Paolo Nespoli all’Università degli Studi di Milano
Gli astronauti ci possono aiutare, con la loro testimonianza, a conoscere i valori che animano la specie umana e la spingono ad uscire al di fuori del grembo terrestre. Questa nuova “figura professionale” ci può offrire una visione che può arricchire l'esistenza di significati e di nuove proposte. Infatti l'astronauta non vive in un empireo tecnologico e le ricadute del grande sforzo internazionale di esplorazione del cosmo sono non solo di carattere tecnico-medico-scientifico, trasferibili alla quotidianità della vita sulla terra, ma anche valide sul piano culturale, delle conoscenze psicologiche e dei comportamenti.
Paolo Nespoli riesce a portare la dimensione dell’avventura spaziale alla condivisione della gente e così, dopo aver trascorso 159 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, percorrendo oltre 100 milioni di chilometri (quindi più di 2500 orbite terrestri) a 27.000 km/h e ad un anno esatto dal suo rientro sul Pianeta, ha accettato l’invito dell’Università degli Studi di Milano (Facoltà di Scienze Motorie) per raccontare la sua esperienza di “extraterrestre”.