Tra l’ombra e la luce
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Dal 14 luglio al 22 agosto Castelgrande ospita una mostra fotografica organizzata dall’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona e diretto da Antonio Lanzavecchia. Attraverso le sue immagini, Ivo Saglietti illustra non solo la vita in paesi, dove malaria, tubercolosi e AIDS affliggono migliaia di persone, ma anche l’impegno dei ricercatori per portare vaccini e speranza in ogni parte del mondo.
La lotta contro queste malattie inizia nei laboratori di ricerca come quelli dell’IRB, dove si cerca di capire a fondo i meccanismi biologici che ne sono alla base. Da dieci anni all’IRB si studia il sistema immunitario umano per acquisire le conoscenze necessarie ad eliminare le sofferenze causate da malattie infettive come AIDS, malaria e tubercolosi in ogni parte del mondo.
Accanto alla mostra fotografica vengono esposti panelli didattici sulla storia dell’immunologia dalle prime osservazioni alla realizzazione dei primi vaccini. Il periodo dell’esposizione è accompagnato anche da alcune conferenze di divulgazione sui temi dell'immunologia e dei vaccini. La prossima (dopo quella di Antonio Lanzavecchia il 14 luglio e di Alberto Mantovani il 29 luglio) è di Aldo Tagliabue (Alta, Siena): "Da Siena a Seoul: lungo la via della seta oggi viaggiano i vaccini per i più poveri".
La mostra fotografica di Ivo Saglietti
Ivo Saglietti, autore delle fotografie esposte, ha lavorato inizialmente come documentarista cinematografico, realizzando documentari su temi sociali. Nel 1978 è passato alla fotografia. Ha realizzato numerosi lavori fotografici e reportage giornalistici in Salvador, Nicaragua, Cuba, Libano, Palestina, Cile, Colombia, Haiti, Uganda, Benin, Tanzania, Repubblica Dominicana, Francia, Italia, Kosovo, Macedonia, Albania. Ha vinto il World Press Photo nel 1992 per il suo lavoro sulla condizione della popolazione in Perù durante l’epidemia di colera del 1991 e nel 1999 ha ricevuto una menzione speciale al World Press Photo Awards per un servizio fotografico sul Kosovo.
Che cos'è l'Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB)
L’IRB è stato fondato a Bellinzona (Svizzera) nel 2000, con sede nel Palazzo Fabrizia (Architetti Snozzi & Vacchini, 1965), con lo scopo di accrescere le nostre conoscenze sulle modalità di difesa dell’organismo da infezioni, tumori e malattie degenerative. In questi anni l’IRB, diretto da Antonio Lanzavecchia, è diventato un centro di eccellenza per la ricerca immunologica e ha accolto ricercatori provenienti da ogni parte del mondo, i quali si sono trasferiti a Bellinzona per aprire i loro laboratori di ricerca o perfezionare la loro formazione in immunologia e biologia cellulare. Un attivo programma di dottorato vede la partecipazione di studenti iscritti sia a università svizzere sia internazionali. A tutt’oggi sono già 40 gli studenti che hanno ottenuto il dottorato ed eccellenti posizioni in famose istituzioni a livello internazionale. L’IRB è tra i membri fondatori dello Swiss Vaccine Research Institute insieme al Politecnico di Losanna (EPFL), all’Istituto Ludwig, all’Ospedale Universitario e all’Università di Losanna. Nel 2009 l’IRB ha stipulato un accordo con il politecnico di Zurigo (ETH) e dal 2010 è ufficialmente affiliato all’Università’ della Svizzera Italiana. I direttori di laboratorio dell’IRB hanno ottenuto incarichi presso l’ETH, le EPFL e le più importanti università svizzere e italiane. Il supporto finanziario all’IRB proviene sia da istituzioni pubbliche che private, i quali condividono la missione dell’istituto: la Fondazione Helmut Horten, la Fondazione Gustav & Ruth Jacob, la Confederazione Svizzera, il Cantone Ticino e la Città di Bellinzona. I programmi di ricerca sono finanziati, tra gli altri dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca, dall’Unione Europea, dalla Fondazione Bill and Melinda Gates, e dalla Wellcome Trust.






