Sandro Fuzzi

Associato di Ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Bologna. Da 40 anni si occupa di scienze atmosferiche ed è stato il pioniere in Italia, ad inizio degli anni ’80, degli studi sulla chimica dell’atmosfera. Il suo principale interesse scientifico è nel campo dei processi chimici e fisici nel sistema Terra e degli effetti dei cambiamenti nella composizione dell’atmosfera sul clima, gli ecosistemi, la qualità dell’aria e la salute umana. È autore di oltre 200 lavori su riviste e libri internazionali, e di oltre 300 comunicazioni a convegni internazionali e nazionali. Fa parte della lista “Highly Cited Researchers” che comprende l’1% degli scienziati più citati al mondo nel campo delle Geoscienze. Ha partecipato alla stesura del 4° e del 5° Rapporto dell’Intergovernmental Panel for Climate Change (IPCC), l’organismo delle Nazioni Unite per la valutazione dello stato del clima. E’ stato recentemente invitato a partecipare alla stesura del 6° Rapporto IPCC la cui pubblicazione è prevista per la primavera 2021. Si occupa inoltre del trasferimento tecnologico verso le imprese dei risultati scientifici nel campo dell’ambiente e dell’energia ed è Presidente del Cluster “Energia e Sviluppo Sostenibile” della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna. 

Clima e dintorni in vista di Parigi: siamo tutti climatologi?

Si apre in questi giorni a Parigi la tanto attesa XXI sessione della Conference of the Parties (COP21) United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), dalla quale ci si aspetta un chiaro accordo fra tutti i governi del mondo che possa servire a “stabilizzare la concentrazione dei gas serra ad un livello che possa evitare una dannosa interferenza delle attività antropiche sul sistema climatico”.

Salute nella polvere: ecco le ultime novità scientifiche sugli effetti del particolato

L’Organizzazione Mondiale della Sanità riporta che l’inquinamento atmosferico è responsabile di 7 milioni di morti premature nel mondo[1]. Oltre 4 milioni di queste morti sono attribuibili all’inquinamento indoor, quasi totalmente derivanti dall’uso di combustibili “poveri” per uso domestico nei paesi in via di sviluppo dell’Africa e del Sud-est asiatico.

Il clima cambia ed è colpa dell'uomo

Due aspetti generali su cui noi tutti, scienziati partecipanti al monumentale lavoro di preparazione del 5° Rapporto IPCC, abbiamo convenuto sono che il riscaldamento globale è “inequivocabile” (certezza >99%) e che è “estremamente probabile” (certezza >95%) che le attività umane siano le principali responsabili dell’aumenti della temperatura media osservata dal 1950 ad oggi (+ 0.89 °C).

  •