’aspetto sacro e "inspiegabile" dell’immagine impressa su un lenzuolo che taluni vorrebbero avere avvolto il corpo di Cristo deposto dalla croce, e chi invece, sulla base dell’ evidenza scientifica ora abbondantemente disponibile, ritiene che si tratti di un falso costruito ad arte in età medioevale.