L’Italia unita. Una storia lunga 150 anni.
La scienza ha avuto un grande ruolo in questa storia. Un ruolo non sempre riconosciuto, ma centrale.
Questo ruolo ha assunto diverse fasi e diverse facce.
- Gli scienziati sono stati protagonisti nel Risorgimento e la cultura scientifica è stata uno dei collanti principali dell’«Italia prima dell’Italia».
- Gli scienziati hanno partecipato da protagonisti anche alla costruzione dell’Italia ormai unita dopo il 1860. Mostrando spesso un grande impegno civile.
- La scienza italiana dopo l’Italia unita ha raggiunto spesso vette di assoluto valore. Ma si è anche creato un dualismo tra le “due culture” con rari precedenti in altri paesi.
- Non sono mancati i punti critici: dal giuramento di fedeltà al fascismo della quasi totalità degli accademici italiani alla copertura, da parte di alcuni uomini di scienza, delle leggi razziali del 1938.
- Dopo la seconda guerra mondiale la “ricostruzione” e la profonda trasformazione del paese hanno fatto leva anche su una nuova primavera scientifica.
- La primavera scientifica a un certo punto è sfiorita. Il paese ha imboccato un modello di sviluppo che ha fatto a meno della scienza. Perché?
- Le difficoltà che incontriamo oggi – difficoltà economiche, ma anche civili e morali – hanno ha che fare con il rapporto irrisolto del Paese con la scienza?
- L’“anomalia italiana” è soprattutto “l’anomalia del rapporto tra l’Italia e la scienza”?
Ne discuteremo per due giorni a Ischia insieme ad alcuni studiosi che di recente hanno manifestato, con articoli e libri, una grande attenzione al ruolo che ha la “scienza nell’Italia unita”.
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