La solitudine delle prime stelle
- 895 letture
Finora gli astronomi sono sempre stati convinti che le prime stelle che si sono accese nell'universo fossero enormi e solitarie. Uno studio internazionale sembra invece dimostrare che le cose potrebbero essere molto differenti.
Paul Clark (Zentrum für Astronomie der Universität Heidelberg) e altri ricercatori del Max-Planck-Institut für Astrophysik di Garching e dell'University of Texas di Austin hanno voluto indagare se quanto si pensava a proposito delle prime stelle dell'universo fosse corretto. Attraverso simulazioni numeriche, i ricercatori hanno ricostruito la nascita delle prime stelle e le dinamiche dei dischi di gas in cui quegli astri si andavano formando, scoprendo che non era poi così raro che il disco si frantumasse in alcuni frammenti, ciascuno dei quali dava origine a una stella.
Dallo studio, pubblicato su Science Express, emerge dunque la possibilità che, oltre alle stelle gigantesche ipotizzate dagli astronomi, si siano formate anche stelle meno massicce, destinate a vivere molto più a lungo e perciò ancora in piena attività. Interessante anche la possibilità della formazione di sistemi stellari con componenti davvero molto vicine tra loro. In tali sistemi, infatti, quando le stelle giungono alle fasi finali della loro esistenza possono produrre intensi lampi di radiazione X o gamma, lampi alla portata di specifiche missioni spaziali nel prossimo futuro.




















Commenti
Disclaimer
Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.
Condizioni generali del servizio
Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.
Invia nuovo commento