• newsletter
  • Chi siamo
  • Chi ci finanzia
  • Log in/Crea un account
Home
  • Documenti
  • Archivio
  • Indice
  • Blog
  • TV
Home » Editoriale

L'Europa e una stazione spaziale in cerca di uno scopo

  • Spazio
  • 424 letture
  • Stampa
  • Invia ad un amico
Spazio

L’Agenzia spaziale europea (ESA) ha dato il nome di Edoardo Amaldi al suo nuovo Automatic Transfer Vehicle, il terzo di una serie di vettori cargo capaci di raggiungere e rifornire la Stazione spaziale internazionale (ISS). Amaldi (1908-1989) era un fisico italiano, allievo e amico di Enrico Fermi, co-fondatore sia del CERN sia della stessa ESA e, dunque, grande europeo.

Cosa avrebbe fatto Edoardo Amaldi della presenza europea sulla Stazione spaziale internazionale? L’amministrazione Bush era praticamente pronta ad abbandonare l’ISS a favore di una “mission impossible”: tornare sulla Luna, con un budget inadeguato della NASA.

Dopo il suo discorso in Florida, lo scorso 15 aprile, sappiamo che il presidente Obama ha idee maggiori e migliori. Non solo andare oltre la Luna, ma anche ridare nuova vita all’ISS e alla presenza internazionale su di essa.

Ma qual è il futuro della stazione? Gloriosa quanto gli obiettivi tecnici e politici le consentono, i cinici la considerano ancora una soluzione (grande, bella ma costosa) in cerca del problema.

Progettata negli anni ’80, si è iniziato a realizzarla effettivamente solo nel 1998 e ora è, auspicabilmente, prossima a essere completata. La stazione è stata un grande investimento per gli Stati Uniti e per il mondo intero. Con un valore valutato intorno ai 100 miliardi di dollari, è il più grande progetto di ricerca mai realizzato dall’umanità. Il Progetto Apollo che ha portato l’uomo sulla Luna (1962-1972) ha avuto un costo simile, ma era un programma solo e unicamente americano.  

Possiamo ora prendere sperare in un periodo di cooperazione internazionale, con la gran parte del mondo (non-Cinese) attivo nello spazio che fa sull’ISS la scienza che si è messo in conto di fare? C’è un problema: nessuno ha ancora preso davvero in considerazione che fare con un’ISS che prolunga la sua vita nello spazio. Nessuno conosce quale sia il miglior problema per quella grande soluzione che abbiamo nel cielo.

Comunque si apre un’opportunità: finalmente, gli astronauti europei avranno accesso allo spazio.

Abbiamo bisogno di qualche nome per trovare l’ispirazione. I primi due Automatic Transfer Vehicles sono stati chiamati, rispettivamente, Jules Verne e Johannes Kepler.

Jules Verne (1828-1905) ha scritto della struttura stessa di cui sono fatti i sogni: andare sulla Luna su una palla da cannone sparata dalla Florida; andare al centro della Terra attraverso i vulcani d’Islanda e della Sicilia. Verne, tra l’altro, mi ha ispirato il sogno di diventare uno scienziato.

Johannes Kepler (1571-1630) è stato l’uomo che ci ha regalato le leggi del moto dei pianeti mediante le osservazioni a occhio nudo di Marte. La sua vita fu divisa equamente tra la sua sublime astronomia, costruita col suo regolo, l’Imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo II, e la necessità di salvare continuamente sua madre dalla caccia alle streghe. Una figura straordinaria, quella di Kepler, ma distante da noi nel tempo e nella cultura.

Amaldi è più facile da collegare all’attualità. È stato uno scienziato europeo moderno, studente di fisica alla difficile scuola di Enrico Fermi (1901-1954). Fermi, il “papa della fisica” è stato colui che ha realizzato la prima reazione nucleare a catena controllata, prendeva in grio Amaldi per le sue guance rosate e lo chiamava “Adone”, il bellissimo dio-bambino della mitologia greca.

Amaldi venerava Fermi, naturalmente – eccezion fatta per quando si parlava di politica e Fermi mostrava un certo distacco per la società. Fermi gli offrì una posto di lavoro negli Stati Uniti, ma Amaldi scelse di restare in Italia durante la Seconda guerra mondiale, dopodichè si trovò coinvolto nella ricostruzione della scienza italiana e nella nascita della scienza europea.

Se l’Europa oggi è leader nella fisica delle particelle, lo si deve a gente come Amaldi, la cui visione fu decisiva nella creazione del CERN (L’Organizzazione europea per la ricerca nucleare) avviata nel 1952.

Negli anni ’60, Amaldi la medesima filosofia europea allo spazio. Fu, infatti, uno dei padri fondatori dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e direttore dei programmi scientifici dell’ESA negli anni ’80. Molte delle storie di successo dell’ESA affondano le loro radici nella visione del ruolo dell’Europa dello spazio. È stato giusto, dunque, dedicargli uno dei tra ATV.

Saprebbe cosa fare, oggi, Amaldi con il nostro comune elefante bianco nel cielo – o, almeno, con la sua parte europea? Avendo seguito, sia pure in piccola parte, le impronte di Amaldi nell’ESA, mi avventuro a proporre due suggestioni che egli avrebbe potuto avere.

Primo, cogliere il massimo di opportunità che offre la Stazione Spaziale Internazionale: semplicemente sfruttare con idee l’enorme potenziale della nostra Comunità europea. Il cielo è letteralmente il limite, avrebbe detto Amaldi. Noi abbiamo già avviato, per esempio, una ricerca sull’antimateria con un magnete superraffreddato, un sogno per fisici e ingegneri. Ancora, c’è la possibilità di utilizzare l’ISS per le bioscienze, dalla capsule di microbi esposte allo spazio all’osteoporosi umana.

Secondo, Amaldi avrebbe incoraggiato gli europei a cogliere l’opportunità davvero unica di sviluppare, finalmente, un proprio accesso indipendente allo spazio per missioni umane. Dopo il ritiro dello Shuttle e il progetto appena avviato dalla NASA di un nuovo lanciatore, resta solo la “vecchia fedele” Soyuz russa per il trasporto umano su ISS. Ancora eccellente, ma ormai troppo piccola.

L’ESA possiede, invece, uno splendido lanciatore, Ariane 5, che presto avrà successori ancora migliori. Insieme alla sua base di lancio a Kourou, nella Guyana francese, la serie Ariane potrebbe essere riprogettare avendo in mente missioni umane. Sarebbe possibile aggiornare anche Automatic Transfer Vehicles per il trasporto passeggeri. Tutto ciò può essere fatto e dovrebbe essere fatto. Perché? Perché senza astronauti in orbita, l’interesse del pubblico europeo per lo spazio è destinato a svanire, come è successo negli Stati Uniti nell’era del dopo-programma Apollo quando, tra il 1975 e il 1981, nessun americano è volato nello spazio.

Inoltre, l’aspettativa di vita della ISS è proprio quella giusta per consentire agli Europei di allenarsi per diventare partner più grandi e migliori delle altre potenze spaziali. E le potenze spaziali reali, avrebbe previsto Amaldi, amerebbero avere altri partner quando finalmente arriverà il tempo di andare oltre la Luna.

ritratto di Giovanni Bignami Giovanni Bignami
Fisica, past president Agenzia Spaziale Italiana

  • Facebook
Il tuo voto: Nessuno Media: 3 (1 vote)
30 aprile, 2010 da Giovanni Bignami

Commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.

Più letti

  • Di oggi
  • Di sempre
  • C'erano una volta i coccodrilli in Canada (62)
  • Il sogno infranto di una Città della Scienza (58)
  • Terremoto dell'Aquila: più attenzione ai precursori (54)
  • Valutazione della ricerca? No, grazie ... (26)
  • Il Falsario (21)
  • Quarant’anni fa l’uomo sbarcava sulla Luna? (8,663)
  • Consegnate le firme dell'appello per Nerviano (7,433)
  • Le conquiste dell’adroterapia (5,885)
  • Tutte le risposte (provvisorie) alle domande sul vaccino (5,023)
  • 2009, anno di Darwin o di Lamarck? (4,686)

Pubblicati di recente

  • Articoli
  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • C'erano una volta i coccodrilli in Canada 06 Set 2010
  • Il sogno infranto di una Città della Scienza 04 Set 2010
  • La Nasa sbarca sui social networks 02 Set 2010
  • Ha ragione Veronesi, quel nuovo caccia è un'assurdità 01 Set 2010
  • Quanti pianeti come la Terra nell'Universo? Miliardi! 31 Ago 2010
  • modelli torsionali di dna
  • I laboratori del Gran Sasso
  • Assemblaggio del Mycoides
  • Progetti presentati e finanziati: distribuzione regionale  e per Istituto
  • Inappropriate engagement of NHEJ with damage/stalled replication forks in FANCD2
  • Ecco a voi Lutetia
  • Pollini glaciali
  • See video
  • See video
  • See video
  • See video

Campi del sapere

  • Scienze della vita
  • Scienze della Terra
  • Fisica
  • Matematica
  • Economia
  • Chimica
  • Scienze umane
  • Tecnologia
  • Ambiente & sanità

Scienza e società

  • Politica della ricerca
  • Filosofia della scienza
  • Storia della scienza
  • Etica e scienza
  • Scienza e pace
  • Arte e scienza

Scuola

  • Primaria
  • Secondaria
  • Università
  • Educazione informale

Rubriche

  • Editoriale
  • Osservatorio sulla ricerca
  • Pro e contro
  • Vero o falso?
  • Recensioni
  • Breaking news
  • Commenti alla stampa
  • In agenda

Documenti

  • Grafici
  • Immagini
  • Video
  • Slide
  • Autori
  • Pubblicazioni
  • Rassegna stampa

Partner del progetto

Con il sostegno di

  • pfizer regione lombardia
  • issnaf

Icons by Axialis Team