Renata Tinini

Renata Tinini è laureata in Filosofia all'Università Statale di Milano. Ha svolto per alcuni anni attività di ricerca nel campo del "Computer Supported Cooperative Work", collaborando alle attività del Laboratorio di Tecnologie della Cooperazione, presso il dipartimento di Scienze dell'Informazione dell'Università degli Studi di Milano. Ha poi partecipato al programma di dottorato del dipartimento di Linguistica Computazionale dell'Università di Stoccarda. Ha frequentato il Master di Comunicazione della Scienza organizzato dalla Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste. Attualmente è docente di ruolo di Filosofia e Storia al Liceo Tito Livio di Milano, e collabora con alcune riviste.

Immanuel Kant: un tipo alla mano

La filosofia ha fama di disciplina astratta. Al massimo l’idea di “pratica filosofica” si accompagna ad un agire etico-politico, ma certamente non ad un fare manuale. Lo stesso Aristotele stigmatizzava la poiesi (l’azione diretta alla produzione di un oggetto) come il livello più basso dell’azione umana, antitetico alla teoresi, il pensiero astratto per eccellenza.

Il grande gap ♀♂

Le musiciste americane sono più brave delle loro colleghe austriache? Come si spiega altrimenti la scarsa presenza di donne nella Wiener Philarmoniker rispetto al 30-40% di presenze femminili nelle più importanti orchestre degli Stati Uniti? La ragione sta piuttosto nell’introduzione delle “blind audictions”, cioè delle audizioni durante le quali la commissione esaminatrice non vede il candidato, che suona nascosto dietro uno schermo.

Il Nilo bagna Sucate?

A chi pensa ancora che la geografia sia un'arida disciplina che si occupa di altezze di monti, lunghezze di fiumi, capitali e confini, consigliamo il Piccolo libro delle curiosità sul mondo di Paolo Gangemi. Nel quale si parla sì di altezze di monti, ma per simpatizzare con il misconosciuto Kanchehjunga, che con i suoi 8.586 metri è il terzo monte più alto dopo l'Everest e il K2, il quale però fino a metà Ottocento (quando gli inglesi effettuarono misure più precise) era ritenuto il monte più alto del mondo.