La Legge 23 luglio 2009, n. 99, pone solide basi giuridiche per la realizzazione di nuove Centrali Nucleari in Italia nell'ambito del cosiddetto “Rinascimento Nucleare”. Ciò nonostante, la “questione energetica” continuerà ad essere uno dei problemi dominanti il secolo attuale, sia in termini di sicurezza (safety & security) delle istallazioni e degli approvvigionamenti, sia in riferimento allo sviluppo socio-economico, alle tematiche ambientali e sociali ed all'accettabilità.
Tutti questi aspetti sono peculiari. La scienza e la tecnologia potranno fornire molte risposte concrete, che da sole però non bastano. Altre discipline dovranno essere messe in campo, come la sociologia e la politica, ed in questo contesto diventa importante un’informazione chiara, completa e corretta, che nel nostro Paese manca o addirittura è distorta.
Lo scopo del Convegno, mirato soprattutto alla classe politica, è quello di fare il punto della situazione, verificare se sono necessari nuovi e più puntuali interventi legislativi, evidenziando il fatto che le leggi quadro e le dichiarazioni di principio da sole non sono sufficienti per riavviare le attività produttive.
Deve essere altresì considerato che la mancanza di decisioni o almeno di orientamenti ragionati, sia pure non ultimativi, ingenera nella gente insicurezza e sfiducia che, unitamente ad una insufficiente informazione, la porta ad esprime un rifiuto a priori.
Un altro argomento che sarà trattato nel convegno è quello relativo alla sicurezza delle installazioni e dei processi nucleari. Insieme a quello aerospaziale, il nucleare è il comparto tecnologico in cui la sicurezza ha ricevuto la maggiore attenzione scientifica, tecnologia ed ingegneristica sin dai primi anni del suo sviluppo.
Nella filiera nucleare la sicurezza è il principale obiettivo, dalla realizzazione degli impianti, ai processi produttivi fino allo smaltimento dei rifiuti. Essa, oggi, si articola in tre fondamentali fasi, la prima di natura fisica sulle reazioni nucleari, la seconda di natura prettamente ingegneristica sul progetto del sistema e la terza sugli aspetti radiologici e fattori ambientali esterni.
La comunità scientifica e tecnologica nel convegno è chiamata a trattare questi argomenti e ad essa viene chiesto di presentare in modo semplice e chiaro, ma scientificamente rigoroso, i fondamenti della cultura nucleare e della sicurezza nelle centrali nucleari e nella gestione dei materiali nucleari e dei rifiuti radioattivi, nonché del ruolo chiave dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare in questo settore.
Per queste ragioni, nel convegno, dopo le relazioni introduttive dei responsabili di alcune delle più importanti Istituzioni nel campo nucleare, viene presentata una breve descrizione di un impianto nucleare e quindi l'introduzione degli aspetti tecnici essenziali della sicurezza negli impianti nucleari e nei processi associati.
La seconda parte del convegno tratterà il tema dell’accettabilità del nucleare in Italia, dove gioca un ruolo predominante l’informazione scientifica corretta e a più livelli che non può, ovviamente, prescindere dall’educazione a cominciare dalla scuola di base.
In questo convegno non c'è spazio per altre importanti testimonianze a cominciare da quelle delle aziende che lavorano nel campo della costruzione delle centrali nucleari, delle relative filiere e sulla standardizzazione dei progetti dei reattori nucleari, che è uno dei più importanti salti di qualità degli ultimi anni. Tuttavia, data la grande importanza di tali argomenti, nei prossimi convegni in materia sarà dato loro un ampio spazio, coniugando il loro lavoro con quello dell'Agenzia per la Sicurezza Nucleare che ha il compito di verificare i progetti e le caratteristiche di sicurezza, anche attraverso la “certificazione” del progetto stesso e delle filiere produttive.
Convegno "Nucleare: sicurezza e informazione" - 16 novembre, Roma