• newsletter
  • Chi siamo
  • Partner
  • Log in/Crea un account
  • English
  • Italiano
Home
  • Cerca
  • Documenti
  • Archivio
  • Indice
  • Blog
  • Topic
  • TV
  • @ Scuola
  • Innova
  • Scienza+20
Home

Scuola precaria e senza merito

  • Scuola
  • Scienze sociali
  • 916 letture
Bookmark/Search this post with
  • Facebook Like
  • Share on Facebook
  • Linkedin Share Button
  • Tweet Widget
  • Print Pdf
  • Print Mail
Scuola

La scuola forma il capitale umano di un Paese, ossia uno dei motori della crescita a cui i mercati finanziari guardano con attenzione. Gli italiani e il loro Governo non sembrano invece farci caso, nemmeno in questo periodo in cui sarebbe importante mandare segnali rassicuranti a chi ha prestato risorse al Paese e teme di non riaverle indietro. È passata quasi inosservata la decisione estiva del Governo, in continuità con quelli precedenti, di stabilizzare 30mila insegnanti precari (e 37mila Ata, ossia bidelli e assistenti amministrativi) senza alcuna selezione volta a verificare la loro effettiva capacità d'insegnare (o pulire e gestire le scuole) e solo sulla base della loro posizione nelle cosiddette "graduatorie a esaurimento", determinate soprattutto dall'anzianità e non dal merito. Da circa diecianni, la scuola italiana non cerca più di assumere i migliori neolaureati, ma pesca in queste graduatorie coloro che, dopo aver ottenuto un'abilitazione anche in tempi remoti e nei modi più strani, hanno preferito sottoporsi a una lunga gavetta in attesa di un mal pagato posto fisso, piuttosto che tentare altre strade professionali.

Tutta la comprensione per chi viene sfruttato dai provveditorati per tappare buchi in cambio d'incaute promesse d'assunzione a vita che nessuno si sente poi di smentire quando la pressione dei precari monta. Ma continuando in questo modo, non può che aumentare nel nostro Paese il numero di coloro che scelgono l'insegnamento solo per ripiego e mancanza di alternative. Ci saranno ancora, per fortuna, dei santi e dei missionari attratti da questo mestiere per bravura e passione, ma saranno sempre meno.

Mettiamoci nei panni di un brillante neolaureato in fisica. Ci sottoporremmo alla trafila necessaria per andare a insegnare oggi come precari in un liceo? Molto probabilmente no, a meno di essere ispirati da un'eccezionale volontà. Mettiamoci invece nei panni di un mediocre laureato senza prospettive: la ragionevole certezza di essere prima o poi stabilizzati in un lavoro che si può anche fare male senza essere licenziati e che paga uno stipendio per poche ore obbligatorie di prestazione diventa una prospettiva molto appetibile. Dagli anni 70 è stata abolita perfino la possibilità per i presidi di esprimere un'innocua nota caratteristica annuale sul merito dei docenti, nota che dovrebbe essere reintrodotta, anche solo come segnale, sia per i docenti che per i dirigenti e via via in su nella gerarchia fino al ministro!

Per i molti insegnanti che fanno bene il loro mestiere, lo stipendio è talmente irrisorio da suonare quasi come un insulto. Ma nella scuola ci sono anche insegnanti che fanno poco o nulla per meritarsi lo stipendio che ricevono, per quanto basso. Chiedete a un preside qual è la sua preoccupazione in questi giorni in cui si formano le sezioni prima dell'inizio dell'anno scolastico. Come coloro che con fantasia creano nuovi strumenti finanziari mischiandone di buoni e cattivi, così il dirigente deve sistemare gli insegnanti peggiori in modo che facciano meno danni possibili, affiancandoli ai docenti bravi per creare un mix di "toxic" e "safe teachers" che non provochi troppe proteste tra le famiglie e gli studenti.

Anche per la scuola ci vorrebbe una seria agenzia di rating che smascherasse e rimuovesse gli insegnanti "toxic", ma il corpo docente, guidato dai suoi sindacati, si chiude spesso come un riccio per difendere anche chi è indifendibile. E così, solo le famiglie abbienti e informate riusciranno a mandare i loro rampolli nelle sezioni "buone". Non sono certo molti questi insegnanti con cui nessuno vuole avere a che fare. Ma se soltanto essi potessero essere allontanati in modo da non fare danni e il loro stipendio potesse essere usato per aumentare la retribuzione degli altri, che oggi sono a rischio di perdere la passione, la scuola italiana migliorerebbe. Non si può fare, lo so: ma almeno non rischiamo di assumerne ancora! E invece, ecco 30mila nuovi precari assunti per diritto di anzianità non per merito, tra i quali temo siano numerosi quelli "ad alto rischio" per la gioventù italiana. Un rischio che pagheremo in termini di crescita futura.

Oggi la scuola ha bisogno di attrarre i migliori laureati alla carriera d'insegnante, e per farlo è necessario interrompere il circolo vizioso del precariato seguito dalle stabilizzazioni senza selezione. C'è un unico modo credibile per farlo: abolire i concorsi pubblici nazionali e dare autonomia alle scuole che devono essere libere di assumere gli insegnanti preferiti, pagandoli quanto meritano, e di mandare via quelli di cui non hanno bisogno o che non sanno fare il loro mestiere. Lo Stato dovrà solo valutare le scuole (e i loro dirigenti) finanziando quelle che avranno saputo sfruttare bene questo margine di autonomia. E lo faranno anche i cittadini, scegliendo per i loro figli proprio queste scuole. Se i sindacati pensano che questo sia iniquo per i lavoratori, abbiano il coraggio di spiegarlo agli studenti delle famiglie meno abbienti. I ricchi, lo sappiamo, una soluzione la trovano sempre: sono i poveri a pagare il costo di un insegnante che non sa fare il suo mestiere.

Pubblicato su Il Sole 24 Ore, 13 settembre 2011

13 settembre, 2011 da Andrea Ichino


Commenti

Disclaimer

Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.

#1 A parte il fatto che si e'

ritratto di altamante
14 settembre, 2011 - 13:28 da altamante (non verificato)
A parte il fatto che si e' dimenticato di ricordare l'estinzione delle mezze stagioni, le comunico che l'attivita' principale dei presidi e' quella di cercare i soldi per pagare gli straordinari effettuati dagli insegnanti negli ultimi cinque anni.
  • rispondi

#2 La scuola che salta un passaggio

ritratto di Fortunato Aprile
18 settembre, 2011 - 12:24 da Fortunato Aprile (non verificato)
E' straordinario come ad una bella analisi, anche se delle condizioni drammatiche in cui versa la scuola, la soluzione ripieghi poi su un affidamento del tutto al dirigente sperando che questi -deus ex machina- risolva problemi di una difficoltà enorme. Al massimo gli attuali dirigenti possono cercare di far quadrare il bilancio, di far aprire e chiudere gli edifici scolastici, di assegnare i docenti alle classi e di presiedere banali Consigli di classe in cui ci si limita a prendere atto di sufficienze e insufficienze. Quando le assunzioni di personale docente venisse interamente affidato al dirigente, questi -al massimo- nell'attuale stato, sarebbe solo in grado di scegliere un insegnante più preparato rispetto ad un altro che lo sia di meno. A parte questa opinabile possibilità, cosa garantisce che un tale dirigente assicuri il raggiungimento dei risultati attesi? E quali sono questi risultati? Ridurre forse il numero delle insufficienze rispetto alle sufficienze? Quando si fa cenno alle agenzie di rating, per la valutazione del servizio scolastico, si comincia a toccare i dati più salienti. E' -di fatto- mancante un sistema di valutazione sia dei docenti che dei dirigenti, che dei risultati formativi. E il tutto potrebbe avvenire se esistesse una civiltà dell'attuazione delle finalità formative. Senza una comprensione dell'inevitabilità di quest'ultimo passaggio non si fa altro che aggiungere disordine a disordine, come di fatto fanno le riforme che tentano di riformare quanto non si è stato in grado di attuare. E' mancante una scienza della scuola o, meglio, del modo di fare scuola e di gestire una scuola. Perché si salta una fase, senza la quale non vi è costitutività delle prassi didattiche, ma solo un magma indistinto di vicarianza nel quale un esercito di persone che hanno famiglia nicchiano e un atrettanto esercito di ottimi docenti soffrono. Con molte luci, l'attuale stato della scuola è un inferno per molti. Perché tutti noi contribuiamo a mantenere quest'inferno per la sola ragione che è più faticoso partire daccapo, o perché stentiamo a prendere consapevolezza dei doveri della funzione formativa, di quella direttiva e del controllo dei processi. Vorrei aprire su questi temi una franca discussione. Fortunato Aprile
  • rispondi

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Digita i caratteri visualizzati nell’immagine. Non c’è distinzione tra maiuscole e minuscole.

Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.

Andrea Ichino
ritratto di Andrea Ichino
Economia/Affari
Dipartimento di economia, Università di Bologna

Libri che ti potrebbero interessare

Jouary, Jean-Paul. A che cosa serve la filosofia? Per capire che ogni giorno facciamo filosofia senza saperlo. 2012
Angela, Piero. A cosa serve la politica?. 2011
Montaldo, S.. Cesare Lombroso. Gli scienziati e la nuova Italia. 2011
Lavazza, Andrea, and Sammicheli Luca. Il delitto del cervello. La mente tra scienza e diritto. 2012
Higgins, Peter M.. La matematica dei social network. Una introduzione alla teoria dei grafi. 2012
  •  
  • 1 of 2
  • ››
La biblioteca di Scienza in rete>>

Più letti

  • Oggi
  • Settimana
  • Mese
  • Anno
  • Mappa del rischio sismico (311)
  • Arriva la "slow medicine" (296)
  • La sindrome del Salto di Quirra (172)
  • La brutta fine di una cattiva legge (147)
  • Consumo di suolo, emergenza italiana (138)
  • Consumo di suolo, emergenza italiana (565)
  • Ppt in un tap (forse qualcuno di più) su iPad (318)
  • Mappa del rischio sismico (311)
  • Arriva la "slow medicine" (299)
  • Astrofisica da Nobel, 8 riconoscimenti in 50 anni (295)
  • Cannabis: perché ora è pericolosa (2,643)
  • Che cosa vale una laurea? Finalmente se ne discute (1,443)
  • Alba, Luna e Mercurio (1,316)
  • Homo immortalis. Una vita quasi infinita (1,015)
  • Alla scoperta di luce e colori (900)
  • Quando l'inquinamento industriale accorcia la vita (7,132)
  • La ricerca italiana non sta tanto male nel mondo (6,233)
  • Tasse universitarie: fatti, miti e ideologia (5,239)
  • I laboratori del Gran Sasso (4,858)
  • La lingua dei segni (4,197)

Pubblicati di recente

  • Articoli
  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • La brutta fine di una cattiva legge 23 Maggio 2012
  • La sindrome del Salto di Quirra 23 Maggio 2012
  • Arriva la "slow medicine" 22 Maggio 2012
  • La preparazione del documento per Rio+20 21 Maggio 2012
  • Ppt in un tap (forse qualcuno di più) su iPad 18 Maggio 2012
  • Pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale
  • Frane e inondazioni in Italia
  • uragani
  • See video
  • See video
  • See video
  • See video

Campi del sapere

  • Campi del sapere
    • Scienze della vita
    • Scienze della Terra
    • Fisica
    • Matematica
    • Economia
    • Chimica
    • Scienze umane
    • Tecnologia
    • Ambiente & sanità

Scienza e società

  • Scienza e società
    • Politica della ricerca
    • Filosofia della scienza
    • Storia della scienza
    • Etica e scienza
    • Scienza e pace
    • Arte e scienza
    • Innovazione e impresa
    • Università

Scuola

  • Scuola
    • Primaria
    • Secondaria
    • Educazione informale
    • Scuolabook

Rubriche

  • Editoriale
  • App4Scientist
  • Breaking news
  • Janus
  • Monitor
  • Osservatorio sulla ricerca
  • Pro e contro
  • Recensioni
  • Segnali
  • Vero o falso?
  • 150 scienziati d'Italia
  • In agenda

Documenti

  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Slide
  • Autori
  • Pubblicazioni
  • Rassegna stampa
  • Biblioteca

Partner del progetto

Siti amici

  • eurodesk   
    issnaf

Master

  • macsis   
    mcs

Copyleft

Crediti

  • Ambiente
  • Astronomia
  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica
  • Medicina
  • Politica della Ricerca
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Scienze sociali
  • Tecnologia e scienze applicate

Icons by Axialis Team