• newsletter
  • Chi siamo
  • Partner
  • Log in/Crea un account
  • English
  • Italiano
Home
  • Cerca
  • Documenti
  • Archivio
  • Indice
  • Blog
  • Topic
  • TV
  • @ Scuola
  • Innova
  • Scienza+20
Home » Monitor

Riavvicinare il sistema produttivo alla ricerca

  • Ricerca e sviluppo
  • Economia della scienza
  • 1068 letture
Bookmark/Search this post with
  • Facebook Like
  • Share on Facebook
  • Linkedin Share Button
  • Tweet Widget
  • Print Pdf
  • Print Mail
Innovazione

In  una  recente recensione del Rapporto della Royal Society di Londra, Knowledge, networks and nation. Global scientific collaboration in the 21 century, Pietro Greco su Scienzainrete, citando gli elementi essenziali contenuti in quel Rapporto riportava anche gli aspetti di più diretto interesse italiano.

Due erano, in sintesi, le questioni che emergevano:

  • Tra il 1996 e il 2008 i ricercatori italiani hanno aumentato del 32 % il numero assoluto di articoli prodotti, conservando una percentuale mondiale del 3,5 %.” Nessuno tra i ricercatori del G8 ha fatto di meglio.” E questo aumento della produttività dei nostri ricercatori non è spiegabile con l’aumento delle risorse, tutt’altro. Di un certo interesse appare, inoltre, l’osservazione secondo la quale questo aumento della produttività del mondo della ricerca non corrisponde affatto ad un aumento della produttività generale del lavoro nel nostro paese che, invece, è fortemente diminuita.
  • La seconda osservazione chiama in causa la dimensione dell’innovazione tecnologica misurata attraverso le richieste di brevetti presso il Patent Office degli Stati Uniti. Nel 1989 sono state pari al 2,86 % del totale, con il che l’Italia si collocava al settimo posto nella classifica per paesi; nel 1999 la percentuale era scesa al 2,14 % e nella classifica per paesi eravamo scesi all’ottavo posto; nel 2009 la percentuale era scesa al 1,58 % del totale e il nostro posto nella classifica per nazioni era l’undicesimo.

La conclusione di Pietro Greco era “inevitabile”: “la nostra ricerca è piccola ma molto produttiva. Regge degnamente il confronto internazionale . Ma non riesce a trasformarsi, come avviene in altri paesi, in leva per lo sviluppo economico. E’ sempre più distante dal sistema produttivo. E non per colpa dei ricercatori”.

Questa crescente “distanza dal sistema produttivo” merita qualche osservazione. La debolezza brevettuale sembrerebbe testimoniare una attività di ricerca prevalentemente “accademica” e poco attenta alle innovazioni tecnologico-economico. Tuttavia il contributo della ricerca alla produzione brevettuale chiama in causa in prima battuta e ovviamente, la ricerca industriale e comunque condotta su richiesta del sistema delle imprese. Che la spesa e il numero degli addetti alla ricerca da parte delle imprese italiane siano significativamente inferiori a quelli degli altri paesi industriali, è questione notoria. Volendo dare una dimensione a questo minor impegno in ricerca da parte delle nostre imprese, si possono ricordare i dati relativi al numero percentuale di addetti alla ricerca pari a circa un terzo di quelli presenti in media nei paesi avanzati, mentre valori consimili sono quelli relative agli investimenti in ricerca. Non deve meravigliare, quindi, se Il Rapporto segnala per la situazione italiana un “produttività” brevettuale molto debole. La distanza della nostra ricerca dal sistema produttivo deve essere intesa, in effetti, come una distanza del sistema produttivo dai processi innovativi e dalle attività di ricerca. Può darsi che questa distanza agevoli un atteggiamento più “distaccato” dei nostri ricercatori, ma si tratterebbe di una osservazione comunque marginale e non tale da modificare i dati strutturali sottesi consistenti in una debolezza della domanda di ricerca da parte del nostro sistema produttivo. L’interrogativo che a questo punto dovrebbe essere espresso riguarda il se e il come questo nostro sistema economico possa  reggere il confronto e l’incontro con competitori sempre più dotati sul piano della qualità tecnologica. Il dato di maggiore preoccupazione è, in particolare, quello che indica un andamento crescente di questa nostra debolezze, in quanto espressione di una assenza di capacità di modificarne la tendenza negativa pur nell’arco di oltre vent’anni.

In questo arco di tempo abbiamo consumato altri fattori competitivi, incominciando dal fattore  lavoro ormai con i costi tra i più bassi in Europa, abbiamo consumato i vantaggi delle economie locali connessi con le logiche dei distretti industriali, abbiamo sviluppato un metodo di evasione fiscale con percentuali tali da assegnargli una funzione strutturali, abbiamo utilizzato nel bene e nel male la grande flessibilità del sistema delle piccole imprese, abbiamo consumato le tecniche finanziarie delle svalutazioni competitive, ecc.

Tuttavia in un momento storico dove siamo sollecitati a ridurre il nostro debito sovrano e contemporaneamente ad accrescere la nostra capacità di sviluppo, non si rintracciano nel dibattito quelle sollecitazioni e quelle indicazioni che sarebbero necessarie per incidere sul nostro sistema dell’innovazione tecnologica. I motivi di fondo di questa “distrazione” stanno proprio in quella distanza del nostro mondo economico dalle attività di ricerca segnalati anche dal Rapporto della Royal Society, una distanza che alimenta un circuito negativo per la qualità dello sviluppo del nostro paese.  Interrompere questo circuito dovrebbe essere un compito della politica.

7 luglio, 2011 da Sergio Ferrari


Commenti

Disclaimer

Chiediamo ai lettori, per rispetto di chi legge, di scrivere come di prassi in minuscolo. Il tuo commento verrà pubblicato solo dopo l'approvazione da parte della Redazione. Non verranno pubblicati commenti che violano le leggi sulla stampa, diffamatori, offensivi o che chiamano in causa terze persone per fatti non accertati. Non saranno pubblicati messaggi fuori tema o pretestuosi, o scritti con linguaggio non adeguato o irrispettoso per i lettori.

Condizioni generali del servizio

Chi invia un commento o si registra al sito sottoscrive le condizioni generali di contratto. Facendo ciò l'Utente si è assunto ogni più ampie responsabilità civile, penale e amministrativa relativa all'invio e alla pubblicazione del materiale trasmesso garantendo ogni più ampia manleva. L'utente riconosce a Scienza in rete e/o ai suoi aventi causa il diritto di conservare, riprodurre, diffondere e cancellare il materiale trasmesso. L’utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di tutti i diritti relativi al materiale inviato. Pertanto, con l'invio del materiale, l'Utente cede e trasferisce a titolo gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi al materiale inviato.

Invia nuovo commento

Image CAPTCHA
Digita i caratteri visualizzati nell’immagine. Non c’è distinzione tra maiuscole e minuscole.

Se ti è piaciuto questo articolo aiuta Scienza in rete a crescere ancora, leggi come.

Sergio Ferrari
ritratto di Sergio Ferrari
ex vice Direttore Generale dell'Enea

Più letti

  • Oggi
  • Settimana
  • Mese
  • Anno
  • Mappa del rischio sismico (311)
  • Arriva la "slow medicine" (293)
  • La sindrome del Salto di Quirra (170)
  • La brutta fine di una cattiva legge (140)
  • Consumo di suolo, emergenza italiana (138)
  • Consumo di suolo, emergenza italiana (565)
  • Ppt in un tap (forse qualcuno di più) su iPad (318)
  • Mappa del rischio sismico (311)
  • Arriva la "slow medicine" (296)
  • Astrofisica da Nobel, 8 riconoscimenti in 50 anni (295)
  • Cannabis: perché ora è pericolosa (2,643)
  • Che cosa vale una laurea? Finalmente se ne discute (1,443)
  • Alba, Luna e Mercurio (1,316)
  • Homo immortalis. Una vita quasi infinita (1,015)
  • Alla scoperta di luce e colori (900)
  • Quando l'inquinamento industriale accorcia la vita (7,132)
  • La ricerca italiana non sta tanto male nel mondo (6,233)
  • Tasse universitarie: fatti, miti e ideologia (5,239)
  • I laboratori del Gran Sasso (4,858)
  • La lingua dei segni (4,197)

Pubblicati di recente

  • Articoli
  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • La brutta fine di una cattiva legge 23 Maggio 2012
  • La sindrome del Salto di Quirra 23 Maggio 2012
  • Arriva la "slow medicine" 22 Maggio 2012
  • La preparazione del documento per Rio+20 21 Maggio 2012
  • Ppt in un tap (forse qualcuno di più) su iPad 18 Maggio 2012
  • Pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale
  • Frane e inondazioni in Italia
  • uragani
  • See video
  • See video
  • See video
  • See video

Campi del sapere

  • Campi del sapere
    • Scienze della vita
    • Scienze della Terra
    • Fisica
    • Matematica
    • Economia
    • Chimica
    • Scienze umane
    • Tecnologia
    • Ambiente & sanità

Scienza e società

  • Scienza e società
    • Politica della ricerca
    • Filosofia della scienza
    • Storia della scienza
    • Etica e scienza
    • Scienza e pace
    • Arte e scienza
    • Innovazione e impresa
    • Università

Scuola

  • Scuola
    • Primaria
    • Secondaria
    • Educazione informale
    • Scuolabook

Rubriche

  • Editoriale
  • App4Scientist
  • Breaking news
  • Janus
  • Monitor
  • Osservatorio sulla ricerca
  • Pro e contro
  • Recensioni
  • Segnali
  • Vero o falso?
  • 150 scienziati d'Italia
  • In agenda

Documenti

  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Slide
  • Autori
  • Pubblicazioni
  • Rassegna stampa
  • Biblioteca

Partner del progetto

Siti amici

  • eurodesk   
    issnaf

Master

  • macsis   
    mcs

Copyleft

Crediti

  • Ambiente
  • Astronomia
  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica
  • Medicina
  • Politica della Ricerca
  • Scienze matematiche, fisiche e naturali
  • Scienze sociali
  • Tecnologia e scienze applicate

Icons by Axialis Team