Marco Capovilla

Dopo la laurea in Scienze dell’Informazione nel 1978, è stato ricercatore presso il CNR di Pisa, la Scuola Normale Superiore di Pisa e l’Università della California a Berkeley, dove si è occupato di biofisica del sistema visivo. Fotogiornalista dal 1985, giornalista dal 1988, lavora per i principali periodici italiani e internazionali, pubblicando reportage su temi relativi ad ambiente, geografia, società, ricerca scientifica, beni storici e artistici, architettura. Scrive sui temi riguardanti (e i problemi sollevati dal) l’uso delle immagini nei media in particolar modo per Fotografia & Informazione, Associazione Italiana Giornalisti dell’Immagine (http://www.fotoinfo.net) di cui è ora vicepresidente, dopo esserne stato per molti anni il presidente. E’ docente di Fotogiornalismo nel Master in Giornalismo dell’università IULM, di Visual Storytelling al Politecnico di Milano (Scuola del Design), di Etica, Deontologia, Diritto all’Immagine, Privacy e Diritto d’autore al CFP Bauer di Milano, di Photography a studenti di college americani presso il consorzio universitario IES Abroad nella sede di Milano, oltre a insegnare l’uso delle immagini nei media in vari Master in Comunicazione della Scienza (tra cui la SISSA di Trieste).

Canaletto e Bellotto: pittori o geometri?

Canaletto, Campo Santi Giovanni e Paolo, 1738 circa.

Dovendo scegliere tra un pittore e un topografo, a chi affidereste il compito di rappresentare realisticamente ed efficacemente un determinato paesaggio, urbano o rurale? Ipotizziamo che decidiate di affidare il lavoro a un artista con cui pattuite l’esecuzione di un dipinto a olio su tela. E se l’artista che avete incaricato facesse uso di mezzi tecnici, ad esempio di apparecchiature ottiche, in un certo senso invadendo il campo e appropriandosi dei trucchi del mestiere e delle competenze della concorrenza?