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le notizie di scienza della settimana
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24 gennaio 2018
a cura di Chiara Sabelli
Particolare di un gruppo di cellule
              tumorali nel pancreas cresciute in laboratorio (nuclei cellulari in blu, mebrane in rosso). Credit: Min Yu
              / National Cancer Institute, USC Norris Comprehensive
              Cancer Center. Licenza: Public Domain.
Si chiama CancerSEEK il nuovo metodo di analisi del sangue in grado di rilevare tracce del DNA e delle proteine tipiche di alcuni tumori ancora non metastatizzati. A metterlo a punto un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimore che hanno pubblicato i risultati del loro studio sull'ultimo numero di Science. I dati presentati dai ricercatori mostrano che i tumori che il test è in grado di rilevare sono quelli dell'ovaio, del fegato, dello stomaco, del pancreas, dell'esofago, del colon-retto, del polmone e del seno. L'efficienza varia però da tumore a tumore: sono stati individuati il 98% dei casi con tumore all'ovaio e solo il 33% di quelli con tumore al seno. La percentuale di falsi positivi è minore dell'1%. È importante sottolineare che lo studio è stato condotto su circa 1000 pazienti che già manifestavano dei sintomi. CancerSeek probabilmente non è ancora in grado di individuare tumori nelle primissime fasi di sviluppo. L'immagine mostra un particolare di un gruppo di cellule tumorali nel pancreas cresciute in laboratorio (nuclei cellulari in blu, mebrane in rosso). Credit: Min Yu / National Cancer Institute, USC Norris Comprehensive Cancer Center. Licenza: Public Domain.
IL CONCETTO DI RAZZA NELLA SCIENZA
Esistono le razze umane? Ma se siamo così simili, perché sembriamo così diversi, tanto da farci pensare che le razze esistano realmente? Ma gli Italiani allora non sono una razza? Perché il termine è presente nella Costituzione italiana? Bisognerebbe riconsiderare l'utilizzo della parola razza nella Costituzione? Rispondendo a queste domande, l'antropologo Giovanni Destro Bisol torna a riflettere sul concetto di razza, ribadendo che dal punto di vista biologico e genetico non ha alcun fondamento. [Scienza in rete; Giovanni Destro Bisol]

''I dati biologici sono inequivocabili. Nessuno è mai riuscito a fare il catalogo delle razze. Nel senso che ognuno ha fatto un catalogo diverso dagli altri''. Ad affermarlo è il genetista Guido Barbujani, autore di numerosi saggi tra cui 'L'invenzione delle razze' pubblicato da Bompiani nel 2006. Barbujani sottolinea però che il concetto di razza, seppure ormai rifiutato unanimemente dalla comunità dei biologi e degli antropologi, non è del tutto assente nella ricerca scientifica. Un esempio è quello della farmacologia razziale, cioè l'idea che a seconda della razza esistano terapie più efficaci di altre. Un'idea senza fondamento, perché le differenze genetiche tra i tipi mediani delle diverse popolazioni sono modeste e pressoché irrilevanti rispetto alla variabilità genetica interna alle singole popolazioni. [Left; Federico Tulli]

Per sette anni la prestigiosa università britannica University College London ha ospitato involontariamente una serie di conferenze su eugenetica e intelligenza, durante le quali sono intervenuti degli esponenti del suprematismo bianco. Quasi sempre relegati a pubblicare su riviste marginali, i pochi scienziati che ritengono che il concetto di razza abbia una base scientifica riescono a volte a guadagnare visibilità sui giornali mainstream. Alcuni di loro siedono infatti nei comitati editoriali di queste riviste. Se la libertà di espressione e ricerca va tutelata, bisogna vigilare perché questi gruppi non approfittino dei ben noti difetti del sistema di pubblicazioni basato sulla peer-review. [The Guardian; Angela Saini]
SISTEMI SANITARI A CONFRONTO
Nell'ultima puntata di Presa Diretta, andata in onda su Rai 3 il 22 gennaio scorso, è stata presentata un'inchiesta sullo stato di salute del sistema sanitario italiano. I temi trattati riguardano le disuguaglianze tra nord e sud e il conseguente fenomeno della migrazione sanitaria, gli errori medici, i tagli ai fondi regionali e la carenza di personale, la diminuzione dei posti nei programmi di specializzazione a fronte di oltre 70 mila medici che andranno in pensione nei prossimi 10 anni. I neo-laureati in medicina sono costretti ad accettare contratti precari o a trasferirsi all'estero. Non migliore è la situazione degli infermieri: 25 mila laureati in scienze infermieristiche che non riescono a trovare lavoro. La meta più ambita per quelli tra loro che decidono di partire è il Regno Unito. [Presa Diretta; Riccardo Iacona con Sabrina Carreras, Luigi Mastropaolo, Andrea Vignali]

Ma qual è lo stato di salute del sistema sanitario britannico? La carenza di personale del National Health Service (NHS) ha avuto conseguenze drammatiche durante la crisi delle ultime settimane, causata dal forte abbassamento delle temperature e dalla aggressività e ampia diffusione dell'influenza stagionale. Per far fronte all'emergenza, gli studenti degli ultimi anni di medicina sono stati invitati dai loro direttori via email a prestare assistenza volontaria nei Pronto Soccorso degli ospedali di Liverpool e di quattro città a nord di Birmingham. La British Medical Association ha condannato questo comportamento che mette a rischio non solo i pazienti, ma anche i giovani medici, che in caso di errore potrebbero non avere nessuno a farsi carico delle responsabilità. [The Guardian; Sarah Marsh and Denis Campbell]

Rete Sostenibilià e Salute lancia un appello per un confronto sui programmi per la salute dei cittadini in vista delle prossime elezioni politiche. La base di questo confronto è un documento che tocca sette temi: conflitti di interesse, eccessi diagnostici e terapeutici, fondi sanitari, legge sui vaccini, finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale, ticket sanitari e, infine, i determinanti ambientali, economici e sociali della salute. Per ciascuno di questi punti vengono suggeriti degli interventi correttivi. [Scienza in rete; Rete Sostenibilità e Salute]
RICERCA E SOCIETÀ
È stato pubblicato a dicembre 2017 il secondo rapporto sul livello di adozione delle pubblicazioni in Open Access (OA), commissionato da Universities UK Open Access Coordination Group. I dati raccolti sembrano indicare il successo dell'Open Access: le riviste che offrono l'opzione di pubblicare in OA sono passate dal 50% nel 2012 al 60% nel 2016; sempre nel 2016 gli articoli presenti nel database Scopus pubblicati direttamente in OA erano il 25%, mentre quelli disponibili in OA dopo 12 mesi il 32%. Aumenta anche l'utilizzo dei materiali pubblicati in OA. Allo stesso tempo crescono i costi di pubblicazione in OA, soprattutto quelli dei giornali cosiddetti ibridi. [LSE Impact Blog; Stephen Pinfield e Rob Johnson]

In un rapporto di 207 pagine reso pubblico l'11 gennaio, lo studio legale Debevoise&Plimpton solleva l'Università di Rochester da ogni responsabilità legale nei confronti delle accuse di molestie sessuali rivolte da ex-ricercatrici del dipartimento Brain and Cognitive Sciences nei confronti del professor T. Florian Jaeger. Il rapporto conferma una serie di comportamenti inappropriati da parte di Jaeger, ma limitati al periodo 2007-2013, prima che le norme più stringenti sulle relazioni tra personale accademico e studenti venissero applicate dall'università. Ma la storia non è ancora finita. Le donne che accusano Jaeger di molestie e l'Università di Rochester di non essere intervenuta, contribuendo così a creare un ambiente ostile, hanno fatto causa all'università presso la corte federale e promettono battaglia. [Science; Meredith Wadman]

In molti Paesi africani solo il 30% dei confini tra proprietà terriere sono registrati. Mappare la proprietà della terra è un elemento fondamentale per lo sviluppo economico: il proprietario in possesso di un regolare certificato potrà infatti richiedere un prestito in banca e, allo stesso tempo, i Governi potranno calcolare il giusto livello di tasse da riscuotere. Negli anni '60 in Kenya vennero usate le fotografie scattate dagli aerei per identificare i tracciati dei recinti e costruire la base dell'attuale registro del Paese. Oggi i droni potrebbero fare la differenza. Il progetto ITS4LAND, finanziato dalla Commissione Europea, sta testando questo sistema in quattro Stati: Kenya, Ruanda ed Etiopia. [The Conversation; Robert Wayumba]

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