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le notizie di scienza della settimana
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8 febbraio 2018
a cura di Chiara Sabelli
Falcon Heavy Demo Mission. Credit:
              Space X / Filckr.
Alle 21h45 (ora italiana) di martedì 6 febbraio è avvenuto il lancio del razzo Falcon Heavy della compagnia di aeronautica privata Space X di proprietà del magnate Elon Musk. Si tratta del razzo più potente al mondo, con 27 motori disposti sui tre stadi del lanciatore e un carico massimo trasportabile dall'ultimo stadio pari a 65 tonnellate. Per questo lancio Musk ha deciso di inviare nello spazio, su un'orbita distante dalla Terra circa 380 milioni di chilometri, una Roadster rossa, una delle automobili prodotte dall'azienda Tesla, anch'essa di sua proprietà. Nell'immagine una foto del lancio del razzo Falcon Heavy scattata alla stazione di lancio di Cape Canaveral il 6 febbraio 2018. Credit: Space X / Flickr. Licenza: CC0 1.0.
TRACCIARE A PREVEDERE L'INFLUENZA STAGIONALE
A metà gennaio i CDC statunitensi pensavano che il picco della stagione influenzale fosse passato. Si sbagliavano: i casi di influenza sono ancora numerosi in 49 Stati e quasi il 7% di coloro che si rivolgono a un medico ne presentano i sintomi, la percentuale più alta dal 2009. Prevedere la diffusione dell'influenza è un compito molto difficile. Numerosi gruppi di ricerca lavorano da anni a modelli più robusti, che analizzino diverse sorgenti di dati. Il fallimento di Google Flu Trends nel 2015 ha insegnato infatti che non ci si può affidare a un tipo solo di informazione, in particolare se si tratta dei dati delle ricerche online o dell'attività sui social network. [The Atlantic; Laura Bliss]

Tracciare l'influenza con termometri connessi agli smartphone dei loro proprietari. Così Inder Singh, fondatore della compagnia Kinsa, intende superare le autorità di sanità pubblica statunitensi nel tracciare il diffondersi dell'influenza stagionale. Finora l'azienda ha venduto 500 mila termometri e riceve 25 mila letture di temperatura al giorno. Presto, ha dichiarato Singh, verrà pubblicato uno studio condotto da scienziati indipendenti che dimostra l'efficacia del metodo Kinsa nel prevedere la diffusione dell'influenza. Eppure, il 16 gennaio Kinsa ridimensionava l'intensità della stagione influenzale corrente, mentre i CDC apparivano più cauti, dichiarando: "flu activity is widespread across the continental United States". [The New York Times; Donald G. McNeil Jr.]

In Italia è il portale EpiCentro dell'Istituto Superiore di Sanità a portare avanti, con quattro iniziative diverse, l'attività di sorveglianza della stagione influenzale. Secondo i dati EpiCentro, tra settembre 2017 e oggi sono state 472 le persone ricoverate in terapia intensiva a causa dell'influenza e 78 di loro sono morte. Il picco di casi di influenza (sia gravi che non) è stato raggiunto durante la seconda settimana di gennaio, superando i record delle stagioni 2004-2005 e 2009-2010. [Il Sole 24 Ore; Cristina Da Rold]
MAL'ARIA
Il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti è stato convocato martedì scorso a Bruxelles per un mini-summit organizzato dal commissario per l'ambiente dell'Unione Europea Karmenu Vella. Insieme a Galletti c'erano i rappresentanti degli altri otto Paesi che sono a rischio di deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per aver violato le norme sui livelli di inquinamento dell'aria. Questa settimana gli Stati in questione devono inviare dei dossier che testimoniano le strategie di riduzione dell'inquinamento che stanno mettendo in atto. Poi arriverà la decisione di Vella. Secondo le stime della Commissione Europea ogni anno sono 403 mila i decessi prematuri attribuibili all’inquinamento dell’aria, 60 mila solo nel nostro Paese. Galletti ha presentato le misure già previste, in particolare quella che riguarda le Regioni che affacciano sulla Valle Padana e sembra ottimista. [La Stampa; Marco Bresolin, Roberto Giovannini]

Sono in disaccordo con Galletti Greenpeace e Legambiente. Quest'utlima ha da poco pubblicato il rapporto "Mal'aria 2018" che sembra fotografare una situazione critica per la qualità dell'aria nel nostro Paese: 39 città italiane fuorilegge (più di 35 giorni di sforamento all'anno) per i livelli delle polveri sottili PM10. Tra queste 39, cinque hanno superato i 100 giorni sopra i limiti consentiti: Torino, Cremona, Alessandria, Padova e Pavia. [Il Sole 24 Ore; Alessia Tripodi]

Il richiamo all'ordine del commissario Vella arriva pochi giorno dopo la notizia dei test delle emissioni dei motori Diesel che il centro di ricerca European Research Group of Environment and Health in the Transport Sector (EUGT), finanziato da Volkswagen, Daimler e BMW, avrebbe effettuato su scimmie ed esseri umani. I test sulle scimmie sarebbero stati condotti, secondo quanto riporta il New York Times, nel maggio del 2015 in una clinica del New Mexico. Gli esperimenti sugli esseri umani invece sono stati denunciati da due giornali tedeschi, Süddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung, e sarebbero avvenuti presso la clinica universitaria di Aachen. L'obiettivo era mostrare che le nuove tecnologie di filtraggio delle emissioni dei motori Diesel diminuiscono sensibilmente la quantità di ossidi di azoto. Finora le tre case automobilistiche coinvolte hanno preso le distanze, anche se sembra che i risultati dei test siano ben documentati e siano stati presentati ai vertici delle società. [The Guardian; Kate Connolly]
RICERCA E SOCIETÀ
Durante i 438 giorni in carcere il fisico teorico turco Ali Kaya ha lavorato a due articoli scientifici, disponendo di carta, penna e poco altro (i libri in lingue straniere non erano ammessi in prigione). Una volta libero li ha caricati sull'archivio di preprint arXiv e spera di pubblicarli su buone riviste. Accusato di essere membro di un'organizzazione terroristica coinvolta nel colpo di stato contro il presidente Recep Tayyip Erdoğan, Kaya era stato arrestato il 7 ottobre 2016. A dicembre 2017 arriva la sentenza di condanna, ma viene rilasciato per aver già scontato la pena in attesa del processo. Ora ha impugnato la sentenza e attende il giudizio d'appello. L'intervista di Alison Abbott su Nature. [Nature; Alison Abbott]

Quanto spesso sentiamo la voce di una scienziata in un articolo che racconta di una nuova scoperta? Due anni fa lo scrittore e giornalista scientifico Ed Yong ha passato in rassegna le storie scritte per The Atlantic e si è reso conto che solo nel 25% dei casi la fonte a cui si era rivolto era una donna. In due anni ha corretto questa asimmetria, e oggi quella percentuale sfiora il 50%. Come ha fatto? Ha speso in media 15 minuti in più per ogni articolo allo scopo di cercare esperte e scienziate che potessero commentare le sue storie. Uno sforzo minimo per chi fa il lavoro del giornalista e oltre a rappresentare la realtà può fare qualcosa per migliorarla. [The Atlantic; Ed Yong]

In un articolo pubblicato il 7 febbraio sul Corriere della Sera il Gruppo 2003 per la ricerca scientifica torna a chiedere alle forze politiche in competizione per le prossime elezioni di dare il giusto peso a ricerca e istruzione nei loro programmi elettorali. Tre i punti principali: portare la spesa in ricerca e sviluppo dall'1,2-1.3% al 2-2,5% del PIL, aumentare i finanziamenti su base competitiva e creare un'Agenzia nazionale della ricerca deputata a valutare correttamente la qualità dei progetti proposti dagli scienziati in Italia. Questa è la strada, secondo gli scienziati del Gruppo 2003, per far ripartire l'economia e l'innovazione nel nostro Paese. [Scienza in rete; Maria Pia Abbraccio, Nicola Bellomo]

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