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a cura di Chiara Sabelli
il meglio della scienza della settimana
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Leggi online la Newsletter #25, 2017
VACCINI E MATURITÀ: COSA FANNO I FRANCESI?
Emmanuel Macron in un
	       manifesto della campagna elettorale. Credit: Olycom.
Emmanuel Macron in un manifesto della campagna elettorale. Credit: Olycom.

Il 4 luglio, durante il suo discorso davanti al parlamento, il nuovo Primo Ministro francese Edouard Philippe ha ribadito l'intenzione di rendere obbligatori 11 vaccini per la prima infanzia. Philippe ha dato seguito alle intenzioni espresse dalla Ministra della salute Agnès Buzyn, che alcune settimane fa aveva affermato di voler introdurre l'obbligo vaccinale per un periodo di tempo limitato con l'obiettivo di combattere il clima di sfiducia diffuso tra le famiglie. In Francia sono già obbligatori 3 vaccini: difterite, tetano e poliomielite. Se le intenzioni del nuovo governo si concretizzeranno altri 8 si aggiungeranno alla lista: pertosse, epatite B, batterio haemophilus influenzae, pneumococco, meningococco C, morbillo, orecchioni e rosolia. Alcune associazioni scientifiche si sono schierate contro questa politica, affermando che l'obbligatorietà è una risposta semplicistica e inadatta. Altre si dichiarano invece favorevoli. [Le Monde; Pascale Santi]

Nei piani del nuovo Governo francese c'è anche una riforma dell'esame di maturità, il baccalauréat. Non si tratta però di un cambiamento imminente: a settembre di quest'anno partirà una concertazione che durerà un anno e la riforma dovrebbe essere pronta nel 2021. Il progetto si articolo attorno a due principi: diminuire il numero di prove finali e ridefinire l'ambito di valutazione del control continu, una serie di prove a cui gli studenti francesi vengono sottoposti durante gli ultimi due anni scolastici prima dell'esame. [Le Monde; Aurélie Collas]
AMBIENTE: BUONE E CATTIVE NOTIZIE
Un trattore sparge pesticidi in un
              campo coltivato. Credit: Pixabay.
Un trattore sparge pesticidi in un campo coltivato. Credit: Pixabay.
A partire dal 2019 la società svedese Volvo produrrà solo automobili parzialmente o totalmente alimentate da motore elettrico. Tra il 2019 e il 2021 l'azienda introdurrà sul mercato veicoli 100% elettrici. Ad annunciarlo l'amministratore delegato di Volvo, Håkan Samuelsson, che ha spiegato che la società svedese intende rispettare in questo modo il limite alle emissioni di CO2 e contribuire al miglioramento della qualità dell'aria, soprattutto in città. Il numero di auto elettriche nel mondo ha superato i 2 milioni nel 2016, partendo da poche centinaia nel 2005. La decarbonizzazione dei trasporti passa anche dalle auto elettriche, a patto che si diminuisca progressivamente la quantità di energia elettrica prodotta da gas e carbone. [The Guardian; Adrian Vaughan]

Martedì 4 luglio i rappresentanti degli Stati membri dell'Unione Europea hanno votato la proposta della Commissione Europea sulla regolamentazione degli interferenti endocrini. La proposta ha ottenuto la maggioranza dei voti, compreso quello della Francia che finora si era opposta, insieme a Danimarca e Svezia, chiedendo misure più stringenti, e dovrà ora passare all'esame del Parlamento europeo. Numerose le critiche da parte di ONG e associazioni scientifiche, in particolare la Endocrine Society. Al centro delle proteste il fatto che il testo definisce interferenti endocrini solo le sostanze per cui è possibile dimostrare il nesso di causalità tra esposizione e insorgenza della malattia. Si rinuncia così a regolamentare le sostanze presunte o sospettate di interferire negativamente col sistema endocrino, abdicando al principio di precauzione. [Le Monde; Gary Dagorn]

Il Great Repeal Bill, il trattato che contiene le linee guida per la Brexit, fa riferimento solo marginalmente alle questioni ambientali e l’ambiente non figura nei dodici punti fissati dal Governo per l’avvio delle trattative. Più volte la commissione parlamentare sull'ambiente ha chiesto di approfondire la questione. A nulla è valso finora l'appello delle ONG ambientaliste più attive in Gran Bretagna. Quello che è certo è che l'appartenenza all'Unione Europea ha portato benefici per la qualità dell'ambiente britannico. Benefici che difficilmente saranno conservati dopo la Brexit. [Scienza in rete; Stefano Nespor]
ETICA DELLA SCIENZA E POLITICA DELLA RICERCA
Giro di vite sul nepotismo: nel 2010
              l'Italia ha approvato una riforma per impedire agli
              accademici di assumere i loro parenti. Credit: Bruno
              Gori/Getty Images.
Giro di vite sul nepotismo: nel 2010 l'Italia ha approvato una riforma per impedire agli accademici di assumere i loro parenti. Credit: Bruno Gori/Getty Images.

Il fenomeno del nepotismo nell'accademia italiana sarebbe diminuito rispetto al 2010. Questo il risultato dell'analisi statistica realizzata da due ricercatori italiani della University of Chicago, Stefano Allesina e Jacopo Grilli, pubblicato su PNAS. Che si tratti di una conseguenza della riforma Gelmini? La legge, entrata in vigore proprio nel 2010, impedisce di assumere in un dipartimento universitario i parenti di professori già appartenenti a quel dipartimento. L'analisi si estende anche al CNRS francese e agli istituti di ricerca pubblici statunitensi. [Nature News; Nicola Nosengo]

Un budget di 120 miliardi di euro, accesso ai paesi non UE, misure di impatto che tengano in considerazione gli effetti sulla società e l'industria e un maggiore coinvolgimento dei cittadini. Questi i punti cardine del rapporto pubblicato ieri dal gruppo di esperti nominato dalla Commissione Europea per formulare una visione sul futuro dei suoi programmi di finanziamento alla ricerca. [Nature; Alison Abbott]

Sergio Ferrari commenta la "Strategia Energetica Nazionale" presentata il 10 maggio scorso dal Governo italiano. Tra le maggiori criticità, secondo Ferrari, c'è il mancato coinvolgimento degli enti di ricerca pubblici attivi nel settore dell'energia. Senza di loro il piano rischia di rispecchiare gli interessi particolari degli attori privati coinvolti nella stesura del documento. [Scienza in rete; Sergio Ferrari]
MISCELLANEA
Il libro Origins. How the nine months before birth shape the rest of our life, di Annie Murphy Paul. Credit: Hannah Baldwin/Bond LSC.
Il libro "Origins. How the nine months before birth shape the rest of our life", di Annie Murphy Paul. Credit: Hannah Baldwin/Bond LSC.
Pamela Boldrin ha letto per noi "Origins. How the nine months before birth shape the rest of our life", il libro della giornalista e scrittrice Annie Murphy Paul, tradotto in italiano da Tecniche Nuove. Il volume racconta, con un punto di vista scientifico, l'impatto che l'interazione tra il feto e l'ambiente uterino hanno sul resto della vita del nuovo nato, dall'infanzia fino all'età adulta. [Scienza in rete; Pamela Boldrin]

Un recente studio, che verrà pubblicato ad agosto sulle Monthly Notices of the Royal Astronomic Society (MNRAS), suggerisce che il modello più promettente di formazione delle stelle prevede che tutte nascano come membri di un sistema binario le cui componenti distano tra loro oltre 500 UA. Questa conclusione riporta l'attenzione su un'antica domanda: chi è la stella sorella del Sole? Claudio Elidoro racconta come sta evolvendo la risposta a questa domanda. [Scienza in rete; Claudio Elidoro]

Dopo la multa imposta dall'Unione Europea a Alphabet, la società che possiede tutto l'universo Google, l'azienda di Mountain View ha annunciato che entro quest'anno rinuncerà ad analizzare il contenuto dei messaggi inviati e ricevuti dagli account gmail per scopi pubblicitari. C'è una correlazione tra questi due avvenimenti? L'opinione di Evgeny Morozov. [The Guardian; Evgeny Morozov]
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